5 gite in montagna con laghi e laghetti adatte ai bambini

Passeggiate nella natura in provincia di Bergamo con tutta la famiglia e tanta acqua

Come unire la voglia di refrigerio, quella di passare una bella giornata con i bambini e fare una gita fuori porta? Con un bel giro in montagna, in posti bagnati dalle acque di sorgenti, fiumi, laghi e laghetti. Abbiamo selezionato 5 mete, molto diverse fra loro ma adatte a genitori e figli.

Laghetto del Pertus
Cominciamo da un passeggiata facile facile: al laghetto del Pertus (quota 1193) ci si può arrivare anche in macchina, oltre che dai numerosi sentieri che salgono sia da un versante che dall’altro. Infatti, il passo del Pertus (traducibile come “pertugio”) mette in comunicazione la Valle Imagna e la Valle San Martino.
In auto si va verso Forcella Alta (provincia di Lecco) e ci si ferma nel comodo parcheggio di via Valcava. Il Pertus offre una bella vista panoramica della parte lecchese e della Valle Imagna. C’è un bar ed è possibile prendere il solo e giocare sul prato. Il laghetto non è molto grande ed è popolato di rane. Dal Pertus si districano diversi sentieri, a seconda dei desideri e dell’impegno si può raggiungere il monte Linzone, Resegone, Ocone… Con i bambini consigliamo la passeggiata verso il monte Tesoro che dista solo mezz’ora.

Le sorgenti dell’Enna
Una meta più avventurosa, alla scoperta delle sorgenti del torrente Enna, in Val Taleggio. Si parte dal ponte della Lavina (frazione di Taleggio) o – per una passeggiata un po’ più lunga e “montagnosa” – dal centro di Vedeseta (i due percorsi alla fine si sovrappongono). La strada è ombreggiata e al piano, adatta a tutta la famiglia. Segue il percorso del torrente e si possono apprezzare tante piccole pozze e cascate.
Lungo il percorso ci sono aree attrezzate per la sosta e il picnic. Per arrivare dai piedi delle sorgenti alla grotta da dove sgorgano impetuose si deve salire di pochi metri per un sentierino abbastanza ripido in cui bisogna prestare un po’ più di attenzione, comunque nulla di troppo difficile o pericoloso. È possibile poi compiere il percorso dell’Enna a ritroso, anche in macchina: il torrente sfocia nel Brembo a San Giovanni Bianco, dopo avere formato i tre chilometri dell’“orrido” della Val Taleggio.

Lago del Prato
Facilmente raggiungibile a piedi, questo piccolo laghetto naturale nel cuore delle Orobie è l’ideale per chi cerca una passeggiata tranquilla, con area pic nic attrezzata. Situato in un ampio pianoro, regala piacevoli attimi di relax con tutta la famiglia. La strada per arrivarci è quella per il Rifugio Longo, ma ci si ferma ben prima, dopo poco più di un’ora di cammino. L’auto è da parcheggiare sopra Carona, svoltando a sinistra sopra il cimitero.
Si lascia la macchina sul parcheggio nei pressi del tornante e di ci incammina lungo la strada di servizio dell’Enel, in gran parte sterrata, prima ripida e poi sempre più dolce. Il percorso raggiunge dopo poco l’abitato di Pagliari (1314 m), un borgo antico e ormai quasi disabitato che merita una visita. Si prosegue passando nei pressi delle cascate della Val Sambuzza, proprio a fianco della strada. Poi si arriva alle baite della località Dosso e si prosegue fino al lago del Prato, ottimo per giocare nei prati e nel bosco vicino.

Montisola – Santuario della Ceriola
Qui l’acqua non è la meta, ma il mezzo. Nella fattispecie il traghetto, che serve per andare a Montisola. Già questa è una piccola avventura con i bambini. Il Santuario della Ceriola (così chiamato perché la statua della Vergine è ricavata sa un ceppo di cerro) è sulla sommità di Montisola e offre un panorama che vale la fatica, oltre a una bella chiesa da visitare, con numerosi ex voto.
Il sentiero per Cure – Santuario della Ceriola parte da Peschiera Maraglio, nei pressi dell’Ufficio Turistico. Dopo un breve tratto in paese con alcuni gradoni si entra nel bosco, imboccando una mulattiera. Sul percorso è presente una piccola area attrezzata, man mano la vista diventa sempre più panoramica. Il sentiero si spiana e si raggiunge a breve l’abitato di Cure. In primavera ed estate c’è anche un servizio navetta che da Peschiera porta a Cure, da qui sono sufficienti 20 minuti per raggiungere il Santuario. Due le vie percorribili nell’ultimo tratto: una, più lunga, porta all’ingresso sud (appena prima del paese, svoltare a destra e risalire la mulattiera, massi posti a gradoni conducono in pochi passi all’ingresso sud del Santuario) e l’altra all’entrata nord. Questo è un percorso più urbano: si attraversa l’abitato di Cure fino a raggiungere la santellina dedicata alla Madonna e si svolta a destra, raggiungendo la chiesa percorrendo le tappe della via Crucis.

La Buca del Corno
La Buca del Corno, a Entratico, è una delle poche grotte visitabili in Lombardia ed è facilmente accessibile. Ci si può arrivare in auto, parcheggiando alla sommità della Via Corno e facendo 10 minuti a piedi, o con una passeggiata di una mezzoretta. In quest’ultimo caso si segue il sentiero della “Pendesa” che risale la collina dal centro storico del paese. Le indicazioni per la Buca del Corno sono in ogni caso precise e puntuali.
La grotta è «attiva», cioè è percorsa da un corso d’acqua che può raggiungere discrete portate in caso di piogge. L’acqua si riversa nella cavità da un enorme inghiottitoio, oltre i confini del parco. In questi frangenti, la visita alla grotta risulta ancora più affascinante, visto che dai tanti arrivi laterali si attivano dei piccoli corsi d’acqua che si riversano nella condotta principale. L’ambiente sotterraneo è ricco di vita, sostenuta proprio dal corso d’acqua che dall’esterno veicola tutto il materiale organico.
La Buca del Corno, di epoca Giurassica, è interessante da un punto di vista geologico, archeologico, paleontologico e naturalistico (uno degli abitanti della grotta è un rarissimo coleottero, l’Allegrettia Pavani). Con i suoi 385 metri di lunghezza, fin dall’antichità da sempre rivestito nel territorio un ruolo importante, da semplice riparo e luogo sacro nell’antichità, a interessantissima fonte di notevoli spunti geologici, archeologici, paleontologici e naturalistici, nell’ultimo cinquantennio. Le visite, della durata di due ore circa, sono organizzate dalla prima domenica di aprile fino all’ultima domenica di settembre (ad eccezione delle giornate di pioggia), dalle ore 14,30 alle 17. Visite infrasettimanali solo su prenotazione con almeno 8 partecipanti. Attorno alla Buca del Corno c’è un ampio parco con area pic nic e servizi igienici, l’ideale per trascorrere una giornata all’aperto.

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