Dritte goduriose per l’Hop Hop Street Food

Da oggi a domenica a Bergamo (piazzale Malpensata) cibo di strada e birre artigianali per stomaci senza fondo

Al Piazzale della Malpensata di Bergamo si accendono le cucine itineranti di Hop Hop Street Food. Per tre giorni – da venerdì 22 (oggi) fino a domenica 24 marzo – cibi di strada, birre artigianali, profumi e gusti da ogni parte dell’Italia e del mondo soddisferanno i palati esigenti e sazieranno gli stomaci senza fondo.

L’evento, giunto alla sua quarta edizione, include quaranta partecipanti e altrettanti cucine all’aria aperta. Perché la particolarità di Hop Hop Street Food sta tutta qui. Non si tratta di una manifestazione che coinvolge i truck food, cioè i camioncini di specialità tipiche, ma le cucine itineranti, ovvero stand che si trasformano in veri e propri ristoranti con piatti delle tradizioni più disparate.

Sapori d’Oriente, carni sudamericane, gusti della cucina tipica italiana, birre artigianali e qualche abbinamento esotico. Tutto questo si trova nella kermesse che dalle 10.30 a mezzanotte, con entrata libera e svolgimento anche in caso di pioggia, allieterà il palato dei bergamaschi in questi giorni.
Cosa ci ha ingolosito di più ve lo sveliamo qui sotto.

Fez e Siria

Il piatto principale di Shadi falafel è – manco a dirlo – il falafel. La particolarità in questo caso sta tutta nella ricetta seguita, tipica della Siria. Qui scopriamo che le polpettine di ceci sono un piatto tipico familiare, di tradizione popolare, tendenzialmente povero come può essere per noi la polenta, e differisce a seconda dei Paesi.
Nei falafel siriani, per esempio non ci sono le fave e fra le salse che li accompagnano c’è anche quella di melanzane. Shadi, il re dei falafel, ammette che non sono molti gli italiani che conoscono questo piatto: “Più o meno il 60% dei miei clienti è la prima volta che lo assaggia”.

Spade do Brasil

Ormai siamo lanciati sui sapori internazionali e continuiamo il nostro viaggio di degustazione verso Copa Cabana, la cucina itinerante di Domenico. Uno dei piatti tipici qui è il churrasco, che comprende cinque tipi di carne, tra cui la picanha carne di manzo tipica della cucina brasiliana. Per formare il piatto ci sono anche costine e salamelle, cotte in una struttura apposita chiamata churraschiera, dove la carne viene infilzata nelle spade e cotta a fuoco vivo.
Nei ristoranti tipici brasiliani la carne viene poi servita e tagliata direttamente al tavolo, mentre all’Hop Hop Street Food finisce dritta su un vassoio a disposizione dei clienti. Per i vegetariani il menù propone invece la feijoada a base di fagioli neri brasiliani e riso basmati. Si può concludere poi con un dolce: ananas alla griglia ricoperto di zucchero di canna e cannella, anch’esso cotto a fuoco vivo. Per digerire scordatevi l’amaro, i sudamericani propongono mojito e caipirinha. Obrigado!

Il canguro nel panino

Davide ci scherza un po’ su, ma ammette che in Australia si usa dire: “Chi lo mangia salta più in alto”. Al suo stand, l’Australian burger, infatti, si trovano i veri hamburger di canguro. Panini in tutto e per tutto simili ai più classici cibi da fast food. Ma la carne, in questo caso, è decisamente più saporita e particolare, perché si tratta di carne di canguro.
Non aspettatevi un sapore intenso come quello della nostra ben più nota selvaggina, ma certamente un gusto diverso rispetto alle carni più conosciute. Il panino si compone poi di cipolle, peperoni, cheddar e salse a piacimento.

Prima il toro poi la paella

Che gli spagnoli sappiano far festa lo si sa da tempo, ecco perché nella loro cucina non manca un toro a grandezza naturale che tutti i bambini possono cavalcare. Le foto si sprecano, la voglia di salire anche e le risate si sentono in tutto il piazzale.
Dopo il toro arriva la fame e nel piatto, in questo caso, arriva la regina della cucina valenciana, la paella. Le pentole sul fuoco servono fino a centocinquanta porzioni. Da Spagna in festa la ricetta è quella tipica di Valencia, un gusto indimenticabile.

Bombette pugliesi

L’Hostaria di Puglia ha l’ambizioso obiettivo di divulgare il meglio dello street food pugliese in tutto il mondo e per farlo si affida alla bontà delle “bombette” di famiglia, un piatto di carne tipico della Valle d’Itria e della Murgia dei trulli.
Nello specifico la bombetta è un involtino di carne di maiale (capocollo), farcito con canestrato pugliese o caciocavallo semi stagionato, aromatizzato con sale e pepe. Di solito hanno una forma arrotondata, da qui il nome di “bombette”, ma possono avere anche la forma dei tipici involtini di carne. Oltre a Bergamo, le fanno buonissime a Cisternino, Martina Franca, Alberobello, Locorotondo e Noci.

Un mazzo di arrosticini

Una delle domande ricorrenti nella cucina abruzzese è: “Quanti arrosticini può mangiare una persona?”. Sebastiano, il titolare di Arrosticini abruzzesi, giura di averne mangiati settanta una volta e di aver visto persone arrivare a ingurgitarne anche centocinquanta. In verità per cominciare basta un mazzetto da venti arrosticini, l’importante è che siano cotti al punto giusto, né troppo, né troppo poco. Mentre gli arrosticini si rigirano sulla fornacella, la tipica griglia stretta e lunga, scopriamo che la produzione di questo stand abruzzese è tutta familiare, dal cugino con le pecore allo zio con la macelleria.
Cinque le tipologie di arrosticini a disposizione, dai più classici con carne di pecora, a quelli con pollo, con maiale, con fegato, cipolla e peperoncino, fino a quelli con cuore, salvia e rosmarino. In questo caso non può mancare nemmeno il cartoccio di olive all’ascolana fatto in casa. Godurioso.

https://www.hophopstreetfood.com/

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