L’insospettabile Palazzo Polli Stoppani

Con la mostra “Incanto svelato” per la prima volta apre le porte in Città alta l’antica dimora di Vittorio Polli e Anna Maria Stoppani, gioiello di pietra e d’acqua. E il sogno di una casa-museo, finalmente si avvera.

Quante volte risalendo per via San Giacomo abbiamo sfilato incuranti davanti a una galleria di ingressi, portoni e portoncini? Città alta, si sa, nasconde tesori ma il più delle volte non ci è dato vedere quali spazi, architetture e giardini si nascondono dietro la compatta e uniforme cortina di case che si affaccia sui vicoli. Così, la sorpresa è davvero assicurata varcando oggi la soglia al civico n. 9 per entrare in un Palazzo Polli Stoppani di cui prima d’ora quasi tutti ignoravamo l’esistenza.

Il nome della dimora già evoca molto: impossibile non ricordare la figura “epica” ed eclettica di Vittorio Polli il cui nome è legato indissolubilmente alla storica Manifattura di Valle Brembana, al Museo della Valle di Zogno di cui fu fondatore, e a tutta una serie di saggi e pubblicazioni che giustificano il suo soprannome di “custode” della Valle Brembana.

Ciò che di lui non sapevamo è che nel 1960 aveva acquistato quest’antico palazzo – edificato attorno al 1500 su progetto di Pietro Isabello e poi ristrutturato nel XVII secolo – per farne non solo la residenza principale sua e di sua moglie Anna Maria Stoppani, ma anche il luogo per far crescere insieme, giorno dopo giorno, il sogno di una casa-museo dove un giorno condividere con la gente una straordinaria collezione di dipinti, sculture, gioielli antichi e oggetti preziosi. A Sandro Angelini fu affidato il compito di un intervento di recupero capace di valorizzare le caratteristiche uniche di questo luogo.

Negli anni, per vari motivi, il progetto di Vittorio e Lolly, com’era affettuosamente chiamata Anna Maria, cambiò fisionomia, e gran parte della straordinaria collezione fu venduta allo scopo di costituire una Fondazione che proseguisse nel tempo, in memoria dei coniugi Polli,  attività benefiche e assistenziali, oltre che a garantire il sostentamento all’amato Museo della Valle di Zogno.

La Fondazione nasce nel 2009 per volontà di Anna Maria Stoppani e come da suo desiderio oggi si insedia nel Palazzo di Città alta, dopo un nuovo e impegnativo intervento di restauro che ha predisposto anche spazi per ospitare mostre temporanee. A seguire la rinascita di questo luogo unico, è stato il nipote di Vittorio ed Anna, Francesco Gavazzeni, che ha vissuto con loro e che oggi opera nella Fondazione.

Il Palazzo conserva intatta tutta la sua storia: già all’ingresso, la parete rocciosa di fondo svela come l’edificio fu costruito aggrappato direttamente sulla roccia di Città alta, godendo anche dell’accesso diretto ad una fonte d’acqua. A rivelarlo sono due fontane: una collocata all’esterno, nota come la Fontana di San Giacomo, l’altra posizionata all’interno dello splendido cortile rinascimentale attorno al quale si sviluppa la casa. Una scala-galleria sale fino alla via sotto il palazzo del liceo Sarpi, rasentando un piccolo giardino dove sono resti di un muro dell’antico monastero di Rosate.
Sala dopo sala, ancora oggi, il Palazzo accoglie tutti i visitatori con l’atmosfera calda di una casa dove memorie antiche, epopee moderne e mecenatismo si intrecciano indissolubilmente.

Vuoi visitare in anteprima il Palazzo? Il sito della Fondazione Polli Stoppani ci offre un VIRTUAL TOUR.

L’incanto è svelato

L’occasione per inaugurare Palazzo Polli Stoppani è la mostra “L’incanto svelato. L’arte della meraviglia da Tiepolo a Manzù” che, promossa da Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità Bergamasca, riunisce oltre settanta opere d’arte provenienti da Collezione Fondazione Cariplo e da prestigiose raccolte pubbliche e private bergamasche, in un percorso dedicato al tema della meraviglia, intesa come scoperta del mondo nella sua dimensione sorprendente e immaginosa: dalla conoscenza scientifica, raccontata attraverso l’allegoria, il ritratto e la Wunderkammer (Camera delle Meraviglie), fino alla pittura di paesaggio tra Settecento e Ottocento. Non mancano veri capolavori, come la grande coppia di “Cacciatori” di Giambattista Tiepolo, il “Pastorale” di Giacomo Manzù, il prestito eccezionale della Croce di argento e corallo del Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli. E ancora: Baschenis, Ceruti, Appiani, Maggiolini, Botero, Minguzzi.

Da non perdere, prima opera in mostra, la splendida “macchina planetaria” dell’abate e geniale scienziato Giovanni Albrici proveniente dal  Gabinetto di Fisica del Liceo Classico Statale “Paolo Sarpi, che verso il 1781 riproduce il sistema solare e la volta celeste in questo globo in cui le costellazioni sono punteggiate da cristalli e stelle dorate.

Info mostra:

  • Fino al 24 febbraio 2019
  • Ingresso libero
  • Orari: Giovedì e Venerdì 16.00 – 19.00 > Sabato e Domenica 10.00 -19.00

Calendario eventi:

Disponibile in mostra e sul sito www.artgate-cariplo.it e www.fondazionebergamo.it/lincanto-svelato-larte-della-meraviglia-da-tiepolo-a-manzu/

 

 

Questo sito utilizza cookies tecnici e di analisi statistica, propri e di terze parti. Per maggiori informazioni sui cookie, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, consulta la nostra pagina . maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi