Lercio e l’internazionale umorista

Andrea Sesta racconta un progetto nato dalla palestra satirica di Luttazzi. Il 23 aprile alla Fiera dei Librai

Andrea Sesta, una delle penne di Lercio, per anni ha praticato il mestiere della satira con costanza e irriverenza. Per poi arrivare in piena forma il 23 aprile alle 19.30 alla Fiera dei Librai con “La storia lercia del mondo: i retroscena dell’umanità”. Terzo libro firmato Lercio, scritto a quarantasei mani e non si sa bene da quante dita, dopo valanghe di titoli memorabili pubblicati online. Parte del merito si deve al duro lavoro della Palestra di Daniele Luttazzi, uno spazio aperto dal comico sul suo blog personale in cui invitava il pubblico a scrivere battute.

Da quella serrata preparazione atletica è nato Lercio, seguito su Facebook da oltre un milione e trecento mila utenti. Persone che ogni giorno leggono le fictional news della testata dedicata allo “sporco che fa notizia”, condividendo e commentando una satira tagliente che non risparmia nulla, tranne le vittime. “Si può far ironia su tutto, politica, sesso, religione, perfino sulla morte, ma mai, mai su di loro – spiega Andrea Sesta – Se scherzi su una vittima ti metti dalla parte di quello che è il suo carnefice”.

Ironia e satira approdata anche su Lercio.it, che nel 2014 si è aggiudicato il titolo di miglior sito ai Macchianera Italian Award. Dopo gli Oscar della rete Lercio è diventato anche un podcast e un calendario di serate dal vivo fra Italia e Londra. Il prossimo obiettivo è conquistare il mondo, grazie a una rete internazionale di cellule sorelle disseminate in tutta Europa, tra Spagna, Francia, Irlanda, Austria, Olanda e Germania.

Abbiamo sentito proprio Andrea, uno dei diretti interessati, per capire cosa stanno tramando. Lui ha “un mestiere vero”, nella vita si occupa infatti di creatività e comunicazione. Ma condivide la missione di Lercio con altri colleghi che come copertura fanno gli avvocati, gli studenti o i professori e nel tempo libero lasciano a Lercio le loro battute migliori.

Lercio è un passatempo per noi della redazione, non è ciò di cui campiamo, siamo ventitre amici, ci siamo conosciuti scrivendo battute nel blog di Daniele Luttazzi. Lui ha aperto questa palestra anni fa. Invitava i partecipanti a inviare tre battute al giorno sull’attualità che poi avrebbe pubblicato, dava dei consigli e condivideva delle tecniche comiche”. Poi l’autore comico romagnolo ha chiuso il blog “e il nostro gruppo ha aperto un altro blog, Acido Lattico e uno di noi, Michele Incollu, nel 2012 ha poi creato Lercio.altervista.it, da cui è nato il resto”.

Come nasce ogni giorno Lercio?
Ci sentiamo quotidianamente via Facebook, non abbiamo una redazione fisica, siamo sparsi in tutto il mondo, uno sta Berlino e uno in Thailandia. Siamo divisi, come l’Isis solo che non siamo finanziati da Soros. A volte si parte con gli spunti della realtà, come nel caso di Notre Dame o come l’incarcerazione di Assange di qualche giorno fa. Altre le idee arrivano sotto la doccia o in posta: sono intuizioni sulla vita, non legate a un fatto particolare di cronaca. Abbiamo una doppia anima: parlare dell’attualità facendo satira del giornalismo, ma anche fare una comicità fuori dai contesti specifici.

Ironia, satira, humor nero. C’è un momento in cui vi dite “Quando è troppo è troppo”?
La comicità è come il menù del ristorante. A volte hai voglia di sushi, altre di pizza, altre ancora scatta il McDonald con gli amici. Va bene tutto. La comicità è così. Alcuni concetti passano meglio con lo humor nero, altri con uno stile british e tantissimo sta alla sensibilità individuale di ognuno. La cosa importante è che non si deve ridere per forza. Ci può stare pure una risata amara a denti stretti, dipende da quello che si vuole dire. Ci sono ventitré sensibilità diverse dietro Lercio: io sono un trentenne, ma andiamo dai cinquantenni a un ragazzo di venticinque anni. I nostri problemi, quello che ci colpisce e il modo in cui lo interpretiamo saranno sempre diversi. Si può fare ironia su tutto se hai ben chiaro il bersaglio.

Che intendi con “se hai ben chiaro il bersaglio”?
Sapere di che stai parlando, metterci la testa. Crediamo nella grande lezione di Luttazzi: scherzare su tutto, ma non sulle vittime, niente battute fascistoidi. Se fai una battuta sugli ebrei di un campo di concentramento, ti metti dalla parte di un nazista. Sul nazismo non abbiamo dubbi – o forse qualcuno in rete continua ad averli… – ma i confini non sono necessariamente sempre definiti e chiari. Se pensiamo a qual è il ruolo di Wikileaks e Assange, è più complesso tracciare dei confini netti ed esprimere un punto di vista.

Che intendi per battute fascistoidi?
Sono quelle che possono anche far ridere, ma che ti mettono contro la vittima. Sono quelle battute che spesso vengono etichettate come humor nero, ma non lo sono. In realtà sono prese in giro di gente che ha subito un torto. Un esempio è quello del cartone animato americano The Griffin, in cui il padre, Peter Griffin, mangia delle patatine nella soffitta di Anna Frank facendola scoprire. Tu ridi perché fa ridere, ma in realtà stai ridendo di Anna Frank e della sua tragedia.

