6 ingredienti del Mercatino di Via Loj

Il 14 agosto arriva la 31esima edizione dell’appuntamento solidale di Monasterolo del Castello

Il 14 agosto a Monasterolo del Castello vuol dire solo una cosa: Mercatino di Via Loj.
Da trentun infatti durante la vigilia di Ferragosto le vie del paese si animano di giochi, rievocazioni, spettacoli, laboratori, bancarelle, musica e teatro, grazie all’iniziativa della Pro Loco e delle Associazioni e gruppi di volontariato di Monasterolo del Castello. Dal mezzogiorno alla mezzanotte quindi, la festa prosegue senza interruzioni.
Cosa ancora più importante, l’appuntamento sul Lago di Endine diventa l’occasione per dimostrare quanto è grande e bello il cuore di questo borgo lacustre: sia in senso fisico che figurato. È infatti risaputo che il mercatino di Monasterolo rappresenti da sempre un appuntamento solidale, oltre che un’ottima occasione per trascorrere una giornata nel delizioso centro storico.
Per capire meglio quali siano i segreti di una festa così longeva e apprezzata anche al di fuori dei confini della Val Cavallina, ci siamo rivolti a Paolo Meli, da anni uno dei principali organizzatore del Mercatino di Via Loj. Ecco quali sono gli ingredienti del successo che abbiamo individuato.

#1 La beneficenza
Lo abbiamo detto: senza solidarietà non può esserci mercatino. Paolo Meli conferma infatti che questa “è una delle caratteristiche fondamentali fin dalle prime edizioni del Mercatino di via Loj”. Lo scopo è sempre stato lo stesso: raccogliere risorse per progetti. A partire dai grandi enti come Unicef, Emergency, la Lega del Filo d’Oro via via si è passati  a “progetti più vicini alla realtà del territorio, alle nostre conoscenze e alle persone dei molti gruppi e associazioni che ci hanno presentato le loro iniziative”
L’obiettivo è duplice: raccogliere fondi per finanziare iniziative solidali e renderle visibili anche attraverso i il coinvolgimento diretto dei volontari e delle associazioni che le promuovono. Ciò permette “di monitorare i risultati e aiutare delle realtà che magari non hanno tutto il supporto di cui godono i grossi enti”. Il risultato è notevole: nel corso di questi anni sono stati devoluti più di 100 milioni di vecchie lire e più di 100 mila euro a cause umanitarie.
Quest’anno il ricavato della festa è destinato a due associazioni, presenti con uno stand informativo in piazza. Per il terzo anno torna al mercatino la Passione di Yara, dedicata alla promozione delle passioni sportive dei molti ragazzi di cui si occupa. La seconda iniziativa è quella del Servizio di Formazione all’Autonomia Zelinda (Sfa) che si occupa di percorsi verso l’autonomia rivolti a disabili e promossa dai comuni della Valle Cavallina.

#2 Artisti di strada
A mezzogiorno in punto il borgo di Monasterolo viene svegliato dal rullo dei tamburi: è il segnale inequivocabile che la festa ha inizio. Come in una favola medievaleggiante, per le vie compaiono artisti in costume storico, maschere, saltimbanchi e musici armati di strumenti musicali misteriosi e affascinanti.
Nella sfera delle esibizioni, dalle 16 quest’anno spiccano in particolare gli spettacoli “Il Circo volante non identificato” della Compagnia Scatola Rossa e “Doisberto Street Show” di Umberto Rosichetti. I primi “sono una compagnia formata da una coppia e offriranno uno spettacolo di equilibrismi su corda ed evoluzioni con i nastri aerei” mentre “Doisberto è un clown e giocoliere. Anche quest’anno abbiamo artisti di ottimo livello”.
Immancabile poi Janus, autentico trait-d’union tra le varie repliche dello spettacolo teatrale della Leggenda della Dama Bianca. Un musicista che per tutta la giornata si aggira per le vie suonando il suo fido baghet: “si tratta della cosiddetta cornamusa bergamasca: uno strumento tipico della nostra zona e delle zone alpine e prealpine, che rischiava di andar perso, ma che negli ultimi anni è stato riscoperto e rilanciato”. Tra i molti ospiti, presente all’appello anche la Compagnia dell’Arlecchino Bergamasco, con la sua irresistibile simpatia.

