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Pro Loco di Parzanica

Parzanica, Pillole di storia

Poche sono le notizie storiche riguardanti questa contrada, rimasta isolata dai grandi traffici ed avvenimenti per gran parte della sua storia.
Una storia fatta di piccole cose e scandita dai ritmi della natura, senza sussulti e situazioni degne di particolare nota.
Il nome del comune si dovrebbe pronunciare Parzanìca, perché gli abitanti del luogo lo pronunciano con questo accento sin dall’antichità (Parsanéga).
Si consideri che, fino a metà del XX secolo, il paese era raggiungibile soltanto mediante sentieri e mulattiere.
Si pensa comunque che la storia di questo borgo parta all’incirca dal X secolo, quando il toponimo utilizzato per indicare questo territorio eraGromol. Derivante dal latino grumus, stava ad indicare una collina o un’altura, come altri toponimi presenti nella bergamasca, tutti riferiti a luoghi posti in prossimità di colli o montagne: Grumello del Monte, Gromoe Gromlongo, frazione di Palazzago.
Il nome Gromol rimase in uso fino all’epoca medievale, quando venne sostituito dall’attuale Parzanica. Di quel periodo le cronache ci indicano che, nonostante l’isolamento, il paese fu interessato da piccole scaramucce tra fazioni avverse. Furono difatti i guelfi di Adrara ad attaccare il borgo, senza però provocare le distruzioni avvenute altrove. Da allora le cronache ci riferiscono di un paese tranquillo che ha seguito le sorti politiche del resto della provincia di Bergamo.
Fino al 1957 si poteva raggiungere Parzanica solo attraverso mulattiere, anno in cui venne realizzata la strada provinciale che collega il paese a Vigolo. Nel 1999 è stata aperta la nuova variante panoramica che permette di raggiungere Parzanica direttamente da Tavernola.
Degno di nota è il borgo storico, che ha conservato la sua anima rurale, con scorci tipici dei secoli passati, ma anche la chiesa parrocchiale, dedicata a San Colombano, edificata verso la fine del XVI secolo[5], che custodisce affreschi, paramenti ed arredi religiosi di buon pregio. Il concerto campanario, composto da 5 bronzi in tonalità Mib3, è stato fuso nel 1953 da A. Ottolina in Bergamo.
In posizione più elevata rispetto all’abitato si trova la chiesa della Santissima Trinità, edificata in stile romanico con affreschi del XV secolo recentemente restaurati.
Molto caratteristico è il borgo della frazione Acquaiolo che, posto più a valle rispetto al centro, conserva ancora abitazioni in pietra, in perfetto stile rustico.

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