Quando Otello diventa una tragedia pop (con 12 personaggi e un solo attore)

Che cosa è “Otello – Pop tragedy” di Carlo Decio, in scena venerdì 19 luglio a Ubiale Clanezzo

Un Otello con dodici attori in scena. No, anzi. Un Otello con un attore in scena che fa dodici personaggi. È questa la piccola grande impresa di “Otello – Pop tragedy”, lo spettacolo di Carlo Decio che sarà a Ubiale Clanezzo venerdì 19 Luglio per deSidera Teatro Festival (ore 21.15, ingresso gratuito).

Negli spazi del Castello di Clanezzo, Decio – attore, mimo, marionettista e doppiatore di videogames, cosa che gli permette una certa versatilità vocale – porterà sul palco il dramma di William Shakespeare. Entrando e uscendo dai personaggi principali, donne incluse, in un gioco di trasformazioni continue e abilità attoriale: “Otello – Pop tragedy” coinvolge infatti le tecniche di narrazione, il lavoro sui personaggi e la gestualità del mimo, mescolati e serviti al pubblico come se ci fosse sulla ribalta un’intera compagnia. A tirare le fila la regia del maestro di teatro e maschera guatemalteco Mario Gonzalez, che rende lo spettacolo fluido, godibile ed intenso.

Decio tratteggia gli scenari del testo shakespeariano e le figure epiche che lo caratterizzano, come Otello, Iago, Desdemona, Cassio. “Otello – Pop tragedy”, lo dice il titolo stesso, è una modalità pop di riproporre uno dei testi fondamentali del teatro e della letteratura occidentale. Improntandolo alla leggerezza senza tralasciare il grande pathos. Con rispetto, ma anche andando a scovare quella malleabilità che solo i grandi classici posseggono. A partire dall’adattamento alle singole situazioni (di pubblico e spazi) di ogni serata, come accadeva un tempo per la commedia dell’arte.

Non è un caso che “Otello – Pop tragedy” inizi con l’arte della commedia e finisca nella più densa tragedia. È un modo intelligente per condurre le persone, magari anche quelle meno avvezze al teatro, dentro le trame del drammaturgo inglese. Ed è pure una sfida al pubblico più rigoroso, laddove la tragedia pop del duo Decio-Gonzales si infila in quel fenomeno di rivisitazione e riscrittura popular dei classici. Trasformandoli in teatro di narrazione e in fiction – nel senso anglosassone del termine – per permettere a tutti di riconoscersi con facilità nella narrazione di Shakespeare e in quella capacità radicale del teatro di rispecchiare la molteplicità umana.

Con la sua capacità di essere spassoso e tragico, commovente e diretto, a tratti ruvido, “Otello – Pop tragedy” è uno spettacolo fondamentalmente riuscito – e premiato dalle numerose repliche fatte dal 2016 ad oggi. In cui l’applauso va ai passaggi ironici, quanto a quelli più drammatici e amari: al centro ci sono le passioni e gli istinti più profondi di ognuno di noi. Che vengono sviscerati affrontando tematiche contemporanee private (la gelosia, l’invidia, la volontà di sopraffazione) e sociali (il razzismo, la violenza di genere, ma pure il desiderio di giustizia). Quella di Otello è una fotografia impietosa del problema del male per il male che attraversa la Storia e del male dinanzi all’uomo e alla sua coscienza.

Attraverso le sue parole Shakespeare ci chiede di misurare il nostro essere umani in questo mondo. Carlo Decio a ciò aggiunge la sua trascinante capacità di raccontare, la forza espressiva di una mimica “pulita” e una risata quando serve. Perché il suo Otello sarà pure pop, ma non manca di dire la verità.

https://www.teatrodesidera.it/

(foto Lucia Puricelli)

Questo sito utilizza cookies tecnici e di analisi statistica, propri e di terze parti. Per maggiori informazioni sui cookie, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, consulta la nostra pagina . maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi