#1libro#1disco#1film#1viaggio: Upperlab (dove c’era la Tupperware)

Lo spazio è gestito da Alessandra e Maria Teresa, ovvero MatèTeatro. Intervista e rubrica

Un tempo dove oggi trovate Upperlab (via Pescaria 1A, per chi non lo sapesse) c’era la Tupperware. Quella dei contenitori per conservare i cibi. Poi sono arrivate Alessandra e Maria Teresa, che nel 2016 hanno riaperto questo spazio come coworking e luogo dove organizzare spettacoli, eventi e corsi. Niente più polietilene, utensili da cucina e altre cianfrusaglie. Ma arte, cultura e piccola imprenditoria.

Alessandra è quella con gli occhi spiritati, sempre pronta alla battuta, ad un primo sguardo comunica intelligenza e inquietudine. Maria Teresa è “quella sempre abbronzata”, più riflessiva, interiore e dolce – ma sotto sotto pure lei un po’ matta. Le due più o meno si completano. E non è un caso che oltre ad essere le anime di Upperlab lo siano anche di MatèTeatro, mini-collettivo teatrale con molti spettacoli all’attivo.
Fra questi il bellissimo “Qualche volta abbiamo anche cantato” sulla Prima guerra mondiale e le sue canzoni, ripetuto in decine di repliche insieme ad alcuni componenti della Piccola Orchestra Karasciò. Ma non tutti sanno che le Matè hanno all’attivo pure un passaggio in America per mettere in scena uno spettacolo di Tennessee Williams. Insomma, roba che fa curriculum.

Sia MatèTeatro che Upperlab sono oggi in piena attività (il primo) ed evoluzione (il secondo). Con tutte le fatiche del caso, che si alternano a quelle piccole grandi soddisfazioni da portarsi dietro come carburante. Per questo le abbiamo intervistate e poi sottoposte alla nostra rubrica #1libro#1disco#1film#1viaggio – in fondo trovate anche i prossimi appuntamenti (sempre ad ingresso con tessera associativa e quota a cappello).

Come vi siete conosciute?
A: Abbiamo frequentato la scuola del Teatro Prova nello stesso corso.
MT: Io avevo 17 anni, ero una ragazzina ed ero particolarmente scema. Alessandra aveva degli occhiali con la montatura scura che ultimamente ha risfoderato. Siamo diventate prima amiche (nonostante la mia scemenza), poi, dopo l’ultima lezione del terzo anno, uscendo mi ha detto “Adesso dobbiamo fare qualcosa”.

Mi sembra che Upperlab stia evolvendo, ci dite qualcosa di più?
MT: È in una fase di passaggio, di crescita, credo. Abbiamo capito che la gioia di fare qualcosa che ci piace non basta più per far sì che quel qualcosa duri o che gli altri si accorgano che esiste. Perciò ci stiamo lavorando, perché si rinnovi, funzioni e per far capire all’esterno cosa facciamo. È un gran lavoro ed è difficile soprattutto dal punto di vista della sostenibilità, ma è bellissimo avere sempre persone attorno che fanno lavori diversi e che, anche involontariamente, lanciano stimoli diversi.

Ho notato più comunicazione, meno eventi ma più centrati.
A: Abbiamo appena rinnovato il direttivo e stiamo concentrando molte energie sulla comunicazione, per raccontare ciò che siamo e cosa faremo da grandi. Mettiamo più attenzione agli eventi, favoriamo i progetti in rete e in generale dedichiamo maggiore cura alla progettazione delle attività e alla sostenibilità economica di tutto ciò che facciamo. Abbiamo due nuovi meravigliosi coworker (due e mezzo a dir la verità): Fabiola la copywriter e Andrea l’ingegnere con il suo cagnolone Django, che ci danno un sacco di gioia. Abbiamo la presenza stabile in sala di Margherita con i suoi laboratori di danza, del Collettivo Open di musicisti improvvisatori e la presenza preziosa di Giusi (Pesenti, ndr) e Michele (Dal Lago, ndr) e dei loro progetti di popular music.

Anche MatèTeatro è sempre in fermento. Quale è stata fino ad oggi la più grande soddisfazione?
A: La più grande gioia è stato il debutto negli Stati Uniti del nostro allestimento dei Blues di Tennessee Williams, nel 2012: siamo stati scelti dal regista statunitense David Kaplan, curatore del Tennessee Williams Theater Festival, e abbiamo portato una versione bilingue dello spettacolo nel teatro di Provincetown (Massachusetts, nella baia di Cape Cod), luogo del cuore per Tennessee Williams che qui ha trascorso alcune estati d’amore e di grande creatività. Kaplan ha scelto i Blues semplicemente sentendo la registrazione audio dello spettacolo e innamorandosi del suono della lingua italiana e della musica eseguita dal vivo.
MT: Confermo, la trasferta in America: è stata una delle esperienze più incredibili che io abbia mai vissuto. Ci avevano dato una casa sull’oceano, che la mattina era in secca, il teatro era un gioiellino e il festival aveva un livello altissimo.

