#1libro#1disco#1film#1viaggio: Omar Pedrini

Alla Fiera dei Librai lunedì la presentazione del suo libro “Angelo ribelle”. Storie e passioni di un (tre volte) sopravvissuto

Angelo ribelle” è una definizione che calza a pennello su Omar Pedrini. Ed è il titolo giusto del suo nuovo libro che insieme presenteremo lunedì 22 aprile alla Fiera dei Librai (ore 18.30). Un po’ biografia, un po’ volume di confessioni, un po’ saggio dai molteplici argomenti – ma sempre senza snobismi – “Angelo ribelle” è uscito qualche mese fa per La Nave di Teseo e probabilmente quell’aggettivo, ribelle, è il sigillo perfetto a tutta la vita di Omar. Partito dai quartieri più popolari della provincia di Brescia e arrivato al palco di Sanremo, facendo intanto un bel pezzo di storia del rock con i Timoria. Coi quali ha scritto quelle tre o quattro canzoni che una generazione intera ricorda a memoria.
La sua ribellione però è anche quella ai problemi di salute che lo hanno attanagliato negli ultimi vent’anni: tre interventi a cuore aperto, tre volte la vita a rischio, tre volte sopravvissuto. A confronto di Pedrini Keith Richards è un pivello e difatti chi lo chiama zio Rock probabilmente ha capito tutto. Omar Pedrini è uno dei pochi veri rocker italiani e, nonostante tutti i problemi di salute, è ancora qua. Appassionato, tenace, sempre curioso e pronto a stupirsi di fronte alla bellezza del mondo.

Il libro – mi racconta – arriva dopo una biografia scritta con Federico Scarioni, intitolata ‘Cane sciolto’, che è stata un gran bel successo di vendite, tanto che ci ho fatto un tour e uno spettacolo teatrale. Quando mi ha chiamato Elisabetta Sgarbi per chiedermi di scrivere un libro per La Nave di Teseo mi tremavano le gambe, perché scrivere libri non è il mio mestiere”.
Ma poi, passato il tremolio, è arrivata la circostanza che ha fatto scattare la scrittura: “Qualche tempo fa ho partecipato ad una serata del Corriere moderata dall’allora direttore De Bortoli e intitolata ‘La vita tra scienza e fede’. In quell’occasione ho raccontato il mio percorso di persona con problemi di cuore che oggi non sarebbe più qui se non ci fosse stata la medicina a prendermi per i capelli”. In quell’occasione l’incontro: “Fra i presenti c’era Scola, allora cardinale di Milano, che rimase molto colpito dalla mia vicenda. Un mese dopo ero sul palco di Monza a cantare prima della messa del Papa davanti a un milione di persone. Sono state esperienze importanti per me e dopo il terzo intervento a cuore aperto e l’invito di Elisabetta Sgarbi ho deciso di fare questo libro”.

Tuttavia come spesso accade dietro ad un libro riuscito – e “Angelo ribelle” lo è – ci sta un editor che ha saputo trovare la chiave giusta: “Mi ha consigliato di scrivere come se stessi facendo il concept album della mia vita. Ogni capitolo una canzone, con tanto di minutaggio, saltando da un aneddoto all’altra, parlando degli argomenti più disparati, insomma in assoluta libertà. E mi sono sbloccato”.
Dentro “Angelo ribelle” c’è di tutto: tanta musica ovviamente, il vino (Omar è un enologo) e Luigi Veronelli, la poesia, Lawrence Ferlinghetti, le donne, i figli, gli amori, il cuore ballerino e la chitarra elettrica fedele compagna di vita e di palco. Ma soprattutto c’è un’umanità intensa e vibrante, di un uomo che non si è arreso alla malattia: “Non voglio dargliela vita, mi chiamano il guerriero e difatti non mollo mai”.

Non potevo evitare di chiedere a Omar di sottoporsi alla nostra rubrica #1libro#1disco#1film#1viaggio. Ecco le sue rispost

#1libro
“Odissea” di Omero
È il libro a cui sono più legato. Parla all’uomo di ieri, di oggi e di domani. Non ne possiamo fare a meno. È in quelle pagine che misuriamo la nostra umanità. Nell’Odissea c’è tutto: l’amore, la morte, la guerra, la politica, la memoria, il dolore.

#1disco
The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd
Un disco eterno. Lo metterei se fosse possibile nel repertorio di musica classica, nel senso che è un album che ci sarà sempre, fondamentale. Va bene per tutti i tipi di ascoltatori, da chi ama il rock a chi ama il jazz. Gli assoli di Gilmour mi hanno cambiato la vita, perché grazie a loro mi sono avvicinato alla chitarra elettrica e non me ne sono staccato più.

#1film
Birdy – Le ali della libertà” di Alan Parker
Ne direi due, ma siccome devo scegliere dico “Birdy”. Perchè è una straordinaria indagine psicologica sul nostro inconscio. E poi la paura della guerra, la distruzione reciproca degli uomini: è un film meraviglioso. La metafora dell’uomo di un grande visionario che ha creato un’opera devastante ed emozionante

#1viaggio
Provenza
È un viaggio che si deve fare in automobile. Perché così diventa un viaggio da viaggiatore e non da turista. Il momento migliore è a giugno o luglio, quando i colori esplodono. Arrivando dalla Costa Azzurra ti viene incontro questo festival di colori, su tutti il viola della lavanda. Non è un caso che sia la zona dei grandi pittori impressionisti. Poi è un po’ la mia seconda patria e lo è di tutti gli enologi. A livello gastronomico c’è una cucina molto particolare e poi i profumi indimenticabili. Insomma c’è tutto quello che la nostra madre terra può darci.

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