Millegradini: le scalette più suggestive di Bergamo

Rampe, scale, percorsi e salite: l’evento del 22 settembre è l’occasione perfetta per riscoprire le bellezze della città. Un gradino dopo l’altro / FOTOGALLERY

Ogni anno in occasione della Millegradini un bergamasco si sveglia e sa che dovrà arrampicarsi su e giù per le scalette della città per rispondere a una sola e fondamentale domanda: quanti sono veramente i gradini di Bergamo?
Al di là del valore culturale, artistico e sportivo dell’evento podistico – che cade quest’anno il 22 settembre – ce n’è infatti uno numerico. Così, la manifestazione diventa l’occasione per trovare una soluzione a questo annoso dilemma e percorrere alcune delle più belle scalinate tra la parte alta e bassa della città.

Se non vedete l’ora di mettere alla prova il vostro fiato, abbiamo un paio di consigli per voi: recatevi presso i Centri Informazione della città, procuratevi una mappa e (se disponibile) anche l’interessantissimo libretto dedicato alle scalette della città a cura del Servizio Attuazione Strategie Turistiche e Culturali del Comune di Bergamo. Una volta fatto, non vi resta che mettervi in cammino.
Volete un’anteprima? Date un’occhiata alla nostra gallery, dedicata ad alcune delle scalette più frequentate e suggestive di Bergamo.

Scaletta della Noca
Lunghezza: 260 metri
Dislivello: 29 metri

 

Per trovare il principio della Scaletta della Noca, è sufficiente recarsi in piazza Giacomo Carrara dove sorgono l’Accademia Carrara e la GAMeC. Sulla sinistra della facciata dell’Accademia comincia la salita di via della Noca: un percorso ombreggiato, con pendio dolce e gradoni ampi di facile percorrenza. Salendo, i gradini lasciano spazio a una salita in acciottolato, con una vista esclusiva su Porta Sant’Agostino. Da qui in pochi metri si sbuca su via Pignolo, nei pressi dell’Università degli Studi di Bergamo.

Via Cornasello
Lunghezza: 206 metri
Dislivello: 15 metri

Scendendo da Porta Sant’Agostino lungo via Vittorio Emanuele II, dopo circa 350 metri sulla sinistra, si apre anche la scaletta di via Cornasello. Meno frequentata e battuta rispetto alle sue sorelle, questa scalinata dà accesso a un angolo pittoresco ed estremamente tranquillo di Bergamo. Protetta da muretti in pietra, alberi e rampicanti, la discesa offre vedute deliziose e segrete di Città Alta, passando nei pressi di splendide ville Liberty e neoclassiche. Lungo il tragitto, che alterna fondo in pietra, ciottoli e asfalto, in breve si raggiunge via Monte Ortigiara.

Salita della Scaletta
Lunghezza: 230 metri
Dislivello: 48 metri

Se si prosegue lungo via Vittorio Emanuele II fino alla funicolare, si incontra invece la pittoresca via Salita della Scaletta. Questa è forse la più frequentata e diretta via d’accesso a Città Alta. Sono infatti moltissimi gli studenti, universitari, turisti, podisti e corridori che si avventurano ogni giorno lungo i suoi gradini, complice l’accesso privilegiato alle mura veneziane. Dopo una rampa di scale e un corridoio fiancheggiato tra muri, si apre la salita vera e propria, che dopo pochi metri lascia spazio ai gradini. Il sentiero si biforca in corrispondenza di un’edicola, scendendo a sinistra e salendo con un’ulteriore rampa a destra. Con un ultimo strappo, si giunge in via Sant’Alessandro e poi al cospetto di Porta San Giacomo.

Scalinata Sant’Alessandro
Lunghezza: 80 metri
Dislivello: 27 metri

Con una deviazione verso sinistra, scendendo lungo Via Sant’Alessandro per poco più di 200 metri, si incrocia sulla destra anche il principio della Scalinata di Sant’Alessandro. Un percorso in linea retta non particolarmente lungo, ma decisamente impegnativo se percorso in senso inverso.
La scalinata è dominata da due rampe in cemento nella parte alta e gradoni in pietra e ciottoli in quella più bassa, con struttura estremamente regolare e ampia. Dedicata al santo patrono di Bergamo, questa scalinata fu inaugurata nel 1902, dopo l’abolizione del nucleo abitativo del Paesetto.

Scaletta di via Santa Lucia Vecchia
Lunghezza: 340 metri
Dislivello: 61 metri

Se dalla fine della Salita della Scaletta si prosegue poco oltre l’inizio di via Tre Armi, sulla sinistra si apre invece via Santa Lucia Vecchia: una lunga scalinata dotata di 200 gradini di ciottoli. Dopo la prima curva, il viottolo si allarga progressivamente tra muretti sovrastati dal verde e sprazzi alternati di luce e ombra. Un’arteria dominata da una quiete tale da far dimenticare per un attimo il caos del centro cittadino. Ma bastano pochi minuti di discesa per ritrovarsi nuovamente tra i rumori del traffico. La parte finale della scalinata è infatti situata in corrispondenza della rotonda all’incrocio tra via Antonio Rosmini, via Santa Lucia e via Alberto Riva Villasanta.

