Steven Wilson chi?

L’ex Porcupine Tree sarà il 14 febbraio a Bergamo. Lo raccontiamo in 5 canzoni con l’aiuto dell’esperto di prog Enrico Rocci

Il 14 febbraio Steven Wilson arriva al Creberg Teatro di Bergamo per un concerto del suo “To the bone tour”, dal titolo del suo ultimo disco. Per addentrarci nei mille rivoli del leader degli ormai sciolti Porcupine Tree – band seminale del rock progressivo degli ultimi trent’anni – abbiamo chiesto a Enrico Rocci, autore del libro “Il culto dell’albero porcospino. Storia, sproloqui e ricordi dei Porcupine Tree” (Chinaski) di scegliere cinque brani rappresentativi del suo percorso. Sarà lui a farci da Virgilio nel complesso mondo del musicista di Hemel Hempstead, UK.

Radioactive toy” – Porcupine Tree
(Dall’album “Spiral Circus”, 1994)

Partiamo dall’inizio e quindi da “Radioactive toy”, brano dal debut album dei Porcupine Tree On the Sunday of Life…” (1991) e prima traccia scritta interamente da Wilson. Rocci la definisce “epica”, sottolineando che frequentemente il pezzo chiudeva i concerti della band ed era atteso dai fan quasi come un momento mistico. Una versione particolare della canzone compare nel primo album live registrato dalla band a Roma “Spiral Circus” perché “Fin da subito si è creata un’alchimia particolare fra il pubblico italiano e i Porcupine”. Il disco ha un buon successo e li porta a chiudere i contatti con la loro etichetta indipendente, la Delerium, e a iniziare a scalare il mondo musicale inglese e non solo.

Time Flies” – Porcupine Tree
(Dall’album “The Incident”, 2009)

L’ultimo disco dei Porcupine Tree, il decimo della loro carriera, esce dieci anni fa. L’opera rappresenta una sorta di addio nostalgico, anche se all’epoca non si sapeva che da lì a poco la band che contava Richard Barbier alle tastiere, Colin Edwin al basso e Gavin Harrison alla batteria, si sarebbe sciolta. “Time Flies” parla dell’infanzia di Wilson, nato nel 1967, anno in cui uscivano sia “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles che “Are You Experienced” di Jimi Hendrix, entrambi citati nel testo. “Tutto l’album rappresenta anche l’ennesimo cambio di stile di Wilson che vira verso la psichedelia. I testi si fanno carichi di fantasmi e figure immaginifiche legate ai ricordi del passato”.

The Raven That Refused to Sing” – Steven Wilson
(Dall’album “The Raven That Refused to Sing (And Other Stories)”, 2013)

La prima esperienza solista di Wilson risale al 2008, con l’album “Insurgentes” e un buon successo di pubblico e critica. Il songwriter inglese si prende la libertà di sperimentare senza restrizioni, al riparo dall’inevitabile necessità di compromessi tipica di una band. L’esperienza gli piace a tal punto che due o tre anni più tardi chiuderà il capitolo dei Porcupine Tree per dedicarsi ai suoi brani e alle sue produzioni, continuando a portare avanti alcuni progetti paralleli come quello dei Blackfield, con il cantautore israeliano Aviv Geffen.
Il corvo che si rifiuta di cantare, questo il titolo del brano viene dal suo terzo lavoro solista, “è una delle canzoni più struggenti che lui abbia mai composto e quella che chiude ancora i suoi live. Nei concerti il cartone animato con cui è stato creato il video è spesso riproposto come visual, creando una commistione fra musica e immagine”.

Home Invasion” – Steven Wilson
(Dall’album “Hand. Cannot. Erase”, 2015)

Una delle caratteristiche del polistrumentista, produttore ed esperto del suono Wilson è quella di fare dischi sempre molto diversi l’uno dall’altro.
“Hand. Cannot. Erase.” è un concept album basato sulla storia di Joyce Carol Vincent, una giovane donna trovata senza vita nel proprio appartamento a due anni di distanza dalla sua morte. “Il fatto scuote l’autore, l’idea che una persona potesse vivere circondata dalla società londinese e allo stesso tempo così isolata da tutto lo porta a raccontare questo malessere in undici tracce che riprendono nelle sonorità i primi lavori dei Porcupine Tree”. “Home invasion” è la canzone che dà il titolo al doppio cd e dvd live.

Detonation” – Steven Wilson
(Dall’album “To The bone”, 2017)

L’eclettico Wilson, musicista di spessore e molto orgoglioso del proprio suono, tanto da non voler mai essere paragonato ai Pink Floyd o altri grandi del passato, non ha mai fatto segreto di alcune sue passioni più pop, come quella per gli Abba, per esempio. In “To The bone”, album del 2017 con il quale l’artista è attualmente in tour “abbandona certe atmosfere cupe e tristi per andare decisamente verso un suono più gioioso, con tanti riferimenti agli anni 80”.
“Detonation” è “un brano piuttosto lungo e composito, che Wilson presenta dal vivo con un filmato molto suggestivo e che pian piano si trasforma pervadendosi di funky. Tutto il disco è in realtà il regalo che l’artista si è fatto per i suoi cinquant’anni, una rinascita che evidentemente lo vede molto più allegro e sereno di prima. Ma quest’ultimo lavoro è anche quello che ha più diviso i fan”.

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