“Water Music Festival”: intervista al Direttore del Conservatorio Giovanni Pietro Fanchini

Abbiamo commentato con lui la rassegna. Con un occhio al rapporto fra classica e giovani

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

Celebrare l’acqua come elemento naturale e anche sonoro, attraverso la musica. È “Water Music Festival”, evento organizzato da Uniacque Spa in collaborazione con il Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo. Tre concerti (ad ingresso gratuito) di genere e stili completamente diversi, fra canti solistici e corali, opere in musica, poemi sinfonici e pezzi pianistici, tutti accomunati dall’acqua.

L’idea della “Musica sull’acqua” nasce da un fatto storico accaduto a Londra nel 1717, quando Re Giorgio I chiese a Georg Friedrich Händel di comporre una serie di brani per un concerto da tenersi sul fiume Tamigi.
“Water Music Festival” riprende questa idea, spostandosi nelle sale cittadine (Sala Greppi e Teatro Sociale) per tre appuntamenti dedicati a Respighi, Schubert, Rachmaninov, Liszt, Debussy, Ravel, Händel, Vivaldi, Beethoven e Mendelssohn. Ne abbiamo parlato con Giovanni Pietro Fanchini, Direttore del Conservatorio Donizetti.

Il rapporto fra musica classica e acqua – racconta – ha una sua storicità. Sono tanti gli esempi a riguardo e non è stato difficile comporre un programma che abbia questa coerenza. Dunque abbiamo aderito subito con entusiasmo a questa proposta di Uniacque mettendo a disposizione i nostri migliori allievi delle classi di canto, pianoforte e dei vari strumenti”. Così sarà per il primo appuntamento, il 20 marzo in Sala Greppi (ore 20.45), che vedrà protagonisti proprio gli allievi delle classi di canto e pianoforte. Eseguiranno brani di Respighi, Schubert, Rachmaninov, Liszt, Debussy e Ravel che hanno come tema l’acqua.

L’11 aprile, sempre in Sala Greppi (ore 20.45), sarà invece un concerto dedicato alla musica barocca. “Questa serata vedrà impegnato l’Ensemble barocco del Conservatorio. Il Maestro Enrico Casazza sarà violino solista e concertatore, proprio in questi giorni sta definendo gli ultimi dettagli del programma”. Che però già prevede tre cantate con temi marini, l’Estate e l’Inverno dalle famose Quattro Stagioni di Vivaldi (che riecheggiano la pioggia e il freddo) e proprio la suite Water Music di Händel.

Il terzo e ultimo concerto nasce in collaborazione con il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo e vedrà coinvolta l’Orchestra sinfonica dell’Istituto, guidata dal Maestro bergamasco Fabrizio Maria Carminati. Al pianoforte ci sarà il giovane Josef Mossali, una delle nostre eccellenze”. L’appuntamento è il 24 maggio (ore 20.45) al Teatro Sociale di Bergamo. Mossali si cimenterà nel concerto per pianoforte e orchestra n° 3 di Ludwig van Beethoven e la celebre ouverture La grotta di Fingal tratta dalla suite Le Ebridi di Felix F.B. Mendelssohn.

Il coinvolgimento di giovani musicisti nel programma di “Water Music Festival” è anche l’occasione per gettare uno sguardo sulla situazione “giovanile” del Conservatorio: “La richiesta di iscrizione è molto alta, anche grazie al nuovo dipartimento dedicato alla musica pop, rock e jazz. Devo però dire che la classica ha ancora molto seguito, le classi sono piene, siamo contenti”.

Il pubblico di giovani invece? “Quello ancora manca un po’. Forse perché a volte i concerti di classica hanno costi importanti, è anche vero però che i giovani spendono tranquillamente ottanta euro per un concerto rock ma non trenta per uno di classica”. La tendenza cambia quando sul palco ci sono musicisti più famosi: “Allora in sala si vede qualche ragazzo o ragazza in più. Tuttavia il target rimane sempre un po’ alto come età. La musica classica ha bisogno di un certo background, di abitudine e non sempre è molto facile”. Del resto anche l’attualità predilige la musica, magari tutt’altro che brutta, ma di più facile ascolto: “Il pop ha tempistiche ridotte, una canzone dura tre o quattro minuti, mentre un brano di musica classica può richiedere anche quindici o trenta minuti per tempo”. Quindi che fare? “Cerchiamo prima di tutto di promuovere il genere con concerti gratuiti, dando la possibilità alle nostre eccellenze di suonare su palchi significativi”. Proprio come fa “Water Music Festival”, proponendo concerti di alta qualità senza toccare il portafoglio.

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