Pirandello a Bergamo, 5 curiosità da sapere

In occasione dello spettacolo al Creberg una piccola guida agli aspetti meno noti del drammaturgo

Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello arriva a Bergamo (11-14 aprile al Creberg Teatro) nella versione del regista Luca De Fusco con lo straordinario Eros Pagni insieme a Federica Granata e Gaia Aprea. Noi siamo andati a scovare 5 curiosità sul grande autore di Girgenti (premio Nobel per la Letteratura nel 1934) che forse non sapete. Ma prima qualche notizia su ciò che si vedrà al Creberg da giovedì.

Coprodotto dal Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale e dal Teatro Nazionale di Genova, il “Sei personaggi…” di De Fusco sarà uno spettacolo all’insegna della contaminazione tra teatro e video, immergendo la storia in un “clima più sobrio e crudele”, come lo definisce il regista. “Spero di indurre ad una rilettura scenica e letteraria di un testo che parla ancora oggi alla nostra coscienza contemporanea e ci invita farci le domande più importanti e terribili sulla natura, il significato, l’essenza stessa della nostra esistenza”, continua. “Sei personaggi in cerca d’autore è forse il più importante testo teatrale del Novecento. Anticipa l’arte concettuale, l’esistenzialismo, lo straniamento, rompe lo schema secolare della finzione naturalistica. Fu accolto con esito incerto e tempestoso nella prima a Roma del 1921 e non poteva essere diversamente visto che questa opera proveniva dal futuro, anticipando i tempi in modo clamoroso”.

Partiamo proprio da qui, da questo inizio non proprio entusiasmante, con la nostra lista di curiosità riguardo Pirandello (alcune sono state tratte dal libro “Vite segrete dei grandi scrittori italiani” di Tommaso Guaita e Lorenzo Di Giovanni). Se volete, potete usarle per fare bella figura nelle interrogazioni o alle cene con i parenti quando non sapete come rispondere su temi come la laurea o se avete trovato fidanzato/a. Mi state ringraziando? Prego, non c’è di che.

Fiasco
“Sei personaggi in cerca d’autore” non fu un successo al suo esordio. Alla prima, sul palco del teatro Valle di Roma, il pubblico in sala urlò “buffone” e “manicomio”. Pirandello salì sul palcoscenico per ricevere gli insulti e venne bombardato da un lancio fitto di monetine che lo portò a scappare verso il taxi inseguito dai contestatori. Per le successive tre serate il teatro rimase quasi vuoto e l’impresario cambiò il titolo in cartellone in “Sei personaggi in cerca di pubblico”.

Narciso
Pirandello era un narcisista e baciava la sua immagine allo specchio. Lo confessò alla futura sposa Maria Antonietta Portulano in una lettera: “È un vizio a cui vorrei rinunciare per non appannare gli specchi”. Secondo quanto emerge dai carteggi, pare che lo scrittore lo facesse non solo perché si piaceva parecchio, ma anche per perdonarsi di aver detto una sciocchezza o quando era arrabbiato.

Affascinante
Anche le studentesse apprezzavano il suo fascino. Pirandello era un professore di lettere e durante le lezioni le sue studentesse cercavano di farsi notare. Una gli scrisse una lettera dove minacciava di uccidersi se lui avesse continuato ad ignorarla, un’altra si spogliò davanti a lui, altre mettevano biglietti d’amore nelle tasche della sua giacca e nella borsa. Lo scrittore, fermo nel suo ruolo di educatore, non era contento di questo atteggiamento e proseguiva a fare lezione facendo richiami e scrivendo note sul registro.

Poeta
Pirandello fu anche poeta. Sì, magari nell’antologia di scuola l’avete trovato scritto. Ma una poesia sua, l’avete mai letta? Non credo proprio, a meno che abbiate fatto un esame all’università proprio su “Pirandello poeta”. Le composizioni poetiche, scritte dal 1883 al 1912, non rivelano tutta l’innovazione e la sperimentazione presente nei romanzi e nei testi teatrali, ma mostrano un proseguimento nella tradizione della lirica classica. Anche lo scrittore Andrea Camilleri lo sottolinea in “Pagine scelte di Luigi Pirandello”: “Non intendo qui mettere a raffronto l’opera poetica di Pirandello […], con quella di altri poeti che nello stesso periodo operarono. Per quanto bisogna pur dire che quando Pirandello esordisce, Baudelaire, Mallarmé e Verlaine sono morti ma tutt’altro che sepolti, che Rimbaud da anni ha concluso il suo ciclo creativo, […]. Pirandello mostra una cocciuta sordità o un deciso rifiuto. Anche di fronte a certe innovazioni metriche che aprono la strada alla poesia contemporanea. Sembra che, nella sua poesia, egli viva in un tempo antecedente a se stesso. I suoi riferimenti sono Carducci e, in parte, Rapisardi. E quando, come in Zampogna (raccolta del 1901, ndr), sceglie un linguaggio meno aulico, i modelli diventano Graf e Betteloni, poeti molto, ma molto minori”.
Lo so, ora siete curiosi. Vi lascio in fondo al pezzo delle poesie tratte dal libro che ho studiato per l’esame all’Università.

Morte
Ultimo punto, ultimo atto. Parliamo di morte. Pirandello… Alt, mi fermo. C’è un aneddoto che riguarda i suoi funerali, ma non voglio svelare nulla perché lascio che a raccontarlo sia un narratore eccezionale come Camilleri, che lo spiegò l’anno scorso a La Repubblica in occasione dei 151 anni dalla nascita del drammaturgo.

“Sei personaggi in cerca d’autore”
Dall’11 al 14 aprile, Creberg Teatro Bergamo
Testo di Luigi Pirandello | regia Luca De Fusco
con Eros Pagni, Federica Granata, Gaia Aprea, Gianluca Musiu, Silvia Biancalana, Angela Pagano, Paolo Serra, Maria Basile Scarpetta, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Cresta, Enzo Turrin, Ivano Schiavi

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