“Water Music”, intervista a Paolo Franco

Il presidente di Uniacque racconta la rassegna che lega musica e acqua

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

Da cosa nasce l’idea di un festival che unisca musica e acqua?
Uniacque già da alcuni anni ha avviato una serie di collaborazioni sul territorio in ambito culturale, pittorico, musicale e non solo. Si tratta del lato più Istituzionale dell’Azienda, dove la capacità di ascolto e l’attenzione alle istanze o ai fermenti provenienti dal territorio si concentrano più sugli aspetti sociali, solidali, artistici e sportivi. Per rimanere in ambito musicale, già lo scorso anno abbiamo effettuato un Tour con la soprano Silvia Lorenzi in diverse piazze Bergamasche, proponendo un inedito mix di musica classica, leggera e popolare. Le note sono un veicolo di comunicazione straordinario e lo sono in modo ancor più amplificato quando la musica e la voce sono di alta qualità. Il prestigioso Conservatorio Donizetti rappresenta un’eccellenza in questo ambito, un Istituto di alta cultura, un patrimonio tutto Bergamasco che in molti ci invidiano. È bastato sedersi ad un tavolo dieci minuti per capirsi e siglare la collaborazione.

Il 17 luglio 1717 Re Giorgio I chiese a Georg Friedrich Händel di comporre musica per un concerto da tenersi direttamente sul fiume Tamigi. Oggi a chi affiderebbe una composizione sull’acqua?
Difficile esprimere una preferenza. Forse Ennio Morricone per il carattere eclettico della sua musica, caratterizzata da una diversità di generi compositivi, e per la completezza della sua figura artistica: compositore, musicista, direttore d’orchestra e arrangiatore

Quali tratti in comune hanno la musica e l’acqua?
Dal Diluvio universale al mito di Atlantide, passando per la pioggia ed i temporali, ai fiumi, ai laghi, mari e oceani fino alle fontane, il rapporto tra acqua e musica è sempre stato strettissimo. Il fenomeno acquatico per eccellenza, la pioggia, è stato spesso oggetto di attenzioni da parte dei compositori; un nome su tutti, Debussy. Il pianista francese riuscì a musicare ben quattordici varietà di pioggia, incredibile. Ci sono opere e brani in cui l’idea, l’immagine e l’effetto dell’acqua hanno concorso alla creazione di capolavori. Rimanendo al periodo contemporaneo, ricordiamo anche un vero e proprio “Water Concert” composto ed eseguito nel 1999 dal cinese Tan Dun per la New York Philarmonic Orchestra

L’attenzione di Uniacque per la cultura e il sostegno ad eventi culturali è importante. Avete altri progetti a cui collaborerete?
Sicuramente, considerato il buon successo dello scorso anno, andremo a riproporre il Tour Uniacque con la soprano Silvia Lorenzi, ovviamente in piazze diverse ma rappresentative della provincia. Con lo stesso Conservatorio stiamo verificando la possibilità di proporre un concerto verso la fine dell’anno, però meglio non anticipare nulla. Qualcosa si muove anche nel mondo della pittura (due anni fa il Premio arte Uniacque con ben cinquanta artisti provenienti da tutta Italia), cinema e teatro. Tutte in partnership, le iniziative le studiamo prima noi eppoi ci guardiamo in giro in cerca della collaborazione che riteniamo migliore o più adatta a raggiungere i nostri obiettivi.

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