Il Punk Rock Raduno racconta cosa è oggi il punk

Un movimento culturale prima che musicale aperto ad ogni diversità. Dal 10 al 14 luglio a Edoné

Fatevelo un giro al Punk Rock Raduno, di scena da mercoledì 10 a domenica 14 luglio all’Edoné di Bergamo e in altri luoghi della città (ingresso gratuito). Fatelo per capire che “Love always wins”, il motto dell’edizione di quest’anno (la quarta) di un festival che dal 2016 porta in città migliaia di persone da tutto il mondo.
Creste, catene, tatuaggi e cani? Punkabbestia? Niente di tutto questo. “Three chords, no brain” è lo slogan che campeggia sulla locandina del festival. Tre accordi, come quelli suonati dai Ramones. E un ironico “niente cervello”: insomma leggerezza consapevole, perché di teste pensanti a questa adunata di punk rocker ce ne sono davvero tante.

Come raccontare il Punk Rock Raduno? Tanta musica: sempre veloce, divertente o impegnata. Testi che mettono buonumore, valvole di sfogo per rabbia e disincanto. E tanti ritornelli da cantare a squarciagola. Ma il Punk Rock Raduno è molto altro.

Partiamo comunque dai concerti, collante dei quattro giorni del festival che porterà a Bergamo nomi importanti del punk rock internazionale. Dai Pansy Division (storici esponenti del movimento queer core, una delle prime band rock dichiaratamente gay) agli Avengers (attivi dal 1977, pionieri del punk rock al femminile, guidati dall’iconica Penelope Houston). E poi McRackins, Dan Vapid (storico membro di Screeching Weasel e Riverdales), Kepi Ghoulie (leader dei Groovie Ghoulies) e i nostrani Derozer e Senzabenza, che festeggiano entrambi trent’anni di carriera. Al loro fianco, tanti volti nuovi di una scena mai doma perché, over o under 30, come cantavano gli Exploited, “Punk’s not dead”: il punk rock non è morto.
Iggy Pop, Ramones, Descendents e tutta la musica che Stati Uniti e Inghilterra hanno riversato nelle nostre orecchie da oltre quarant’anni a questa parte: canzoni indimenticabili, che hanno influenzato la cultura pop contemporanea.

Al Punk Rock Raduno si conoscono (quasi) tutti
Lasciando da parte l’euforia da pogo sotto al palco, è importante capire cosa ci sia dietro il Punk Rock Raduno, andare al dì là del one-two-three-four per scoprire che la sottocultura punk rock è tanto altro. Ne abbiamo parlato con Franz Barcella, organizzatore del festival insieme ad Andrea Caredda (cantante dei Manges) e Miguel Basetta. Ci hanno spiegato la loro visione dell’evento e il messaggio positivo del Raduno, diretto a chiunque, a prescindere dall’età o dall’orientamento sessuale.

Amicizia, collaborazione, condivisione di valori e volontà di fare rete: sono questi i punti cardine del Punk Rock Raduno, un evento che è l’espressione di una comunità senza confini, transnazionale. Formata per buona parte da ragazze e ragazzi che si conoscono da tempo – o si conosceranno durante questa quarta edizione dell’evento. Il Punk Rock Raduno è un’occasione di ritrovo per tutti coloro che “vivono” il punk rock, in Europa e nel mondo. Persone che suonano, che promuovono la propria o altre band, che hanno una propria etichetta discografica indipendente. Persone sempre in contatto tra loro che una volta all’anno si ritrovano a Bergamo per dare voce a un’intera scena. Perché a Bergamo? Per la posizione logisticamente perfetta e perché l’Edoné è uno spazio inclusivo, sempre pronto ad accogliere e promuovere sottoculture musicali, non solo il punk, e la cultura tout court.

Inclusività
Fil rouge della quarta edizione del Punk Rock Raduno è l’inclusività. Tutti sono i benvenuti al Raduno perché il movimento punk non discrimina nessuno. È un festival friendly in ogni senso, animato e portato avanti da amici che si impegnano a costruire e tenere viva una scena internazionale. C’è una passione condivisa per la musica punk rock, ma soprattutto la volontà di abbattere tutti i confini mentali. Il Punk Rock Raduno apre le porte a tutte le persone pronte a mettersi in gioco, provarci sempre, anche all’insegna dello spirito do it yourself, fai da te, asse portante della sottocultura punk. Il Punk Rock Raduno dà la possibilità a chiunque di esprimere il proprio modo di vivere, sbattendolo in faccia a luoghi comuni e pregiudizi.

