La civetta è il rapace più pop che ci sia

Storia, arte, letteratura, cinema e il 2 marzo la Notte europea della civetta

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

La Notte europea della civetta torna anche quest’anno, sabato 2 marzo, per celebrare l’affascinante rapace notturno amato da adulti e bambini, ma anche temuto in quanto insidiosa compagna delle streghe. Antiche tradizioni la associavano alla morte, ma è con Athena, figlia di Zeus, che avviene il suo definitivo riscatto diventando simbolo di sapienza, con quegli occhi grandi capaci di vedere nel buio, nel mondo del non-visibile, nel futuro e nell’aldilà.

E così la civetta piano piano diventa un animale pop, aiutando i bimbi a fare la “conta” con quella che è forse la più celebre filastrocca per l’infanzia (“ambarabà ciccì coccò / tre civette sul comò…”). Ma l’Athene noctua, questo il nome scientifico, entra anche nel dizionario come aggettivo da affibbiare alle ragazze graziose e un po’ ammiccanti. Per trasformarsi infine nella regina del “kitsch” dei negozi di souvenir di tutto il mondo occidentale, come portafortuna o oggetto da collezione (c’è chi infatti si diverte a fare incetta di civette).
Si scopre così che questo animale, ancora un po’ sottovalutato, in realtà popola a sorpresa non solo la natura ma anche la storia, l’arte, il cinema e la letteratura.

NATURA / Sabato 2 marzo, la Notte europea della civetta

Primo passo per conoscere davvero la civetta è incontrarla e ascoltarla dal vivo. Quale migliore occasione dell’iniziativa ideata dal civettologo francese Genot, ormai diventata da tredici anni un appuntamento fisso che coinvolge oltre cinquanta mila persone in tutta Europa? In Italia, la Notte europea della civetta viene organizzata dal Gruppo Italiano Civette e da EBN Italia ed è già diventata uno dei più popolari eventi di birdwatching. Coinvolge decine di località, tra parchi, riserve e associazioni, in escursioni in notturna, laboratori, conferenze, liberazioni di rapaci notturni dai centri di recupero.

Sul nostro territorio l’appuntamento con la XIII edizione è il 2 marzo, dalle ore 20, alla Casa del Parco Oglio Nord a Torre Pallavicina (via Madonna di Loreto) con una presentazione di Stefania Capelli e Livio Pagliari e, a seguire, un’uscita notturna.
Info: Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria entro il venerdì 1 marzo a: tel. 3394181670 – skinwalker.lp@libero.it
Per tutti gli appuntamenti in Italia: https://www.gruppoitalianocivette.org/notte-della-civetta

LETTERATURA e CINEMA / Harry Potter e Leonardo Sciascia

Edvige è la civetta delle nevi regalata all’undicenne Harry Potter dal gigante Hagrid. I due diventano amici inseparabili finché Edvige non si sacrifica per salvare la vita al suo padroncino.
In pochi conoscevano questa specie prima di ritrovarla tra le pagine dei libri e al cinema in compagnia del maghetto più amato del mondo. E così in Asia, in particolare in Indonesia e Thailandia, per le civette delle nevi qualche anno fa è scoppiata l’emergenza. Sull’onda del successo del Maghetto, tutti volevano adottare una civetta bianca come animale domestico, per la gioia dei trafficanti di animali. Nel 2017 erano più di tredici mila i rapaci venduti a questo scopo, al prezzo irrisorio compreso tra dieci e trenta euro.

Su Twitter anche J. K. Rowling ha lanciato un appello: “Ho appena letto una storia molto allarmante sulle civette tenute come animali domestici. Esattamente come gli Horcrux, è una pratica che deve rimanere nella finzione narrativa. Per favore non fatelo”.

La civetta, lo abbiamo detto, è un simbolo ambiguo. Si muove e caccia di notte, ma se avvistata di giorno è di auspicio ancor più sinistro. Ecco perché si intitola “Il giorno della civetta” il celebre romanzo di Leonardo Sciascia in cui la mafia, che si è sempre mossa nel buio, viene immortalata di giorno, sotto gli occhi di tutti, ormai incurante di agire anche alla luce del sole. L’ispirazione? L’Enrico VI di Shakespeare: “…come la civetta quando di giorno compare”.

ARTE / Goya, Picasso, Antonello da Messina, Manzù

Elencare tutte le immagini della civetta dall’antichità ad oggi è un’impresa impossibile: dai graffiti rupestri ai bestiari medievali, dai geroglifici egizi alla ritrattistica. Ma alcune presenze sono più intriganti di altre.

A cominciare da quel vero colpo di fulmine che legò indissolubilmente Picasso e la civetta. In pochi sanno che l’ossessione di Picasso per le civette, spesso rappresentate nelle sue opere – le più celebri sono “Civetta su una sedia e tre ricci di mare” e “La gabbia della civetta” – nasce dalla convinzione di condividere con questi rapaci lo stesso sguardo magnetico e ipnotico. Quando nel 1946 un amico fotografo trovò all’angolo del Museo d’Antibes una civetta ferita alla zampa, Picasso colse subito l’occasione di curarla e adottarla.

Lo stesso Manzù non dimenticò di incastonare anche una civetta nella fascia che chiude in basso il racconto della Porta della Morte in San Pietro in Vaticano. Qui la civetta è simbolo associato al tema della morte, insieme al ghiro, al riccio, alla tartaruga che uccide il serpente e al corvo che mangia il lombrico.

Famosissimi, infine, sono i gufi e le civette che si agitano ne “Il sonno della Ragione genera Mostri”, forse la più celebre acquaforte di Francisco Goya. A un primo sguardo creature inquietanti, in realtà rappresentano le porte di accesso all’universo del sogno e dell’inconscio.

E ancora: la civetta raffigurata ai piedi della Croce da Antonello Da Messina nella “Crocefissione di Anversa”, dipinta nel 1475. Quella che compare nel “Giardino delle delizie” di Bosch e le due bellissime civette immortalate dal pittore Giorgio Duranti, vero e proprio “birdwatcher” bresciano del Settecento, custodite all’Accademia Carrara.

Infine, arrivando all’arte contemporanea, ecco la “Civetta con bidoncino di vernice”, scultura di Bertozzi & Casoni, tra i più originali e innovativi artisti della scultura ceramica contemporanea, attualmente esposta a Palazzo Martinengo di Brescia nella mostra “Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti” (fino al 9 giugno, www.animalinellarte.it).

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