#3 Giochi in piazza
Per vivere il piacere e il divertimento della tradizione ludica locale, la piazza del paese è una tappa irrinunciabile durante il Mercatino di Via Loj. Da diversi anni infatti questa cornice ospita i moltissimi giochi in legno dell’Associazione Culturale Dindoca di Chiuduno.
I genitori si devono rassegnare: una volta entrati nel regno di Dindoca, i vostri bimbi non vorranno più andarsene. Ma forse è più corretto estendere il problema anche agli adulti che capitino nei paraggi: bastano pochi secondi al tris, al fachiro, al gioco del quindici, armati di trottole o palline per rendersi conto che una sfida tira l’altra e basta davvero poco per tornare bambini.
L’anno scorso “hanno portato una catapulta e il pirlì: una specie di flipper bergamasco con una trottola. Hanno un pubblico molto affezionato e da soli animano buona parte della giornata”.
Non mancano poi i laboratori della cera, del pane e quelli musicali, dedicati in particolare ai più piccoli. New entry 2019 sono le proposte musicali dell’Associazione APUS, con sede a Monasterolo del Castello.

#4 La doccia del Boia
Da sempre al Mercatino di Via Loj sopravvive una tradizione amatissima da tutti i cittadini, ma anche dai visitatori dei paesi limitrofi.
La doccia del Boia (che per un periodo era stata sostituita dalla variante del “tuffo in piscina”) è infatti il momento goliardico per eccellenza del pomeriggio. Le regole sono semplici: pagando una piccola somma (sempre devoluta in beneficenza) ogni spettatore ha l’opportunità di “giustiziare” uno dei sindaci dei comuni affacciati sul Lago d’Endine. Niente di drastico: si sceglie la vittima prediletta e poi, scagliando delle palline, i partecipanti cercano di colpire una piccola campanella. Se hanno successo, il malcapitato sindaco riceve una bella doccia d’acqua.
Un momento divertente per il pubblico e perfino “una sfida tra sindaci che riproponiamo ogni anno: abbiamo chiesto al sindaco di ingaggiare anche i colleghi dei paesi vicini perché è un rito che c’è fin dalle primissime edizioni”.

#5 Gastronomia e espositori
Accanto ai punti ristoro, il Mercatino di Via Loj offre “stand con produttori di mieli, formaggi e prodotti vari e anche un tavolo sapori promosso dal Comitato Turistico In ValCavallina e situato proprio in via Loj, nel cuore originario del mercatino”. Ci sono poi i prodotti sardi, della Franciacorta e del nord Italia, in un connubio perfetto tra tradizione e nuove proposte. Così, nelle le vie si respirano i profumi  fragranti di pane e focacce appena sfornate e quelli più intensi del ragù e dello gnocco fritto. Insomma, ciò che piace tanto dell’appuntamento di metà agosto risiede proprio qui: insieme alla vista, anche il gusto e l’olfatto vogliono la loro parte.
Stiamo però pur sempre parlando di un mercatino: ecco allora che anche per questa edizione gli ci sono circa un centinaio di espositori tra gastronomia, quadri, curiosità, hobbistica, oggettistica, bigiotteria, manufatti in legno, rame o ceramica, rivenditori di libri ed enti.

6# La leggenda della Dama Bianca
Dulcis in fundo, eccoci giunti al momento clou dell’intera giornata: la rievocazione della tradizionale “Leggenda della Dama Bianca”. Se questa figura sia esistita o meno non è certo, ma è sicuro che la storia nasca “dai racconti di un fantasma di donna che pare fosse stato avvistato sul lago e che in seguito è stato legato ai castelli della zona: il Castello di Monasterolo e a un presunto collegamento col Castello di Bianzano. Erano poco più che racconti, ma da questa idea abbiamo costruito una storia recuperando i luoghi tipici e le frazioni”.
Suggestione narrativa o romanzesca rivisitazione, poco importa: il fascino di questo racconto non lascia indifferenti. Così, ogni anno in un antico cortile di Via Loj la storia dal sapore shakespeariano prende vita, attraverso le musiche, i canti, i balli e le scene del Gruppo Teatrale GFO di Albano, con la regia di Giuseppe Nespoli e le musiche originali di Valerio Gatto.
Oltre alle repliche dello spettacolo a partire dalle 16, da non perdere il gran finale in Piazza IV Novembre a mezzanotte. “Lo scorso anno abbiamo inaugurato un nuovo filone artistico dello spettacolo con dei quadri viventi ricostruiti sul palco – racconta ancora Paolo Meli – e poi a mezzanotte fa la sua comparsa il fantasma della dama, che sorvola la piazza prima di sparire per un altro anno”.

http://www.mercatinodivialoj.it

(foto Marta Belotti)

 

(contenuto promozionale)

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