“Mondovisioni”, cioè i documentari di Internazionale

Al Del Borgo dal 9 maggio 5 film sulle crisi del presente. Dal populismo alla Siria, passando per Congo e Sudafrica

Il cinema è un punto di vista sulla realtà. È banale dirlo. Lo è un po’ di meno quando la realtà raccontata da un film è carica di contraddizioni, crimini o pericoli per la stabilità di un paese. Fa questo in fondo “Mondovisioni”, rassegna di documentari dedicata alle crisi del presente portata in tour dalla rivista Internazionale. Getta uno sguardo là dove non arriva l’informazione nostrana – mai abbastanza attenta a ciò che succede fuori dai confini italiani. Grazie alle telecamere di una manciata di registi che molto spesso vivono ciò che raccontano direttamente sulla loro pelle (e a volte la rischiano).

Dal 9 maggio “Mondovisioni” sarà per la prima volta a Bergamo, al Cinema Teatro del Borgo (via Borgo Palazzo 51), con cinque titoli in programma (in versione originale con sottotitoli) che mettono a fuoco alcune questioni irrisolte e spesso drammatiche del contemporaneo planetario (ore 21.00, ingresso 5,50 – 5 €; proiezioni precedute da presentazioni a cura di Unibg for Equality).

Anticipato a febbraio da “El paìs roto”, intensa prospettiva di Melissa Silva Franco sugli sconvolgimenti politici in Venezuela, “Mondovisioni” si aprirà con una pellicola su uno dei temi più caldi e dibattuti negli ultimi anni, cioè il populismo. Il fenomeno, com’è noto, non riguarda solo l’Italia e gli USA, ma l’Europa tutta. Così Stephen Robert Morse e Nicholas Hampson in “Eurotrump” raccontano la centralità continentale di un populista “storico” come l’olandese Geert Wilders. Strenuamente anti-islamico (lo scorso agosto propose un concorso di vignette contro Maometto) e euroscettico, Wilders è uno dei politici di riferimento di tutti i leader populisti europei degli ultimi anni. Nonostante gli esiti elettorali del suo PVV – Partito della Libertà alle ultime elezioni nei Paesi Bassi non siano stati esaltanti. A introdurre la serata il prof. Paolo Barcella, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Bergamo.

Tuttavia “Mondovisioni” non è solo Olanda, ma anche cinema da Norvegia, Siria, Congo e Sudafrica. Ecco i trailer e una breve presentazione dei film in calendario.

Giovedì 9 maggio – “Eurotrump” di Stephen Robert Morse e Nicholas Hampson
È una delle figure di punta della nuova destra europea. Antieuropeista e noto per le sue posizioni contro l’islam, vive sotto scorta da dodici anni. Un ritratto esclusivo dell’olandese Geert Wilders, seguito nella campagna elettorale del 2017, mentre si candida alla guida del paese. In quelle elezioni il suo Partito per la libertà è arrivato secondo, e la stampa ha parlato di sconfitta del populismo. Ma le idee di Wilders e la sua retorica incendiaria hanno da tempo superato i confini dei Paesi Bassi, imponendosi nel dibattito politico europeo e non solo.
A introdurre la serata il prof. Paolo Barcella, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Bergamo.

Giovedì 16 maggio – “Under the Wire” di Chris Martin
Nel febbraio 2012 due giornalisti britannici entrano clandestinamente in Siria: sono la leggendaria corrispondente di guerra del Sunday Times Marie Colvin e il fotoreporter Paul Conroy. Il loro obiettivo è documentare la tragedia dei civili intrappolati nella città di Homs, assediata dall’esercito siriano. “Under the Wire” racconta con il ritmo di un thriller l’incredibile storia della loro ultima missione, avvalendosi di immagini inedite e delle testimonianze dei protagonisti: “Questa non era la guerra che io e Marie conoscevamo, questo era un massacro”.

Giovedì 23 maggio – “Kinshasa Makambo” di Dieudo Hamadi
Christian, Ben e Jean-Marie si battono da anni per un cambiamento politico e libere elezioni nel loro paese, la Repubblica Democratica del Congo. Ma dopo due mandati il presidente Joseph Kabila non vuole cedere il potere. Come cambiare il corso degli eventi? Unendo le forze con il vecchio leader del partito di opposizione? Il dialogo è possibile o bisogna puntare a una sollevazione popolare, con il rischio di un bagno di sangue? “Kinshasa Makambo” ci immerge senza filtri nella lotta dei tre attivisti, che né i proiettili né la prigione né l’esilio sembrano in grado di fermare.

Giovedì 30 maggio – “Recruiting for Jihad” di Adel Khan Farooq e Ulrik Imtiaz Rolfsen
Per tre anni l’estremista islamico norvegese Ubaydullah Hussain ha dato ai registi un accesso senza precedenti alla sua vita quotidiana e alle sue attività. Fino a quando, nell’aprile 2017, Hussain è stato arrestato per aver arruolato volontari per conto del gruppo Stato islamico e organizzato il loro viaggio in Siria. La polizia ha sequestrato anche il materiale girato e per i due registi è cominciata una battaglia giudiziaria. E il film, nato per esplorare l’ideologia jihadista, si trasforma in una riflessione sulla libertà d’informazione.

Giovedì 6 giugno – “Whispering Truth to Power” di Shamela Seedat
Il compito della public protector sudafricana Thuli Madonsela è tutelare i cittadini dagli abusi e dalla corruzione nella pubblica amministrazione. Dopo aver messo sotto accusa il presidente Jacob Zuma per uso illegale di fondi statali, Madonsela affronta ora la sfida più impegnativa della sua carriera: indagare – tra proteste, minacce e denunce – sui legami tra il presidente e una potente famiglia di imprenditori sospettati di comportamenti illeciti. “Whispering Truth to Power” documenta l’ultimo anno in carica di Madonsela e traccia il ritratto non solo di una donna straordinaria ma anche di un paese che lotta per restare fedele ai suoi ideali di libertà e democrazia.

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