Ritratto di mamma con bambino

Il progetto fotografico dell’artista bergamasca Maria Zanchi ha acceso la discussione sul tema dell’allattamento in pubblico. Dopo aver invaso con oltre 100 poster le vie di Bergamo ora prosegue sul web e sui social.

Continua per un mese e mezzo sulle pagine Facebook e Instagram e sul sito mammaconbambino.it il progetto fotografico che ha voluto sollevare in città la questione dell’allattamento in pubblico e delle reazioni contrastanti che un gesto, così semplice e naturale, fa scaturire nelle persone.

“Dicevo sempre alle mamme coinvolte che in queste foto erano delle guerriere – racconta Maria, – non mamme carezzevoli con il loro bambino, ma donne che dicono al mondo sono qua, non devo nascondermi perché sto semplicemente dando da mangiare a mio figlio.”

La questione sollevata dal progetto fotografico della Zanchi è più complessa di quello che sembra e lo dimostrando diverse reazioni. Primo il fatto che l’Università Bicocca di Milano ne ha tratto una ricerca che sarà presentata a fine novembre sui motivi per cui l’allattamento in pubblico resta un gesto vissuto non serenamente, poco aiutato e tendenzialmente da tenere nascosto, avvalendosi di una discrezione sessuale che non è al pari di molte altre immagini pubblicitarie per esempio.

La stessa scelta di realizzare la mostra attraverso cartelloni pubblicitari sparsi per la città è un gesto pensato dall’artista per arrivare a un pubblico molto vasto ma anche per sostenere la necessità di essere guardata. È andata bene, se non fosse che nella notte fra venerdì 12 e sabato 13 ottobre, poco prima della conclusione dell’esposizione, 8 manifesti in pieno centro cittadino sono stati strappati. “Io me lo aspettavo – spiega Maria, – credevo facesse anche più polemica, perché sono stati tanti i rifiuti che ho ricevuto mentre preparavo la mostra, tanti quelli che mi hanno detto che preferivano non esporsi su questo tema”.

Nonostante ciò la pagina Facebook di Mamma con Bambino ha ottenuto in pochissimi giorni un numero consistente di like, permettendo alla mostra di avere un proseguo sui social, dove tante sono le interazioni che continuano ad essere postate e condivise, ispirate dagli scatti.

L’esposizione si è conclusa lunedì 15 ottobre ma già in questi giorni le 30 immagini delle 30 donne che sono diventate icone del progetto viaggeranno nella rete a cadenza periodica in attesa della prossima location di una mostra che è pronta a diffondersi anche fuori Bergamo.

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