Immagino però che negli anni ci sarà stata anche qualche delusione…
A: La più grande delusione è avvertire la stanchezza di essere una Matè: la mancanza di prospettive future per la compagnia e la riflessione su una possibile chiusura.
MT: La maggior delusione, forse, è stata quando abbiamo perso lo spazio in cui lavoravamo da anni. Per me non è stata una perdita sentimentale, ma è stata attuata in un modo così poco umano da essere squallida, e non mi piacciono le cose squallide. Poi, però, abbiamo aperto Upperlab, che è ancora più bello. Tiè.

Pronte per #1libro#1disco#1film#1viaggio?

#1libro
MT: “Cent’anni di solitudine” – Gabriel Garcia Maquez
Non sono mai stata in Sud America (è il mio viaggio della vita, lo tengo lì), ma con Cent’anni sono stata nel Sud America che vorrei. Cent’anni per me è un mondo, un viaggio, un concentrato di Sud: c’è qualcosa, credo, che accomuna tutti i sud del mondo e che mi attrae in modo irrazionale. E poi amo Marquez.

A: “Invito di nozze” – Carson McCullers
Per me è il libro più bello di questa grande scrittrice americana: ne è protagonista una ragazzina, Frankie Addams, molto vera, inesorabilmente solitaria, con una grande immaginazione. Parla della fine dell’infanzia.

#1disco
MT: “Non all’amore non al denaro né al cielo” – Fabrizio De André
Lo so anch’io che è una scelta facile e banale, ma è De André. non c’è molto di più da dire. Tra i suoi ho scelto questo album in particolare perché racconta storie. Mi ha sempre affascinato sentire raccontare delle vite delle persone e qui De André, Lee Masters e la Pivano lo fanno incredibilmente bene e con poche parole.

A: “Kinotto” – Skiantos
Come me, è del 1979. Però fa ridere. Credo di non esagerare dicendo che ogni brano di questo disco contiene almeno una frase che cito quotidianamente e sempre a proposito. Come fosse il mio Libro Universale delle Risposte.

#1film
MT
: “Big Fish” – Tim Burton
È evidente che io cerchi, in quello che vedo, leggo e ascolto, la fuga dalla realtà. Big Fish racconta tante fughe dalla realtà e mescola il reale con la follia in modo magistrale. Mi piace Tim Burton in generale e quasi sempre, ma qui si supera nella poesia delle immagini. In più, qui non c’è stranamente Johnny Depp (che poi mi distrae dalla storia) e c’è quel genio di Steve Buscemi.

A: “Via col vento” – Victor Fleming
Penso di essere Rossella O’Hara. Conosco le battute a memoria, l’ho visto 50 volte e ancora mi arrabbio ogni volta che vedo Ashley Wilkes.

#1viaggio
MT: Cape Cod, Boston, New York
Un viaggio enorme, gigantesco. È partito con l’esperienza più eccitante della vita, ovvero la trasferta delle Matè in America, a Provincetown, che è un posto pazzesco (c’era anche la mia più cara amica a farci da stage Manager), ed è continuato con il primo vero viaggio della mia famiglia, tra Boston e New York, che per l’occasione mi aveva raggiunta. All’epoca conoscevo ancora la serenità totale. Poi sono diventata adulta, purtroppo.

A: La Sicilia (la parte sud, l’agrigentino e la città di Sciacca in particolare)
È un’isola-non isola, un’isola-mondo. Non amo le grandi riunioni familiari, la retorica delle radici e i riti e i miti dei legami di sangue, ma tornare nella terra d’origine di mio padre e della mia grande e numerosa famiglia sicula ha sempre significato sentire il contatto con una storia forte, selvatica, colta e selvaggia insieme.

PROSSIMI EVENTI

MatèTeatro

Festival di Teatro Scolastico 2019 dal 4 al 12 aprile
Link al sito con il programma dettagliato

Upperlab

Upperò! Rassegna di spettacoli e laboratori per piccolissimi e famiglie

– sabato 13 aprile ore 16:00 Concerto Le Talpe con le Scarpe
A seguire merenda
Ingresso 3€ per i tesserati Upperlab; 5€ compresa tessera per i non tesserati

– domenica 28 aprile ore 10:30 spettacolo “Fiume” con Francesca Caratozzolo di DelleAli Teatro
Ingresso 3€ per i tesserati Upperlab; 5€ compresa tessera per i non tesserati.

– domenica 5 maggio ore 10:30 spettacolo con Mago Celestino
Ingresso 3€ per i tesserati Upperlab; 5€ compresa tessera per i non tesserati.

– sabato 11 maggio dalle 15:00 Laboratorio di fotografia per piccolissimi; dalle 16:00 Laboratorio di costruzione di strumenti musicali + Laboratorio di musica
Contributo di 3€ per ogni laboratorio

Ciclo di incontri “Essere Genitori (for dummies)”
martedì 14 e 28 maggio, martedì 4 giugno alle 20:30
3 appuntamenti monografici, ciascuno su un tema specifico, riservati ai tesserati Upperlab
“Rispondere alle domande dei bambini”; “Il tempo libero con i vostri bambini” con Giovanni Garattini ovvero il Mago Celestino; “I bambini? Ma cosa mangiano?”

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