Viaggio nella meraviglia

Fino al 30 novembre, alla Biblioteca Civica Angelo Mai in Città alta, un ciclo di quattro appuntamenti dedicato ai tesori miniati della Biblioteca. Veri e propri microcosmi di colori, segni e materiali, capaci di racchiudere l’universo in una scala piccola, piccola.

La raccolta dei manoscritti della Biblioteca Mai (9.380 pezzi) conta oltre 200 codici miniati dall’XI al XVII secolo. Gli incontri, organizzati con il sostegno dell’Associazione Amici della Biblioteca, propongono una prima conferenza introduttiva sulle forme e le tipologie del libro manoscritto miniato, e tre approfondimenti su alcuni “capolavori” della raccolta, affidati alle voci degli specialisti che li hanno studiati. Tutti gli incontri, aperti a tutti e della durata massima di un’ora, si svolgeranno nel Salone Furietti dell Biblioteca alle ore 18.00.

I relatori condurranno la propria presentazione ‘libro alla mano’ per consentire al pubblico la visione diretta di queste meraviglie che avete la possibilità di sfogliare anche a casa vostra, ma solo virtualmente, perché tutti i testi miniati custoditi alla Mai sono consultabili liberamente in versione digitale sul sito della Biblioteca Digitale Lombarda.

Sfoglia i codici della Biblioteca Civica A. Mai

Ma come nasce un codice miniato?

Nell’immaginario collettivo un manoscritto nasce dal lavoro paziente e solitario di un monaco, che trascorre la vita chiuso negli scriptoria medievali. In realtà è opera di un vero e proprio team di specialisti e per realizzare un singolo testo occorrevano anche più di un anno e intere greggi per confezionare le raffinate pergamene che costituivano il corpo del libro.

Ci sono i monaci che si occupano di rigare i fogli di pergamena, i calligrafi impegnati a trascrivere i testi dell’antichità classica e cristiana, e naturalmente il gruppo di lavoro che si dedica alla miniatura. C’è il miniatore che procede ad eseguire l’abbozzo con lo stilo di piombo, oppure a disegnare le figure direttamente con l’inchiostro, quindi il paziente lavoro di coloritura, con pennelli di dimensioni differenti. E poi i garzoni che tritano i colori, il battiloro che predisponde la foglia d’oro, i rilegatori.

Tutto per un unico oggetto prezioso: un libro destinato a durare nei secoli, strumento di trasmissione del sapere ma anche risultato di abilità tecniche e artistiche straordinarie, e specchio  della storia economica, sociale e intellettuale del suo tempo. Se volete farvi un’idea dell’atmosfera che regnava in uno scriptorium medievale potete rileggere la descrizione che ne fa Umberto Eco ne “Il nome della rosa”, oppure rivedere una delle scene cult del film omonimo che ne ha tratto Jean-Jaques Annaud in cui a fare visita alla biblioteca e allo scriptorium sono il frate Guglielmo- Sean Connery e il novizio Adso da Melk.

LA VISITA ALLO SCRIPTORIUM, scena tratta da “Il Nome della Rosa” (regia di Jean-Jacques Annaud, 1986)

 

Il programma

9 NOVEMBRE 2018

Tra parola e immagine. Forme, tipologie e funzioni dei manoscritti miniati della Biblioteca Civica Angelo Mai.

Marzia Pontone, della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia (Milano), seleziona per noi dalla ricca raccolta della Biblioteca Mai alcuni pezzi significativi per raccontare come il manoscritto miniato ha cambiato nel tempo forme grafiche e decorative, di pari passo con la sua funzione e con il pubblico cui era destinato.

16 NOVEMBRE 2018

Il Taccuino di disegni di Giovannino de Grassi: un libro di modelli nella Milano tardogotica, tra simbolismo medievale e ricerca della natura.

Maria Grazia Recanati, dell’Accademia di Belle arti “G. Carrara”, sfoglia insieme al pubblico uno degli esemplari più straordinari custoditi in Biblioteca: l’eccezionale “Taccuino di disegni” che nel suo primo fascicolo è di mano del grande maestro Giovannino de Grassi, architetto del Duomo di Milano e grande miniatore al servizio di Gian Galeazzo Visconti. Una rarità già per la tipologia, in quanto si tratta di uno dei pochi repertori medievali sopravvissuti, che raccoglievano modelli per la realizzazione in bottega di miniature, dipinti, affreschi, elementi architettonici, stemmi, sculture, tessuti, tutti manufatti che venivano confezionati in un “atelier” tardogotico. Ma l’eccezionalità del Taccuino risiede anche nel forte realismo dimostrato nella pratica dell’“animal portraiture”, segnando il passaggio dalle rappresentazioni stilizzate dei bestiari medievali all’osservazione diretta della natura.

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23 NOVEMBRE 2018

Spettatori della passione di Cristo. Riti e preghiera personale ai tempi del grande Scisma.

Con Emanuela Daffra, storico dell’arte dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, scopriamo che la miniatura è spesso destinata a una fruizione privatissima, aprendo finestre su contesti storici complessi. Prendendo il via dal “Libro d’ore di Valentina Visconti”, l’incontro esplora le relazioni tra la decorazione e il contesto spirituale nato dalla crisi innescata  dal Grande Scisma che a cavallo tra Tre e Quattrocento pone il fedele di fronte ad una Chiesa divisa tra due pontefici che, tra Roma e Asvignone, si dichiaravano reciprocamente illegittimi.

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30 NOVEMBRE 2018

Attorno al Messale MA 298 della Biblioteca Angelo Mai: il contesto sconosciuto della miniatura in Lombardia nel secondo Duecento.

Giovanni Valagussa, conservatore all’Accademia Carrara, ci aiuta a conoscere e ricomporre le poche tracce sopravvissute della produzione di miniature in Lombardia nel Duecento, scoprendo un’interessante attività legata principalmente al contesto milanese, della quale il Messale MA 298 conservato alla Mai è uno dei testimoni più significativi. Non mancherà la proposta di confronti con la coeva pittura murale, di cui sono riapparsi di recente notevoli esempi sul tramezzo sepolto dell’antico Duomo.

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E per i giovani che vogliono provare a cimentarsi con i rudimenti della complessa tecnica della miniatura?

La Fondazione Bernareggi per il 2018/2019 propone alle scuole un ricco programma di percorsi e laboratori, tra i quali la visita, in collaborazione con l’Archivio Storico Diocesano, a una selezione di manoscritti medievali, seguita da laboratori di miniatura all’antica. Info www.fondazionebernareggi.it.  

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