Fiori bellissimi che si possono trovare in montagna d’estate

La flora spontanea alpina tra specie protette, erbe mediche e fiori tossici / FOTOGALLERY

Quando affrontiamo un’escursione in montagna, spesso dimentichiamo di essere solo provvisori ospiti di un universo dove piante, fiori, arbusti e rovi sono i principali abitanti. Ecco perché per chi vuole godere appieno della bellezza della natura orobica è importante conoscere e familiarizzare con la flora locale. Così, per muovere i primi passi verso questo mondo misterioso e ricco di fascino, oggi abbiamo deciso di spostarci da una veduta macro verso un punto di vista decisamente micro.

Forse qualcuno di voi ricorderà le splendide fioriture del crocus ad aprile in Val Brembana o le “narcisate” primaverili della Valcava. Certamente, la primavera e l’autunno orobici danno le più grandi soddisfazioni in termini di fioriture. Tuttavia, anche i mesi estivi possono riservare grandi e coloratissime sorprese.
Attenzione però: “quel mazzolin di fiori che vien dalla montagna” è bene che in montagna rimanga. La maggior parte delle specie sono infatti protette e ne è vietata la raccolta. Se proprio volete conservarne un ricordo, immortalatele in uno scatto.

Ma vediamo quali varietà di flora alpina offrono il meglio di sé in questo periodo. Tra giugno e luglio fiorisce lo splendido rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum), arbusto caratterizzato da fiori a calice con una gradazione di colore che va dal rosa chiaro al rosso porpora. Ma il ferrugineo – più diffuso su rocce silice – è solo una delle due specie di rododendro presenti in bergamasca. L’altra infatti è il rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum), presente invece su rocce carbonatiche e dolomitiche. Inoltre per tutta l’estate nei pascoli non è raro imbattersi nelle macchie azzurro-blu delle genziane o quelle purpuree del fiordaliso alpino.

Sui 1200 – 2580 metri, con stazioni riportate a 500 metri in casi particolari, tra rocce e terreni calcarei vivono invece esemplari di camedrio alpino (Dryas octopetala), con candide fioriture fino ad agosto – il camedrio si trova anche fra il collio, una roccia “mista”. Mentre fino a 2600 metri crescono globularie (o vedovelle).
Trovare i fiori cerulei delle campanelle (Campanula) è invece molto facile, perché colonizzano pressoché ogni habitat. Nella provincia di Bergamo ne sono state censite 20 specie, alcune non di immediata riconoscibilità (come la campanula martinii o la campanula carnica).

Se volete fare scorta di frutti di bosco invece capitate a fagiolo. I ribes fruttificano in luglio e sono ricchi di vitamina C e indicati contro la fragilità dei vasi sanguigni. Senza contare che le loro foglie possono essere impiegate per infusi e decotti dalle caratteristiche antireumatiche e diuretiche (non si butta via niente). Lamponi, more e mirtilli maturano tra luglio e agosto in zone fresche e ombrose, sotto i 2000 metri. Ottimi come marmellata, a noi piacciono anche in una bella ciotola con una spruzzatina di panna.

A proposito di erbe medicinali non vanno dimenticate l’erica (Erica carnea) e il brugo (Calluna vulgaris): fioriscono rispettivamente in primavera (su terreni calcarei) e in autunno (su terreni acidi). Caratterizzati da un altissimo contenuto di sali minerali, erano usati un tempo per bagni con lo scopo di alleviare i dolori reumatici, ma anche per curare le reni.

E a proposito di rimedi naturali, sapevate che le radici dei non ti scordar di me sono utili nelle terapie relative ai problemi respiratori, come infiammazioni dei polmoni o tosse? Al di là di questo impiego, le fioriture azzurre di questa piantina vi aspettano per tutto luglio e agosto in pascoli e prati dalla pianura alla montagna.
Habitat simile anche per le margherite comuni e per il ranuncolo selvatico, pianta dai caratteristici fiori giallo-oro che conta oltre 1600 diverse specie, quasi tutte tossiche. Ebbene sì, questo apparentemente innocuo fiorellino dorato cela delle insidie: se ingerito può provocare vomito, diarrea o capogiri. La cosa positiva? Dai suoi semi viene estratto un colorante usato come insetticida naturale.

Prima di lasciarvi incantare dai colori della nostra gallery, concludiamo la nostra carrellata botanica con la più comune e bistrattata pianta di tutto l’arco orobico: la pungente ortica. Fastidiosa e infestante nell’immaginario collettivo, in realtà l’Urtica dioica ha un sacco di qualità positive: usata nelle terapie per il diabete e per combattere diarree, in passato i suoi semi venivano impiegati anche per curare tubercolosi e bronchiti. Come se non bastasse, ha un alto contenuto di amminoacidi e oli essenziali, vitamine e sostanze azotate.
Insomma, anche le piante sembrano volerci suggerire che ciò che conta non è l’aspetto esteriore. Mi raccomando però: niente fai da te se non sapete riconoscere le piante perfettamente. La natura riserva sempre qualche insidia.

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