DA FARE, OUTDOOR
20 Dic 2018

“Val Gandino tra cielo e terra”, un volo mozzafiato tra arte e natura

Quasi un anno di riprese e decine di ore di volo: il risultato? Il primo cortometraggio che a volo d’uccello ci mostra la bellezza dei cinque borghi. 

È online da venerdì 21 dicembre il cortometraggio “Val Gandino fra cielo e terra”, prodotto dal Distretto de Le Cinque terre della Val Gandino e realizzato da Diego Percassi di Video Produzione Bergamo.

“Si tratta di un particolare regalo natalizio – sottolinea Giambattista Gherardi, coordinatore del Distretto ed autore del soggetto – che conduce residenti e turisti alla scoperta delle nostre bellezze paesaggistiche, architettoniche e naturali. Negli ultimi dieci anni abbiamo sviluppato con entusiasmo un intenso lavoro di promozione della nostra Valle, che a Gandino, Leffe, Casnigo, Cazzano S. Andrea e Peia offre infinite possibilità a quanti vogliano scoprire un territorio tuttora sorprendente”.

Ecco qui di seguito il trailer: lo stupore è senza dubbio il segno distintivo del video, che ha reso necessario quasi un anno di riprese e decine di ore di volo.

“Val Gandino fra cielo e terra – spiega Gherardi – non ha la pretesa di dettagliare ogni singola località, ma vuole offrire una visione d’assieme da una prospettiva inedita, resa possibile da un drone di ultima generazione che ‘a volo d’uccello’ ha sorvolato la Valle. Si tratta di un vero e proprio viaggio, ripetuto in stagioni diverse, al fine di ottimizzare colori e visibilità di alcuni dettagli in assenza di vegetazione. Va sottolineato che per alcune riprese si è rivelata particolarmente efficace di utilizzare mezzi di ripresa tradizionali, posizionati per esempio sui campanili della Basilica di Santa Maria Assunta a Gandino e della prepositurale di San Michele a Leffe”.

Un luogo sospeso fra storia e natura tutto da scoprire, ecco cos’è la Val Gandino, ovvero i comuni di Gandino, Leffe, Casnigo, Cazzano S. Andrea e Peia, riuniti nel distretto de “Le Cinque Terre della Val Gandino”. I cinque borghi offrono davvero sorprese a non finire. Gandino propone la monumentale Basilica, il Museo di Arte Sacra con ori, argenti e merletti che ne fanno uno dei primi al mondo nel suo genere, l’antico convento delle Orsoline e un centro storico punteggiato da palazzi nobiliari e chiese antiche. Casnigo è invece la patria del baghèt (l’antica cornamusa bergamasca) con il Santuario della Trinità (una Sistina affrescata di rara suggestione) e quello della Madonna d’Erbia. L’epopea del tessile rivive nei macchinari antichi e innovativi del Museo del Tessile a Leffe, mentre Cazzano S. Andrea e Peia offrono la vitalità di un borgo dinamico e bellezze naturali che uniscono una miriade di contrade.

Vale davvero la pena guardare tutto IL CORTOMETRAGGIO INTEGRALE e volare con noi di Eppen sopra Le Cinque Terre della Val Gandino. Buona visione!

Il bouquet degli eventi annovera ogni giorno nuove sorprese, ma è impossibile non ricordare a Gandino la grande raggiera del Triduo e la Fiera di San Giuseppe alla seconda e quarta di Quaresima, la processione del Corpus Domini, oppure la Corsa delle Uova all’antivigilia della prima domenica di luglio, quando si festeggiano i Ss. Martiri Patroni. Qui si tinsero le camicie rosse dei Mille di Garibaldi e sempre a Gandino è conservato il saio reliquia di san Padre Pio da Pietrelcina. Gandino è la patria del Mais Spinato, che qui arrivò (primo luogo in Lombardia) agli inizi del ‘600 e oggi è alla base di un’incredibile filiera di prodotti tipici a chilometro zero rinomati nel mondo. Peia è la patria del Cinghiale, raffigurato in grande evidenza anche sullo stemma comunale. I formaggi, a cominciare dalla Formagella Val Seriana, si uniscono ai salumi in un crescendo carico di aromi.

Percorsi mozzafiato sono disponibili per gli escursionisti e per gli appassionati di mountain bike. A Casnigo il Centro Sportivo offre piscine e fitness, ma in valle numerosi sono i campi outdoor e indoor per la pratica sportiva. Ricchissima la falesia di arrampicata per i climbers in località Fontanei, mentre i più audaci possono decollare dal Monte Farno, grazie alla scuola di parapendio.

Tantissime sono le eccellenze della Val Gandino! Oggi ve ne raccontiamo cinque, come cinque sono le Terre della Val Gandino.