Quando avete dei dubbi su certe battute, come fate, vi confrontate?
Ci domandiamo però sempre se ha senso scherzare o meno su certe cose. Quando Mango il cantante è morto per un attacco cardiaco, seguito il giorno dopo da suo fratello scomparso nello stesso modo e nei giorni seguenti hanno avuto problemi anche gli altri due fratelli, non avevamo nulla da dire. Ma abbiamo preso spunto da quello e abbiamo lavorato spostando il focus, scherzando su un malcostume degli italiani. “Pensionata si finge parente di Mango per saltare la fila al pronto soccorso”.

Come ogni giornale che si rispetti anche Lercio ha varie sezioni…
Certo, non ci facciamo mancare niente: siamo divisi in sezioni. C’è economia, politica, ci sono i sondaggi, le previsioni del tempo, gli annunci, l’oroscopo. L’oroscopo è falso per davvero, perfetto, siamo falsi pure noi. Ma falsi dichiarati.

In un contesto in cui fake news e notizie manipolate o deformate proliferano come vi muovete?
Il nostro non è un giornalismo di fake news, è mock journalism, dove mock significa prendere in giro. Quella che prendiamo in giro è la stampa stessa. Facciamo molti interventi nelle scuole di giornalismo o in università e quando ci invitano proviamo a mostrare le differenze: saper distinguere tra vero, falso strumentale per manipolare e falso satirico è fondamentale, anche se non sempre semplice.

Online sono numerosi i siti che offrono una guida su come smascherare le fake news, basta fare una ricerca e cominciare a utilizzare qualche piccolo accorgimento… ci puoi fare anche tu qualche esempio?
Quando alla fine di una notizia senti puzza di bruciato stai leggendo una cazzata. Se provi odio esagerato, terrore esagerato o le cose appaiono troppo assurde, forse qualcuno sta cercando di farti pensare qualcosa e istigarti, molto spesso all’odio. Noi però in questo mare di fake news siamo una certezza. Se leggi qualcosa firmato Lercio non avere dubbi: è sicuramente una cazzata.

Su Facebook c’è una pagina che è piena di notizie assurde. “Ah ma non è Lercio”…
Esisteva già da tempo, parlava di news assurde ma vere. Quando poi siamo nati ha cambiato nome. Molti ci chiedono se siamo noi, ma no. Sono altri ragazzi con cui abbiamo un rapporto di stima, che linkano notizie realmente pubblicate dai giornali, dove a volte assurdo è il fatto che un giornale le pubblichi e a volte è la notizia stessa ad esserlo. Ci fa molto piacere che in giro si usi “Questa è una lerciata”, per indicare notizie stravolte. Il punto è che non è il giornalismo a imitarci. Siamo noi che imitiamo un modo sbagliato di dare i titoli, orientato solo al clickbait, ossia un titolo pensato per acchiappare click. Noi ci rifacciamo a un sito che lavora in modo molto analogo, The Onion. Un sito di satira americano seguitissimo, ma ci sono anche molti cugini europei con cui stiamo lavorando…

E che state facendo?
In Spagna c’è El Mundo Today, poi c’è Le Gorafi, anagramma di Le Figaro, il celebre quotidiano francese, in Germania Der Postillon, in Olanda Der Speld, in Irlanda the Waterford Wisper News e in Austria Die Tagenpresse. Insieme stiamo lavorando a The Big Satire, un progetto sovranazionale, in cui condividiamo tra noi delle battute che possono aver senso anche tradotte. La nostra “Mario Draghi sbaglia per tre volte il pin e blocca tutte le banche di Europa” per esempio è andata fortissimo in Germania e noi dai tedeschi abbiamo preso una news fashion: “Moda inverno. In arrivo sciarpe per caviglie”. Magari in futuro faremo qualcosa insieme, sia online, sia dal vivo…

Lercio Live è un altro vostro progetto, in cui portate le vostre battute davanti a un pubblico, gira voce che arriverete anche a Londra. Come sta andando?
Questa parte più performativa è nata un po’ alla volta. Ci capitava di leggere le nostre battute nei locali, hanno cominciato a chiamarci e alla fine abbiamo messo su un finto telegiornale. In parte ripercorriamo la storia di Lercio, diamo spazio ai commenti dei lettori e proponiamo anche un quiz, in cui leggiamo un titolo e invitiamo il pubblico a capire se la notizia è vera o ce la siamo inventata noi. A Londra ci arriveremo nelle prossime settimane, c’è tanto pubblico, è una città che ha bisogno di tanti camerieri, perfetta per gli italiani.

Torniamo alla carta, qualche anticipo del vostro terzo libro che presenterai a Bergamo?
Nasce tutto da un’idea: come sarebbe stata la storia del mondo se fossimo vissuti ai tempi della Genesi, nell’Ottocento o in altre epoche? Abbiamo poi raccontato tutto questo con il nostro stile, costruendo notizie del passato come: “Einstein dice alla moglie di aver bisogno di spazio e tempo”, o ancora “Conte Ugolino squalificato da Masterchef” oppure “Morto Pietro il primo papa. La chiesa si domanda: e ora cosa facciamo?”.

Questo sito utilizza cookies tecnici e di analisi statistica, propri e di terze parti. Per maggiori informazioni sui cookie, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, consulta la nostra pagina . maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi