Dove trovare il Liberty a Bergamo

Percorsi dentro uno stile intramontabile che ha fortemente influenzato il nostro immaginario

Il Liberty fu uno stile di vita, oltre che di forme, e questa è la ragione di un successo che raggiunge il presente e ovviamente comprende anche Bergamo. Lo sfavillio ammaliante di vetrate e decori, le forme sinuose, il romanticismo esasperato, il senso panico della natura e, perché no, la visione dorata del lusso e della spensieratezza della Belle Époque: tutto questo è Liberty.

La bellezza terrificante e commestibile dell’architettura dell’Art Nouveau” di cui parlava Salvador Dalì ci fa ancora sognare, con i suoi motivi floreali e zoomorfi e le linee curve che si arrampicano sulle facciate, plasmano ferri battuti, disegnano donne voluttuose, vivificano balaustre, vetrate, canelli, portoni e stucchi. E, in filigrana, ci sentiamo trasportare in un’epoca ovattata, tra signore eleganti con gli immancabili parasole, uomini a passeggio con cilindro e bastone, viaggi in mongolfiera e una grande fiducia nel progresso.

Il Liberty è un “caso” unico perché non fu un movimento organizzato o una semplice questione di gusto e di moda, ma una nuova percezione del mondo, che nacque simultaneamente in tutta Europa e permeò tutti i linguaggi visivi, culturali e sociali. Così accadde sul nostro territorio, a Sarnico, San Pellegrino, Treviglio e Bergamo. Seguiteci in questo viaggio nell’Art Noveau bergamasca.

Piccolo vademecum del Liberty

Prima di cominciare il tour bergamasco, cinque coordinate per capire e riconoscere lo stile Liberty:

1. Chiariamo subito un equivoco: Art Nouveau e Stile Liberty si possono considerare sinonimi. L’Art Nouveau (“Nuova Arte”) nasce in Francia tra la fine dell’Ottocento e le prime decadi del Novecento e si diffonde in tutta Europa con nomi diversi. In Italia il nuovo stile si chiamò “Floreale”, ma ben presto si diffuse il termine “Liberty” dal nome dell’emporio aperto a Londra nel 1875 da Arthur Liberty che smerciava arredi provenienti dall’Oriente o improntati al nuovo gusto. E poi agli italiani piaceva, naturalmente, il gioco con il significato di libertà.

2. Visivamente, in pittura, scultura e architettura, la cifra del Liberty è la grande eleganza decorativa della linea curva e il narcisismo estetico. La natura è straordinariamente rigogliosa e ispiratrice di motivi decorativi che si susseguono in ogni dove: viluppi di nastri, fiocchi, nodi e insetti, esotici bestiari, giardini lussurreggianti di fiori e foglie.

3. L’Orientalismo è una delle componenti fondamentali dell’Art Nouveau che sogna viaggi in mondi lontani, alla ricerca di una nuova libertà espressiva.

4. Il Liberty abbatte le frontiere tra arti nobili e arti minori. Artisti, architetti e artigiani collaborano nella progettazione fin del più piccolo vaso, precorrendo il moderno design.

5. Il Liberty è anche una nuova strategia di marketing: gli artisti dell’Art Nouveau sono stati i primi a prestarsi alla creazione di manifesti e locandine pubblicitarie che oggi consideriamo opere d’arte.

Il Liberty a Bergamo

1. San Pellegrino

La civiltà termale diventa in Valle Brembana la culla ideale per lo stile Liberty e i lussuosi scenari della Belle Époque. Nota sin dal Medioevo per le sue acque curative, nel corso del Novecento l’immagine di San Pellegrino cambia radicalmente grazie all’architetto Romolo Squadrelli, chiamato a dotare la località di strutture ricettive e di intrattenimento adatte all’alta società.

