Breve storia di “Water Music” di Händel

“Water Music Festival” nasce da un episodio che lega il grande compositore tedesco a re Giorgio I

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

Nel 1717 re Giorgio I chiese a Georg Friedrich Händel di comporre una serie di brani da suonare in un’esibizione sul fiume Tamigi. Alla richiesta del re Händel rispose scrivendo diversi brani orchestrali, per un totale di tre suite, intitolate “Water Music”, “Musica sull’Acqua”. I pezzi vennero eseguiti sul fiume di Londra il 17 luglio di quell’anno, quando il compositore di Halle aveva trentadue anni. Da questo episodio deriva l’idea di “Water Music Festival”. Il ciclo di tre concerti organizzati da Uniacque Spa e dal Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo.

Furono cinquanta i musicisti protagonisti di quel concerto. Suonarono su una chiatta vicina alla chiatta reale, su cui re Giorgio I ascoltò l’esecuzione insieme ad alcuni amici intimi. “Water Music” è una composizione di musica di parata, capace di creare una forte suggestione figurativa. Händel voleva infatti evocare l’immagine del corteo regale che scivola sulla superficie dell’acqua. Le tre suite piacquero molto al sovrano, tanto che ordinò ai musicisti di ripetere l’esecuzione tre volte. Non gli importò che questi, alla terza esecuzione, fossero letteralmente esausti.

I movimenti orchestrali di “Water Music” vennero pensati da Händel per un’orchestra barocca in grado di farsi sentire all’aperto. Un ensemble formato da un flauto traverso, due oboi, un fagotto, due corni, due trombe e gli archi a cui era affidato il basso continuo. La strumentazione fu disposta sulla chiatta, mentre il clavicembalo, per questioni di peso, rimase a riva.
Tuttavia la chiatta non era ferma. Così le suite non avevano un ordine definitivo, ma variavano a seconda della distanza della chiatta dell’orchestra da quella reale. I pezzi lenti vennero suonati quanto le due chiatte erano vicine, mentre i brani più allegri furono proposti quando erano a maggiore distanza. Insomma erano le correnti del Tamigi, in qualche modo, a decidere la scaletta.

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

(“Ritratto di Georg Friedrich Händel” di Edouard Hamman – Händel a sinistra)

C’è anche una leggenda legata a “Water Music”. Pare che Händel si cimentò in queste suite per riconquistare il favore di Giorgio I. Il re infatti aveva al suo servizio il compositore tedesco quando era ancora in Germania. Il trasferimento a Londra aveva portato a una perdita di favore nei suoi confronti. Questa leggenda, raccontata da John Mainwaring (primo biografo di Händel) è stata smentita dai discepoli del compositore. In ogni caso, se di leggenda vogliamo parlare, è proprio “Water Music” ad essere entrata nella Storia della musica. Nei secoli venne proposta in più occasioni, fra cui la splendida versione di Jordi Savall con Le Concert des Nations del 1993.

Della prima esecuzione di “Water Music”, che fu un vero e proprio evento, sono rimaste delle testimonianze anche sulla stampa dell’epoca. Questo è uno stralcio del Daily Courant che due giorni dopo il concerto scrisse: “Giovedì sera, verso le otto, il re si è imbarcato a Whitehall in una barca aperta […] e ha percorso il fiume sino a Chelsea. Erano presenti altre barche con molti notabili, così numerose che tutto il fiume ne era coperto. Un’imbarcazione era riservata alla musica, con cinquanta strumenti di ogni tipo che suonarono per tutto il tempo […] le più belle Sinfonie espressamente composte per l’occasione dal Sig. Händel. Al re piacquero tanto che se le fece ripetere più di tre volte, all’andata e al ritorno. Alle undici ci fu una cena, indi un altro bellissimo concerto, sino alle due; dopo di che, sua Maestà tornò alla sua barca e rifece lo stesso tragitto, mentre la musica continuò a suonare, fino all’approdo”.

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