Scaletta del Paradiso
Lunghezza: 390 metri
Dislivello: 90 metri

Trecento metri di pianura più in là lungo via Alberto Riva Villasanta è possibile trovare il principio della Scaletta del Paradiso, sul lato destro della carreggiata. Un nome risalente alla Comunità religiosa del Paradiso che aveva sede in questa zona nel XVII secolo e che oggi denota una salita composta da 250 gradini e un discreto dislivello. Dopo una prima rampa in cemento, la via prosegue in leggera salita per il tratto iniziale, diventando via via più dura lungo il cammino. Ai lati, il sentiero resta rigorosamente incastonato tra muri in pietra, sopra i quali fa capolino una rigogliosa vegetazione. Ad un certo punto si incontra un bivio, appositamente segnalato da una piccola lapide sovrastata da un fontanino e una santella. A destra si prosegue fino a porta San Giacomo, mentre a sinistra la via conduce verso Colle Aperto. Prendiamo la sinistra percorrendo il ripido Vicolo del Paradiso, che rispunta verso la parte alta di Via Tre Armi.

Via e Scalinata al Castello
Lunghezza: 302 metri
Dislivello: 36 metri

 

Prendendo la funicolare verso il Castello di San Vigilio in Largo di porta S. Alessandro o proseguendo lungo Via San Vigilio a piedi, si raggiunge la panoramicissima salita verso l’ingresso del parco da cui si gode di una delle migliori visuali su Città Alta. Nei pressi del cancello di ingresso al parco, non è difficile individuare l’ampio scalone di accesso alla parte più alta della fortezza. Si sale lungo le rampe in acciottolato e, dopo una curva e una nuova salita, si arriva fino ai balconi del castello. Da qui lo sguardo viene abbracciato da una vista esclusiva sui colli di Bergamo.

Salita dello Scorlazzone
Lunghezza: 500 metri
Dislivello: 77,5 metri

Scendendo nuovamente verso la funicolare, che si supera, alla chiesetta di San Vigilio si imbocca l’inizio della Scaletta dello Scorlazzone. Quest’ultima costituisce (se presa in senso inverso) la prosecuzione naturale della Salita dello Scorlazzino e con il suo mezzo kilometro di lunghezza rappresenta anche la scaletta più lunga dell’intero itinerario. Si lascia alle spalle la bellissima vista di Città Alta, per intraprendere un itinerario piuttosto ripido che alterna tratti in discesa ai 162 gradini che la compongono. Ben presto le panoramiche del complesso di Astino e del Colle di San Sebastiano lasciano spazio a un tratto incastonato tra muretti a secco: siamo ormai nei pressi di via Sudorno.

Salita dello Scorlazzino
Lunghezza: 345 metri
Dislivello: 57,5 metri

Come anticipato, la Salita dello Scorlazzino altri non è che la sorella minore della Salita dello Scorlazzone, oltre che suo naturale proseguimento. La scaletta inizia su via Sudorno ed è una delle arterie più rappresentative e pittoresche di tutta la rete di saliscendi di Bergamo. Lungo la sua discesa ripida e costante, offre infatti alcune delle visuali e scorci paesaggistici più suggestivi dell’intera rete: si apre infatti su un anfiteatro pianeggiante straordinario, ampissimo, dove nelle giornate limpide la vista arriva a toccare gli Appennini. Punteggiata di lampioni, la Salita dello Scorlazzino prosegue affiancata da muretti a secco, affacciandosi su orti, frutteti e giardini, prima di cedere il passo a un corridoio gradinato finale e subito dopo una rampa che conduce su via San Martino della Pigrizia.

Scaletta delle More
Lunghezza: 290 metri
Dislivello: 68 metri

Si prosegue in discesa a sinistra lungo via San Martino della Pigrizia, per poi imboccare via Borgo Canale. Da qui, si svolta a destra fino all’inizio della Scaletta delle More, contrassegnata da un apposito cartello. Il sentiero incorniciato da muri passa dopo pochi passi al di sotto di uno splendido balconcino e, nel primo tratto, è piuttosto stretto e pittoresco. Proseguendo, la vista si apre a destra, in un bellissimo spaccato panoramico sulla pianura sottostante. Nella parte finale dominano invece giardini privati, campi coltivati, orti e cancellate che offrono un quadro bucolico da assaporare passo dopo passo, prima di sbucare su via dello Statuto.

Scaletta Fontanabrolo
Lunghezza: 450 metri
Dislivello: 109 metri

Una volta arrivati in via Statuto, nella zona delle piscine, si gira a sinistra proseguendo in piano fino all’inizio di via Fontanabrolo. Dopo una prima parte asfaltata affiancata dalle abitazioni, la via prende quota rapidamente attraverso una scalinata in acciottolato piuttosto esposta. Più avanti, un canale cinquecentesco accompagna lo sviluppo dei gradini. La fatica della salita è ripagata interamente dalla bellezza del panorama circostante, che si offre alla vista per buona parte del percorso, prima di perdersi nuovamente tra i muri delle case circostanti. I 301 gradini portano i passi dei viandanti nuovamente su via degli Orti, dove termina la scalinata.

Scalone del Teatro di Sant’Andrea
Per concludere, all’interno di questa guida non potrebbe mancare uno scalone fuori dalle rotte tradizionali, ma che per la Millegradini si carica di un significato davvero speciale. La manifestazione, in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Andrea, l’Università degli Studi di Bergamo e il Rotary Club Bergamo Nord, promuove infatti un progetto per il finanziamento dell’installazione di un servoscala portacarrozzine all’interno del Teatro di Sant’Andrea, in via Porta Dipinta (ne abbiamo parlato dettagliatamente qui).
Della quota versata da ogni partecipante per l’iscrizione all’evento, 0,50 € verranno devoluti per l’intervento di eliminazione della barriera architettonica.

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