Una barriera contro l’oblio

Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo della tragedia delle foibe. Tante le iniziative a Bergamo

Dal 2004, in Italia, ogni 10 febbraio, si celebra il Giorno del Ricordo che vuole conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale”.

A mantenere vivi il ricordo e la riflessione riguardo quei fatti dolorosi è l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Fondata nel 1947, come “maggiore rappresentante sul territorio nazionale degli italiani fuggiti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale sotto la spinta della pulizia etnica delle milizie jugoslave e lo spettro delle foibe; ne derivò l’esodo di 350.000 persone di ogni ceto sociale e la morte violenta di migliaia di innocenti nelle foibe. A sessant’anni da quegli eventi, prima e seconda generazione degli Esuli istriani, fiumani e dalmati in tutta Italia collaborano e si confrontano per il riaffioramento di quella pagina di storia italiana negata per decenni per motivi di politica internazionale”, si legge nella presentazione dell’associazione.

Esiste una sezione anche a Bergamo, che nel dicembre scorso ha ricevuto la medaglia d’oro dal Comune. “E’ un riconoscimento immenso, non ce l’aspettavamo. E’ stata una grande sorpresa, siamo stati molto contenti”, commenta Edoardo Uratorio, vicepresidente della sezione bergamasca.

Classe 1946, fiumano, nel 1948 se ne va da quella terra con i suoi giovani genitori – avevano 25 anni – e la sorella maggiore. “Siamo stati a Udine nel centro di raccolta dei profughi. C’era chi voleva stare in Italia, chi voleva andare in America, in Australia. Noi siamo venuti a Bergamo perché ci abitava uno zio di papà che era fiumano. Era un dipendente statale ed era stato trasferito in città. Avendo già un contatto non passammo per il campo di raccolta profughi della Clementina. Siamo stati con lui un paio di mesi e poi abbiamo trovato casa in Città Alta e abbiamo vissuto lì. Con i bergamaschi ci sono stati sempre buoni rapporti e ci hanno sempre voluto bene. I miei amici bergamaschi mi hanno insegnato il dialetto”.

Accoglienza sì, ma anche necessità di ricordare: “È importante che la massima autorità nazionale e le istituzioni valorizzino questo aspetto della nostra storia. Il riconoscimento di questo giorno, ufficializzato a livello istituzionale e nazionale, ha salvato il nostro mondo di esuli. È un riconoscimento che garantisce la nostra esistenza

Per questo le iniziative dei prossimi giorni per raccontare cosa è stato il dramma istriano sono fondamentali: “Per conoscere qualcosa, c’è bisogno che qualcuno ce lo racconti e chi racconta deve sapere bene. In passato, la preparazione nella scuola riguardo questi fatti non era aggiornata. Adesso invece c’è più conoscenza e anche gli insegnanti hanno a cuore queste pagine di storia, anche perché c’è l’impegno da parte del Ministero dell’Istruzione. Spero che quello che siamo, che raccontiamo e che comunichiamo venga raccolto e portato avanti. Mi auguro che venga ricordata la pagina di storia delle nostre terre dell’Italia orientale, soprattutto che sia fatto patrimonio degli studenti perché è storia italiana. Ci sono ancora oggi polemiche e negazionismi: bisogna stare attenti, in guardia, perché se queste posizioni si lasciano andare rischiano di avere il sopravvento. Il Giorno del Ricordo è una barriera contro coloro che vogliono negare. Quello che è la verità va rispettata”.

Una barriera che a Bergamo avrà molti mattoni: incontri, spettacoli teatrali e proiezioni di film. 
Ecco alcune segnalazioni di Eppen:

 

Giovedì 7 febbraio, ore 20.30
Auditorium della Scuola Media di Mapello
Sorelle”.
Con Anna Teotti e Francesca Cecala
Uno spettacolo scritto da Alessandra Domenighini, per la regia di Sergio Mascherpa
Ingresso libero

Sul palco due donne della stessa età e con le stesse storie, solo le origini sono diverse. Attraverso il loro dialogo, emergeranno i fatti salienti che portarono ai massacri delle Foibe, all’esodo Istriano, alla nascita della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia.
In guerra si perde tutti. Forse, più di tutte, perdono le donne, le madri, le mogli costrette ad accettare la morte di coloro per cui vivono.

 

Giovedì 7 febbraio, ore 20.30
Sala polivalente della Biblioteca di Villa di Serio
Memoria e altre memorie”
Ingresso libero

Per la Giornata della Memoria e il Giorno del Ricordo Francesca Agazzi tratterà di “La discriminazione ieri e oggi: dalla violenza razziale alla violenza di genere”. Introdurrà Gianluigi Della Valentina e don Carlo Maria Viscardi proporrà una riflessione finale.

Giovedì 7 febbraio, ore 20.45
Auditorium comunale di Ponteranica
“Foibe. I tanti volti di una tragedia”
Ingresso libero

Un incontro con il professor Claudio Buttinoni e musiche a cura di Natalya Chesnova.

Venerdì 8 febbraio, ore 21
Auditorium Cuminetti di Albino
Ingresso libero

Sabato 10 febbraio, ore 21
Cineteatro Gavazzeni di Seriate
Ingresso libero

“Red Land”
di Maximiliano Hernando Bruno

La storia delle foibe viene narrata in un film che è un racconto corale incentrato sulla figura di Norma Cossetto, figlia del podestà di Visinada, studentessa in Lettere che stava completando la tesi intitolata Rosso Istria (Red Land), per il colore della terra ricca di bauxite. Fu imprigionata, torturata, stuprata e uccisa dai partigiani Titini nell’ottobre del 1943.

Venerdì 8 febbraio, ore 20.45
Palestra della scuola primaria di Berzo San Fermo
Ingresso libero

Una serata con l’intervento dello storico Marco Cimmino e le testimonianze di chi ha vissuto l’esodo.

Sabato 16 febbraio, ore 21
Teatro della Fondazione Rubini di Romano di Lombardia
Il sentiero del padre”
Scritto e raccontato da Davide Giandrini, per la regia di Franco Palmieri
Rassegna “Stasera a teatro!”
Ingresso libero

Francesco è un bambino di 10 anni nato a Pola, Italia, nel 1936. Sua madre si chiama Maria e suo padre Gianni. Tra il 1945 e il 1947 Pola è occupata dagli slavi che rapinano, violentano e infoibano gli italiani. Molti hanno deciso di scappare, Maria di restare e il padre di salvare suo figlio. Gianni e il piccolo Francesco fuggono nella notte con uno zaino grande e uno piccolo. Camminano per sette giorni e sette notti nel bosco per salvarsi la vita.

Venerdì 8 febbraio, ore 20.30
Teatro degli Storti di Alzano Lombardo
“Urla dalle foibe”
Pandemonium Teatro
Di e con Lisa Ferrari
Luci e videoproiezioni Max Giavazzi
Spettacolo da 11 anni
Ingresso: adulti 8,00 € adolescenti 6,00 € ingresso gratuito per i ragazzi delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di Alzano 
Info: 035 235039

Quante pagine di storia ancora ignoriamo perché mai scritte e raccontate? E quante di queste, seppur riconosciute, vengono taciute per politiche d’opportunità? Può un eccidio di migliaia di persone attraversare ben 60 anni di colpevole silenzio? Lisa Ferrari salirà ancora una volta sul palcoscenico narrando e leggendo per dare voce a chi racconta il suo vissuto, quello della terribile esperienza delle foibe, che ha fatto scomparire tanti padri e madri di figli che non si sono mai rassegnati e che in questo spettacolo ritrovano voce nelle parole interpretate dall’attrice.

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