Perché i Pinguini Tattici Nucleari hanno così successo

Lo abbiamo chiesto agli addetti ai lavori del nostro territorio. Intanto è uscito “Fuori dall’Hype” e i concerti sono sold-out

Fuori dall’Hype” è il nuovo disco dei Pinguini Tattici Nucleari, uscito per Sony lo scorso 5 aprile. Il primo singolo si intitola “Verdura” ed è fuori da un paio di mesi. Poi sono arrivate “Sashimi”e la title-track un paio di settimane fa. In pratica la solita trafila di canzoni centellinate che va per la maggiore oggi. Intanto le prime date del tour sono andate sold-out in un baleno (ad oggi Padova, Venaria, Bologna, Firenze e addirittura Milano) ed è dei giorni scorsi l’annuncio della loro presenza al concertone del Primo Maggio.

A discapito del titolo scelto per il loro album, quindi, i Pinguini Tattici Nucleari sono tutt’altro che fuori dall’hype, anzi sono una delle ultime band italiane ad aver fatto il salto dall’indie (leggi alla voce: territorio) al mainstream.
Negli ultimi tempi la loro carriera ha visto una firma con un’etichetta prestigiosa (Sony), anteprime nazionali, milioni di visualizzazioni su YouTube e di ascolti su Spotify, palchi prestigiosi e network radiofonici che passano i loro brani. Oltre a concerti strapieni di pubblico nei locali di tutta Italia.

Nella descrizione che accompagna l’uscita del loro quarto disco la band racconta: “Hype è una parola che da qualche anno è entrata nel linguaggio comune. Per un artista, generare hype significa creare ‘grande attesa per il proprio prodotto’. L’hype non si spiega, non ha regole: capita, o non capita”. Che significa tutto e niente. Siccome crediamo che l’hype oltre a capitare, lo si crea, abbiamo chiesto ad alcuni professionisti del settore – che hanno conosciuto i Pinguini Tattici Nucleari quando non erano ancora famosi – di spiegarci il perché della loro escalation.

Alessandro “Alez” Giovanniello: guasconi di provincia che non si prendono mai sul serio
Giornalista musicale su Bergamo Post, fondatore di Hashtagh. e Neverlab (due realtà di organizzazione concerti e promozione), per molti anni direttore artistico di Rockisland, Alez sul successo dei Pinguini ci ha detto questo: “I Pinguini Tattici Nucleari non mi hanno mai detto no. Ad ogni data proposta la risposta è sempre stata entusiasta e positiva. Sempre, sempre, sempre. Anche quando il palco ed il contesto tecnico erano miseri. Anche quando il budget era basso se non bassissimo. Anche quando non potevo mettere tutti sul palco perché sono una tribù. Anche quando hanno dovuto fare quelli che aprivano la serata e non il nome scritto in grassetto sul cartellone. E, come se non bastasse, in ogni dannato contesto al limite sono sempre stati quelli con il sorriso più sincero e con la disponibilità più costruttiva. Il tutto esercitato in un contesto ipocrita popolato da gente che ti chiama la sera prima di un evento per chiedere di suonare per ultimo altrimenti gli fa male la pancia”.
Insomma tanta disponibilità: “Ricordo le volte in cui Elio ha messo a disposizione la sua stessa strumentazione per serate e concerti nei quali non avrebbero nemmeno preso parte”. E successo sui social: “Guardateli come funzionano su ogni singola piattaforma sociale. Presenti, scanzonati, ironici e mai sciocchi. Sempre intelligenti e disposti a non prendersi mai del tutto sul serio. Umili e disponibili, ma dotati di una consapevolezza rara. Capaci di cavalcare con leggerezza la tendenza comunicativa di questi anni senza mai oscurare la loro reale natura di guasconi di provincia”.
Per concludere: “Un volume di aspetti positivi che per più di una volta mi ha quasi convinto ad ascoltare anche i loro dischi. Cosa che prima o dopo sono certo di fare, ma, in attesa che questo accada, vivo nella certezza che non esistano altre persone che meritino maggiormente questo successo. Bravi!

Michela Benaglia: suonare sempre. Anche quando fuori piove
È direttrice artistica dello Young’n Town Festival di Albino e coordinatrice della rete di festival Bergamo Suona Bene. Sui Pinguini racconta: “Mi ricordo che li abbiamo ospitati nel 2016, credo un anno prima della loro esplosione. Quella sera pioveva e non potevano esibirsi sul palco, perciò hanno improvvisato un concerto acustico sotto i tendoni, vicino alle cucine. E’ stato un bel momento, perché loro sono dei trascinatori, capaci di portare sempre un clima di festa”.

Luca Bassani: “Irene”, la canzone della svolta radiofonica
Dal 2005 Luca conduce su radio Pianeta Bassa fedeltà on air, programma dedicato alla musica emergente e indipendente che ogni settimana ospita e intervista tantissimi giovani musicisti da ogni parte d’Italia.
Come per tanti altri gruppi, ha conosciuto i Pinguini Tattici Nucleari grazie alla radio: “Avevo organizzato una festa dell’allora web radio universitaria (RBG) all’Hangar 73 e i PTN furono una delle band a salire sul palco. Non fu un concerto memorabile, credo fosse il primo live fuori dalla Val Seriana. Tanta carica ma anche un po’ di confusione. Negli anni, hanno lavorato sia alla scrittura e all’arrangiamento dei brani così come alla costruzione dei live. Prima la grande spinta social con ‘Me Want Marò Back’ (dall’album “Diamo un calcio all’Aldilà”, ndr) e poi i singoli che si sono fatti sempre più adatti alla programmazione radiofonica. Sicuramente, da questo punto di vista, ‘Irene’ (ad oggi oltre un milione e cinquecento mila visualizzazioni su Youtube, ndr) è stata la canzone della svolta. ‘Fuori dall’Hype’ una conferma”.

Valentino Novelli: divertenti e intelligenti
Responsabile della programmazione musicale del Druso di Ranica (uno dei club più importanti della bergamasca), addebita il successo della band ad un mix di intelligenza e divertimento: “Hanno lavorato benissimo in questi anni, giocando con le diverse influenze, divertendosi, ma senza dimenticare i contenuti. Data dopo data, perché ne hanno fatte davvero tante, hanno anche imparato a suonare insieme e ora sono meritatamente una band da sold-out. Mi ricordo che al Druso sono venuti la prima volta a suonare in apertura ai Sakee Sed. Erano andati molto bene e si capiva che tanta gente era lì per loro, per cui l’anno seguente li avevo chiamati per altre due serate da headliner”.

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