Punk per tutti
Inclusivi a partire dalla proposta musicale: punk rock a 360 gradi, gruppi più pop o più “hardcore”, melodici o “garage”, veterani e new entry. Ed è inclusiva tutta la città di Bergamo: “Oltre all’Edonè, quartier generale dell’evento, il Punk Rock Raduno animerà diversi posti in città. Dal Bergamo Hostel, ogni anno invaso simpaticamente da punk rocker da tutto il mondo con tanto di pacchetti vacanza inclusi, ai vari bar Reef, Tassino, Ink Club, e Piscine Italcementi (dove si svolgerà un torneo di Roller Derby, disciplina femminile sui pattini a rotelle)”. E poi le persone: “Non serve essere un punkrocker tutto jeans, giubbotti di pelle e All Stars: tutti possono trovare casa al Punk Rock Raduno, famiglie e bimbi compresi che quest’anno avranno un palchetto con un’area concerti a loro dedicata” (tutto il programma sul sito, link in fondo). Più punk di così!

Collaborare è punk
È all’insegna dell’inclusività anche la scelta degli sponsor e delle collaborazioni, di ogni tipo. Al Punk Rock Raduno ci sono etichette discografiche provenienti dalla California all’Olanda, e poi ogni tipo di attività indipendenti legate alla musica: studi di registrazione, liutai, negozi di abbigliamento sportivo, una squadra di roller-derby (disciplina sportiva femminile) e persino un produttore di divani brianzolo. Tra gli ospiti più attesi, Larry Livermore: fondatore della Lookout Records, storica etichetta californiana che ha lanciato band come Screeching Weasel, Queers e, soprattutto, Rancid e Green Day. E infine altre due collaborazioni importanti: quella con IED Milano – Istituto Europeo di Design, e quella con Bergamo Pride e le associazioni gay e lesbiche della Provincia.

Outcast a chi?
Il punk rock è una sottocultura che va oltre la musica: un’attitudine, un modo di vivere la propria vita in modo alternativo. Essere un punk rocker non significa solo ascoltare i Sex Pistols e i 45 giri su vinile. I punk rocker disegnano magliette, stampano fanzine, organizzano concerti. Non conta l’aspetto esteriore nel punk: se vuoi i capelli lunghi, tienili lunghi. Un album di Kelly Clarckson può stare accanto a un album dei Misfits, senza vergogna. È questo ciò che conta, come insegna un’icona del punk rock, Billy Idol: “Il punk non morirà mai. È una questione di attitudine”.

Punk rock saved my life”
Il punk rock mi ha salvato la vita”. Così recita una frase amata dai punk rocker. Il punk rock è un modo di vedere la società e la propria esistenza. È una sottocultura con una forte etica alla base: mai nascondersi, darsi sempre da fare. Puoi essere un musicista suonando tre accordi, essere un giornalista pubblicando una fanzine, uno “stilista” con un laboratorio di serigrafia, tecnica di stampa di t-shirt e tessuti. Esprimersi senza freni. E tra il pubblico del Punk Rock Raduno ci sono persone cresciute a pane e punk rock, diventate poi stimate figure professionali, come Paolo Proserpio, professore dello IED a Milano, che curerà un workshop su packaging e cartotecnica. Un laboratorio che insegnerà a confezionare la copertina di un disco in vinile a 45 giri senza l’uso del computer, solo con carta, forbici e colla.

Il punk come espressione culturale
Divertimento e ribellione. Il Punk Rock Raduno trasmette un messaggio culturale e politico: chi si sente diverso rispetto al pensiero mainstream può esprimere le proprie idee, vivere la propria vita, indipendentemente dal modo di vestire, dalla professione quotidiana, dal proprio aspetto fisico o dal proprio orientamento sessuale.

Cosa fare prima, dopo e durante i concerti
Ci sarà una mostra, “Wish I’d Taken More Pictures”, dedicata al rapporto tra i Pansy Division (tra le band più attese di questa edizione del festival) e l’Italia: locandine, interviste, volantini e foto prodotti negli anni da Speed Demon, la prima fanzine queer italiana. Materiale raccolto ed esposto da Compulsive Archive, archivio che riscopre e valorizza l’editoria punk underground. E il già citato workshop “The Fine Art of DIY”, in collaborazione con lo IED di Milano.

Ma il Punk Rock Raduno è anche sport: in programma sabato 13 luglio una partita di roller-derby, disciplina femminile sui pattini a rotelle, tra le Crimson Vipers di Bergamo e una squadra avversaria composta dalle migliori giocatrici d’Italia. Domenica pomeriggio, esibizione speciale di Fuori dal coro, gruppo corale polifonico dal carattere queer impegnato nel promuovere il rispetto per tutte le identità sessuali e il diritto di poter scegliere la propria relazione affettiva senza pregiudizi. E infine domenica sera proiezione del documentario “Turn It Around” che racconta la storia della Lookout Records.

Non importa quale sia la vostra playlist su Spotify, che ci siano canzoni punk oppure no. Vale la pena andare al Punk Rock Raduno per respirare un clima di libertà ben lontano dalle proposte pop e schematizzate del mercato discografico, ben distante dalla diffusa diffidenza e dalla paura della società contemporanea. Perché, come insegna il motto del festival, l’amore vince sempre. Il Punk Rock Raduno è una gran bella boccata d’aria fresca, una boccata di umanità: bella, intensa e, ovviamente, rumorosa!

http://www.punkrockraduno.com

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