MUSICA – Il baghét, colonna sonora della Val Gandino

Le note del “baghèt”, l’antica cornamusa bergamasca, sono l’ideale colonna sonora della Val Gandino, utile ad esprimerne l’essenza fra storia e tradizione.

Il Baghèt è per antonomasia legato alla tradizione natalizia. Uno strumento povero, nato e cresciuto tra i pastori. I suonatori erano per la maggior parte contadini, e si ritrovavano nelle stalle d’inverno. Passata l’Epifania, poco prima del carnevale, lo strumento era riposto, per essere ripreso agli inizi dell’inverno successivo, a San Martino.  Con il baghèt si suonava l’antica “pastorèla”, si accompagnava il canto e si eseguiva addirittura l’arcaico “bal dol mòrt” (ballo del morto), una specie di pantomima in cui due ballerini mimavano una “morte” ed una successiva “resurrezione”. Casnigo, in Val Gandino, è la patria indiscussa dello strumento, al punto che il consiglio comunale nel 2009 ha emanato una specifica delibera che conferisce al paese il titolo di “patria del Baghèt”. Nel palazzo comunale sono conservati due antichi strumenti, appartenuti il primo al casato degli Zilioli (conosciuti come “Fiaì”), e il secondo a Giacomo Ruggeri detto “Fagòt”, probabilmente ultimo suonatore di baghèt dell’intero arco alpino sino agli anni ’60 e successivamente testimone di un’arte tramandata spesso attraverso la sola tradizione orale. In Bergamasca ci sono tracce della cornamusa che risalgono al 1300.

CULTURA – Museo del Tessile, un’esperienza da vivere in famiglia

La Val Gandino è la meta ideale per una gita fuoriporta… per tutta la famiglia! Il Museo del Tessile “Ginetto Martinelli”, in particolare, è un piccolo gioiello che a Leffe racconta, con macchinari originali e funzionanti l’epopea di una Valle e dei suoi operai. Non si tratta del semplice “defilé” di ferri vecchi e polverosi, ma della presentazione della filiera completa, con macchinari originali e (soprattutto) funzionanti. È possibile ammirare, per esempio, il grande torcitoio della seta con la ruota del mulino ad acqua dal diametro di oltre 3 metri, il reparto carderia, la serie di telai dal medioevo a metà del XX secolo e la trasmissione centralizzata a cinghia di inizio ‘800. Notevoli e particolari le macchine di finitura dei tessuti quali garzatrici, cimatrici, macchine da ricamo e per merletti.

La novità 2018 è rappresentata dalla nuova Sala Didattica multimediale, utile per proporre alle scolaresche lavori di gruppo e approfondimenti. Del tutto straordinaria la dimostrazione di tintura di fibre, filati e tessuti con coloranti naturali, derivati da piante e radici. Il Museo del Tessile conserva per esempio l’originale “Scarlatto” di Gandino, con cui nel 1860 fu tinta la stoffa utilizzata per realizzare le camicie dei Mille di Garibaldi. Fra le curiosità anche la “Lanital”, la fibra ricavata dalla caseina (la proteina del latte) cui diede ampio risalto il regime fascista, alle prese con l’autarchia imposta dalle sanzioni internazionali successive alla guerra d’Etiopia.

Al Museo del Tessile di Leffe si possono ammirare il ciclo di lavorazione della seta (allevamento del baco, trattura, torcitura e cardatura), ma anche i telai (da quelli del Medioevo alle geniali intuizioni del leffese Nello Pezzoli) e il sontuoso torcitoio della seta che a Leffe, sino a meno di un secolo fa, occupava uno intero palazzo a più piani e che presenta particolari tecnici studiati dal grande Leonardo da Vinci.

FOOD – Il mais spinato di Gandino®

Il Mais Spinato di Gandino® è un’antica varietà bergamasca che arrivò nel borgo della Valle Seriana nei primi decenni del 1600. Fu il primo mais a giungere in Lombardia, ma  la dedizione al tessile della Val Gandino fece quasi scomparire negli anni le coltivazioni. Dal 2007 un progetto di rivalutazione degli enti locali in collaborazione con il Crea – Unità di Maiscoltura del Ministero dell’Agricoltura (che ha sede a Bergamo dal 1926) sono rinate le coltivazioni, tutelate dalla De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine), una sorta di DOC locale ideata da Luigi Veronelli.

I semi originali del Mais Spinato® sono stati isolati nella Cascina Parecia, grazie ad un’antica pannocchia conservata dai nipoti di anziani contadini della famiglia Savoldelli. La coltivazione segue metodi sostenibili ed è legata al metodo biointensivo, che consente di aumentare la resa e la qualità della produzione attraverso una lavorazione del terreno che non prevede in alcun modo l’uso di componenti chimici. Il Mais Spinato® è oggi tutelato come varietà agricola da conservazione e i suoi semi sono conservarti nel Global Seed Vault, il deposito mondiale dei semi da salvare creato sotto i ghiacci delle isole Svalbard in Norvegia.

