Sant’Agata: l’ex carcere che ospita spettacoli e arte

Con «Share³», due giorni di teatro all’interno dell’ex carcere in Città Alta. Il complesso, luogo accogliente per varie forme artistiche, diventa ancora una volta palcoscenico di nuove storie.

Non è la prima volta che l’ex carcere di Sant’Agata ospita forme artistiche e spettacoli teatrali, a volte anche specifici e pensati appositamente per la struttura. Complesso affascinante e ricco di storie, nel suo passato è stato monastero (fino al 1798) e carcere (fino al 1978). Dopo essere stato per più di 30 anni in disuso, le sue porte sono state riaperte alla cittadinanza nel 2015 e grazie al progetto ExSA, acronimo di Ex carcere Sant’Agata, promosso dall’Associazione Maite, vengono recuperati più di 2000 mq attraverso attività e sperimentazione socio-culturale aperte alla città.
Dopo due anni di sperimentazione, nel 2017 l’ex carcere è stato assegnato a Maite, tramite Patto di Collaborazione con il Comune di Bergamo che è proprietario dell’edificio, legittimando così la presenza costruttiva e innovativa del progetto nel tessuto culturale e sociale cittadino.

Venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre la struttura ospiterà tre spettacoli teatrali con le compagnie Teatro Ex Drogheria di Bergamo, Elea Teatro/Industria Scenica di Milano e Francesca Franzè di Brescia. Insieme formano il progetto “Share³”, riconosciuto dal Mibac – Ministero per i beni e le attività culturali come compagnia teatrale under 35, in cui i tre gruppi mantengono la loro identità a livello di produzioni, ma mira a condividere diversi processi produttivi e significa anche mettere in relazione sensibilità e professionalità affini che difficilmente troverebbero uno spazio collegiale di incubazione in un panorama teatrale che spesso risente in primis della parcellizzazione e dell’isolamento reciproco.

Venerdì 30 alle 21,30 inaugurerà la due giorni di spettacoli: “Ommioddio” della compagnia Francesca Franzè. Uno spettacolo sull’inaspettato al cui centro c’è il tema dello scorrere del tempo raccontato attraverso la grottesca vicenda vissuta da una donna anziana. Con occhi nuovi e un pizzico di ironia, la rappresentazione svela il più umano dei desideri: quello di non voler essere dimenticati e di vivere la possibilità di un futuro basato sul ricordo, attraverso le speranze che arrivano solo quando non vengono attese.

Di recente ha vinto l’ultima edizione del premio Experimenta, si tratta di “Luca Luna” monologo di teatro d’infanzia di Teatro Ex Drogheria e sarà rappresentato sabato 1 alle 17. Luca è un bambino che sta per partire. Nei panni di un piccolo astronauta viaggerà per raggiungere la luna, dove cercare i suoi genitori. Il viaggio di Luca è la grande metafora dell’assenza, della vita e della morte. Uno spettacolo divertente e delicato per raccontare come, fra immaginazione e onirismo, si possa affrontare il tema del distacco emotivo.

Sempre sabato 1, ma alle 21,30 sarà proposto “Pout Pourri” di Elea Teatro/Industria Scenica. Irriverente spettacolo nato nel 2009 per il centenario del Futurismo, propone una narrazione scoordinata, ma fedele ai movimenti e alle parole protagoniste dei palchi italiani dei primi del Novecento. Un pout pourri è un insieme casuale di fiori e frutti essiccati dal profumo pungente, così lo spettacolo appare come un miscuglio di scene che reinterpretano le modalità e i colori di un varietà d’epoca, echi di parole e forme che riadattano oggi i grandi temi del movimento di Marinetti: la velocità, l’aggressività, l’energia e la ribellione.

Ingresso: 10 euro, 5 euro per “Luca Luna”, due spettacoli: 15 euro, tre spettacoli: 20 euro.

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