Together. L’arte di Dusi accorcia le distanze

Una spettacolare installazione all’ex Ateneo aperta dal 24 agosto per la Festa di Sant’Alessandro / FOTOGALLERY

Together. Insieme in inglese. Una sola parola che con il buio si illumina al neon sulla facciata dell’ex Ateneo di Scienze Lettere e Arti a due passi da Piazza Vecchia in Città Alta. Dietro questa installazione c’è l’artista valtellinese Fabrizio Dusi, dentro questa installazione ce n’è un’altra, all’interno del salone neoclassico, che sarà visitabile dal 24 agosto all’1 settembre, in occasione della festa di Sant’Alessandro.

Un messaggio di fraternità

Un messaggio chiaro, semplice, diretto e allo stesso tempo profondo racchiuso in una parola, che rimanda alla condivisione, che privilegia l’unire sul separare, che valorizza ciò che ci accomuna su ciò che crea distanza.
L’origine etimologica della parola in inglese fa riferimento all’essere presenti in uno spazio o in un gruppo, mentre la parola insieme in italiano deriva dal latino insimul, “una volta”, in relazione all’essere presenti nello stesso momento. Qui e ora presenti insieme, condividendo spazio e tempo. È quello che richiedono le relazioni e ciò di cui è fatto lo stare insieme. In una città, in un gruppo, in una famiglia, in una coppia, in qualsiasi contesto esista un Noi. Un plurale e non un singolare che Fabrizio Dusi ha scelto come titolo e opera allo stesso tempo, declinando il tema della Fraternità, al centro dell’edizione 2019 della Festa di Sant’Alessandro.

 

Credo che il ruolo di un artista oggi sia quello di sensibilizzare la gente – spiega Dusi –  non di fare arte autoreferenziale o che abbia solo un valore estetico. Ecco perché cerco di affrontare dei temi drammatici come la Shoah o il valore della vita esponendomi con un’installazione come Don’t kill (Non uccidere). La sfida poi è essere leggibili e accessibili, non respinger le persone con lavori poco comprensibili, ma avvicinarle descrivendo la situazione sperando poi che qualcuno ci ragioni“.

#together

Già nei giorni precedenti all’apertura della mostra sono stati in molti ad avvicinarsi incuriositi ai neon bianchi, a quelle lettere minimali che contrastano con l’edificio neoclassico su cui sono installate e a chiedersi cosa c’è dietro quel Together, che si rintraccia già su molti profili instagram seguendo la traccia dell’hashtag #togetherbg.
Dentro quel Together invece c’è un’enorme installazione site specific di oltre 50 metri, realizzata con le leggerissime coperte termiche dorate, che Dusi ha popolato con le sue iconiche figure stilizzate, che ritornano in molti altri suoi lavori realizzati di recente tra l’Istituto Italiano di Cultura a Jakarta, la Casa della Memoria a Milano o l’Università di Padova.

Coperte che aprono mondi

La superficie d’oro di queste coperte accoglie uomini, donne, giovani, bambini, anziani da rintracciare seguendo le linee essenziali di acrilico, che all’interno dello spazio “ricreano un’umanità a bocca aperta che vuole comunicare, anche se non sempre ci riesce, come noi del resto – spiega l’artista – Ma ciò non significa che si debba smettere di provarci. Fermandosi un attimo a osservare questa massa di figure, piano piano emergono volti, dettagli e particolari e tra una linea e l’altra si vede anche altro. Se stessi, riflessi sull’oro della coperta, simbolo di protezione, di qualcosa che ti avvolge, che accoglie e che offre conforto.

Il pensiero rimbalza dall’oro che brilla sullo sfondo di un mare scuro che accoglie persone che l’hanno attraversato in fuga da una guerra, agli infortuni sportivi in cui l’atleta abbandona il campo protetto dalla coperta su una barella, ai video di disastri automobilistici in cui un lembo di coperta si intravede tra le giacche catarifrangenti dei soccorsi.
Per ogni persona, quelle semplici coperte che piegate occupano lo spazio di un portafogli, aprono mondi e immaginari differenti. In tutte le immagini che affollano la mente, un unico filo rosso, la cura, l’accoglienza, l’andare verso l’Altro.

Una suggestione potente

La forza di questo lavoro semplice e allo stesso tempo profondo sta nel tentativo dell’artista di creare un confronto, cosa molto complessa in una realtà spinta verso l’individuale spiega Giovanni Berera dei Dipartimenti Educativi della Fondazione Bernareggi, a cui il Comune di Bergamo ha dato l’incarico di realizzare una mostra nell’ambito della settimana di celebrazioni per Sant’Alessandro.
Il lavoro di Fabrizio è una suggestione potente per tutti noi, che dobbiamo cercare di costruire una città coesa e umana – continua Berera – Più la città è capace di accogliere le marginalità, sia interne, sia esterne e più siamo in grado di stringere rapporti fraterni e umani, più saremo in grado di ‘coprire’ le fragilità di tutti. Una cosa enorme in un periodo in cui non tutti sono allineati su questo pensiero è tenere accesa la riflessione su questi temi

Parole inclusive

Together è anche un’indicazione per tutti noi – spiega l’Assessore alla cultura del Comune di Bergamo Nadia GhisalbertiNon è una parola divisiva, ma inclusiva, che porta l’attenzione su una comunità da costruire sul dialogo e sulla fratellanza, sulla disponibilità verso gli altri. Una comunità dove a tutti vengono riconosciuti gli stessi diritti. Together è una mostra che interpreta perfettamente il tema religioso della festa di Sant’Alessandro della Fraternità e si estende al suo valore civile, come unione di persone nella comunità, riflettendo una visione di città aperta e disponibile al dialogo“.

Una città dove vivere insieme, popolata di volti, vissuti e storie si intrecciano, oggi nel lavoro di Fabrizio Dusi, secoli fa nei capitelli del Palazzo della Ragione in Piazza Vecchia, “un tempo centro politico della città – conclude l’assessore – dove una catena di persone si tengono per mano, un insieme di singoli che uniti costituiscono le fondamenta della vita civile di Bergamo“.

Together di Fabrizio Dusi
Orari: lun-ven 16-19 | sab e dom 10-12, 16-19
Aperture straordinarie serali: dom 25, lun 26 ore 20-23
Visita guidata con l’artista: lun 26 alle 20,15
Ingresso libero

Informazioni: www.fondazionebernareggi.it e info@fondazionebernareggi.it

(contenuto promozionale)

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