In questi anni è anche nata una filiera completa di prodotti che fanno di Gandino il paradiso della buona tavola: alla classica farina da polenta, si affiancano il frollino “Melgotto”, la Spinata (la sfida gandinese alla pizza) oppure la Spinetta. Quest’ultima è una galletta di mais estruso, ideale per uno snack fuori pasto o per accompagnare salumi e antipasti. Da non dimenticare la birra “Scarlatta”, preparata artigianalmente da Roberto Caleca con Mais Spinato di Gandino e foglie di erba mate sudamericana.

Ogni anno l’appuntamento principe di inizio autunno (periodo del raccolto) è a Gandino “I Giorni del Melgotto”, all’interno dei quali si è aggiunto a partire dal 2018 “Il Galà dello Spinato”, una quattro giorni all’insegna dell’eccellenza e dell’alta gastronomia sostenibile.

ARTE – La Basilica di Santa Maria Assunta a Gandino

La Basilica di Santa Maria Assunta è uno dei monumenti più interessanti e originali della terra di Bergamo. Si tratta di un organismo che ha subito profonde trasformazioni nel tempo; esso sorge sull’antica chiesa del duecento, riedificata nel 1421 e successivamente ampliata nel 1469 fino a definirsi come nuova e originalissima opera architettonica, dove gli stili si fondono in una unità compositiva.

Gli elementi architettonici di maggiore rilievo sono: la grande cupola ottagonale, scavata da otto arconi, affrescata con architetture illusionistiche dal veneziano Lambranzi nel 1681; la maestosità degli altari per i quali furono utilizzati marmi selezionati e preziosi; le casse dei due organi che decorano le pareti laterali del presbiterio; le splendide balaustre di bronzo del 1590. Sono numerose le opere d’arte custodite in questa chiesa decorata non solo da pittori di area veneta e lombarda ma anche da artisti mitteleuropei. Qui è conservato il più importante ciclo pittorico a carattere religioso del Ceruti costituito da 40 tele ed affreschi. Ma vi sono opere importanti di pittori quali il Cantarini, il Dandini, il Mango, il Barbello, Balestra, lo Zimengoli e opere scultoree del Fantoni, del Caniana, del Marengo, dello Schmidel. L’esterno è un gioco di volumi finiti con ceppo locale scabro ed evidenziati nella loro forma geometrica da lesene e bordi di pietra bianca. Su tutto domina il grande tiburio lombardo e l’alto campanile esagonale con cupola a cipolla. Bellissimo il portale principale disegnato da Domenico Rossi nel 1712 e i portali laterali incorniciati dal grande arco del protiro.

OUTDOOR – Traversata tra i Pizzi, un percorso fra natura e stupore

Oltre trenta chilometri complessivi di sentiero e un dislivello positivo superiore ai 2000 metri, con un tracciato ricco di panorami mozzafiato e singole tappe ideali per escursioni “light” con tutta la famiglia.

La Traversata tra i Pizzi della Val Gandino unisce le principali cime che fanno da corona ai comuni di Casnigo, Cazzano S. Andrea, Gandino, Peia e Leffe. Un percorso articolato, segnato e mappato, che suddivide la Traversata in sette tappe successive, proponendo itinerari che presi singolarmente sono adatti per uscite a corto raggio, ma uniti in unico anello propongono un percorso di grande interesse tecnico per i camminatori più esperti.

Si parte dai circa 700 metri della Ss. Trinità a Casnigo, per poi raggiungere il Roccolo del Giundit, il Monte Farno, il Pizzo Formico, il Pizzo Corno. Lungo il tracciato anche il Monte di Sovere con il Museo della Resistenza Bergamasca e il Monte Pizzo con la grande statua della Madonna della Vita che domina l’intera Val Gandino. I paesaggi sono mozzafiato e spaziano dalla Val Gandino ai laghi d’Endine e Iseo.

La Traversata è un percorso suggestivo, punteggiato da numerose strutture di accoglienza (Rifugio Monte Farno, Rifugio Parafulmine, Baita Monte Alto, Rifugio Malga Lunga e Agriturismo Monte Croce). Non mancano varianti impegnative, per esempio nella zona del Pizzo Corno, per catturare l’attenzione dei più esigenti. Per famiglie e buongustai anche a valle non manca l’imbarazzo della scelta: qui la “Traversata” è fra antichi palazzi e monumenti di rilievo (basta citare la Basilica di Gandino), senza dimenticare l’enogastronomia che oltre a formagelle e salami propone gli originali prodotti a base di Mais Spinato di Gandino.

QUI è possibile scaricare la mappa!

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