Nascono così gioielli assoluti dell’architettura Liberty: il Grand Hotel cupolato che troneggia sulla sponda del fiume, con una facciata di ben 128 metri impreziosita da statue, putti, festoni floreali e cariatidi. Un colosso di sette piani dotato di ascensori, luce elettrica, acqua potabile e telefono in tutte le 250 stanze, arredato in modo così sfarzoso da lasciare a bocca aperta gli aristocratici clienti. Il suo “libro degli ospiti” è affollato di grandi firme, le regine Margherita di Savoia e Elena, il compositore Pietro Mascagni, il generale Luigi Cadorna, i Nobel Montale e Quasimodo, le famiglie dello zar di Russia e il Re Faruk d’Egitto. E ancora: Federico Fellini e Dino Risi (che nel 1978 girò qui “Primo amore”), ma anche negli anni Sessanta la “Grande Inter” di Herrera. Tuttavia la struttura è troppo imponente e costosa: presto la gestione diventa faticosa e nel 1979 il Grand Hotel chiude i battenti dopo una lenta agonia.

Nei primi anni del Novecento sorsero anche il Casinò Municipale, con il suo fastoso e monumentale scalone, e il Palazzo Termale dalle sale riccamente decorate. Il Casinò, in particolare, è un esempio di architettura Liberty acclamata a livello europeo. Un modello di armonia progettuale cui lavorarono, oltre all’architetto Squadrelli, anche il genio del ferro battuto Mazzucotelli, il vetraio Beltrami, l’ebanista Quarti, lo scultore Vedani. Il risultato è un tourbillon di colonnati in marmo rosso di Verona, mosaici, balaustre, sculture allegoriche, lampadari in ferro battuto, vetri multicolori di rara eleganza, soffitti in legno scolpito con decorazioni in oro e bronzo.

2. Sarnico, capolavori del Liberty firmati Sommaruga

Nel 1907 l’architetto Giuseppe Sommaruga (Milano 1867–1917), protagonista assoluto del Liberty italiano, incontra la famiglia di ingegneri imprenditori Faccanoni: ne nasce uno straordinario rapporto di committenza e collaborazione.

Non è un caso che proprio Sarnico si sia aggiudicata nel 2017 il riconoscimento di Best LibertyCity. Qui infatti tra ville, villini e palazzi, si respira l’atmosfera Liberty ai suoi vertici. In Piazza SS. Redentore, l’Asilo infantile “Antonio Faccanoni” (1912) e poco distante, all’interno del cimitero, il Mausoleo della famiglia Faccanoni (1907), che richiama uno ziqqurat orientale, decorato da sculture e fregi dallo scultore milanese Ambrogio Pirovano.

Proseguendo per circa 3 km in direzione Predore, dopo i Cantieri Riva, si incontra Villa Surre (1912), commissionata da Luigi Faccanoni, con l’alta torre che domina il lago. Ritornando verso il centro di Sarnico in via Vittorio Veneto, sulla riva del lago, si adagia il “villino per scapolo” pensato per Giuseppe Faccanoni (1907) come la struttura di una nave attraccata a un delizioso giardino. Il percorso si conclude al numero 1 di via Orgnieri con Villa Pietro Faccanoni, ora Passeri(1907), in origine una piccola filanda che Pietro volle trasformare in una dimora signorile.

3. Il Teatro Filodrammatici a Treviglio

Realizzato nel 1905, il Teatro Filodrammatici di Treviglio è un esempio ancora poco noto di perfetto stile Liberty: linee, elementi architettonici e decorazioni delle sale interne sono rigorosamente ispirati alla natura.

4. Liberty Tour a Bergamo

A caccia di Art Nouveau a Bergamo Bassa spuntano una serie di edifici dalle forme ammalianti che difficilmente abbiamo ammirato come pregevoli esempi del Liberty.

Si comincia dalla stazione, con l’elegante stazioncina per la ferrovia della Valle Brembana del 1906. Imboccando viale papa Giovanni XXIII si incontrano diversi, eleganti edifici, tra i quali spicca la Casa Paleni con la sua facciata ornata di bassorilievi e motivi vegetali.

Il viaggio può continuare, tra ferri battuti e decorazioni, anche lungo il viale che conduce alla stazione della funicolare.
In occasione dell’Art Nouveau Week, l’Associazione Guide Turistiche Città di Bergamo, propone il Liberty Tour a Bergamo sabato 13 e domenica 18 agosto, alle ore 16, con ritrovo alla Stazione FS. Durata circa 2 h e mezzo ore. Info e prenotazioni cell. 338.6123502 o info@bergamoguide.it.

http://www.italialiberty.it

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