Arte e automobile: come nasce l’evento Leonardo #MoreThan1Thing per Volkswagen T-Cross

Il racconto della genesi della serata dell’11 aprile presso VW Bonaldi Motori raccontato dai diretti interessati

Come nasce un evento quale Leonardo #MoreThan1Thing per la presentazione della nuova automobile Volkswagen T-Cross? Come si unisce l’immaginario di Leonardo da Vinci a quello di un City Suv di ultima generazione? Qual è la connessione fra arte e motori, cultura e lifestyle su quattro ruote narrato in un’unica serata – l’11 aprile scorso presso la sede VW Bonaldi Motori di Bergamo?

Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati, cioè a Gruppo Bonaldi, Moma Comunicazione e a tutti coloro che hanno dato un contributo fondamentale ad un evento unico e importante. Partendo prima però da chi di motori se ne intende, cioè Diego Signorelli, che per L’Eco di Bergamo da anni scrive di auto: “T-Cross ha un look personale e accattivante che cattura subito gli sguardi: il frontale incisivo, le fiancate muscolose e le tinte inedite della carrozzeria sono i suoi tratti distintivi. Le dimensioni compatte e la posizione di guida rialzata la rendono il mezzo ideale per affrontare la giungla urbana”. Insomma un’automobile comoda, pratica, che stupisce e crea meraviglia. Meraviglia è infatti una delle parole chiave del progetto #MoreThan1Thing: la meraviglia del Genio leonardesco – lui che progettò un mezzo meccanico di locomozione già nel Quattrocento – e la meraviglia di un’automobile nuova, avanti.

Ma la meraviglia va raccontata e allora è a Silvia Barbieri, la regista di #MoreThan1Thing, che chiediamo di illuminarci sull’ideazione di questo racconto: “Ho raccolto ed elaborato la suggestione di Moma Comunicazione e di Daniela Taiocchi di Sesaab. Prima di tutto ho studiato Leonardo, il progetto della sua macchina movente, e ho studiato la T-Cross, il suo mix di tecnologia, efficienza e bellezza. Da lì ho cominciato a ragionare su un concetto chiave, ovvero che oggi Leonardo sarebbe un uomo multimediale e ancora più poliedrico, e magari avrebbe progettato lui la T-Cross o magari l’avrebbe amata”. Proprio come è successo nella serata dell’11 aprile quando ad un certo punto un “Leonardo” interpretato dall’attore Max Brembilla è entrato in scena proprio a bordo della T-Cross. “È stato un gioco, con Max abbiamo lavorato di trucco e parrucco e il risultato è stato divertente – continua Silvia – Per raccontare tutto questo, poi, mi è venuto in mente Omar Fantini, che sa essere leggero e divertente. Lui è diventato il personaggio chiave che lega questi due aspetti, Leonardo e l’auto, mescolando divulgazione e ironia”.

Max Brembilla e Omar Fantini per concretizzare le suggestioni di Moma Comunicazione: “Noi di Moma abbiamo lavorato su alcuni concetti chiave: il Genio, la tecnologia del passato e quella di oggi, l’innovazione di Leonardo e quella di una visione nuova di City Suv, trovando un sigillo all’incontro fra da Vinci e T-Cross in alcune frasi del primo, che sono poi diventate gli slogan dell’evento: ‘Il moto è causa di ogni vita’, ‘La semplicità è l’ultima sofisticazione’ e soprattutto ‘I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio’”.

Stimoli questi che hanno attivato anche la parte visuale di #MoreThan1Thing, affidata alla PTB del direttore di produzione Daniele Pagnoni: “Per la presentazione di un’auto non è mai stato fatto un evento di questo livello. Sono stati impiegati 60 mq di pannelli a led e oltre 100 proiettori di luce. Con i video siamo partiti dalle immagini dei progetti originali, come quella specie di elicottero e la macchina movente. Su questi abbiamo creato delle animazioni e delle interazioni fra gli schermi e Omar Fantini. Il tutto accompagnato da una musica che si intitola ‘Freedom’. Ad un certo punto appare anche Monna Lisa che strizza l’occhio. Insomma, come per la narrazione di Omar Fantini, un tema serio condito da ironia, partendo da Leonardo e arrivando a livello visuale a T-Cross. Senza dimenticare il dj set di Teo Mangione e le otto ragazze che hanno dato un tocco di bellezza alla serata”.
Ma quanto ci è voluto a realizzare un evento così complesso? “Una settimana – risponde Silvia Barbieri – per maturare una visione di regia, ingaggiare gli attori, scrivere il canovaccio della storia, confrontarsi per la parte visuale con PTB. Tutti hanno dato il massimo e si è generato un viaggio nello spazio e nel tempo molto affascinante, che unisce una suggestione culturale ad un’iniziativa di marketing straordinariamente evocativa”.

E alla fine il risultato, illustrato da Daniela Riceputi, responsabile comunicazione di Gruppo Bonaldi è stato assai positivo: “L’idea di Leonardo lanciata da Moma ci è piaciuta subito. L’abbiamo innestata sull’hashtag #MoreThan1Thing lanciato dalla casa madre e da lì è stato un percorso di idee, confronto e sollecitazioni reciproche, dove il brainstorming con persone esperte è stato il valore aggiunto. Ha portato ad un risultato nuovo e diverso rispetto ad altre concessionarie, trovando nell’anima commerciale dell’azienda un riscontro positivo. Ha funzionato tutto al meglio: la regia puntuale, Omar Fantini che ha trovato la giusta sensibilità di racconto, il lavoro con Moma e con Bobadilla per il catering, Teo Mangione e quindi Radio Alta, senza dimenticare Bergamo TV. Il coinvolgimento di tante differenti realtà del gruppo Sesaab ha reso tutto più facile ed il risultato è stato molto soddisfacente”.

Ed è infine Daniela Taiocchi, responsabile marketing relazionale ed eventi del Gruppo Sesaab a tirare le somme: “La Gioconda, l’Ultima cena, la dama con l’ermellino, la macchina volante e il prototipo di un veicolo su ruote contenuti nel codice atlantico e nel codice Leicester. Sono sfilati, uno dopo l’altro, sui magnifici ledwall per raccontare alle numerose persone intervenute che, a distanza di cinquecento anni, è ancora vivo lo spirito di Leonardo. Come lui, anche noi siamo chiamati a proseguire l’opera creatrice che ci ha generati alla vita e crediamo che, anche la presentazione di una macchina, possa servire da pretesto per ricordarcelo”.

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