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Appuntamento con il concerto «Sj Quartet Christmas Live».

 

Per il primo appuntamento di «Musica sotto l’albero», la mini rassegna di concerti che accompagnano al Natale proposta dal Comune di Valbondione e dall’ufficio turistico, sarà il timbro caldo e brillante della tromba del piccolo prodigio del jazz Matteo Vertua a condurci nell’atmosfera natalizia. L’opportunità per sentirlo all’opera sarà sabato 8 dicembre presso la Sala Polifunzionale di Valbondione dove si esibirà con il suo SJ Quartet Christmas Live (alle ore 21, ingresso gratuito) reinterpretando i grandi classici del jazz.

Conosce a memoria gli standard di Thelonious Monk, Charlie Parker e Duke Ellington; Matteo Vertua, 15 anni di Stezzano, trombettista da quando ne aveva otto, ha come mito Dizzy Gillespie e da grande vorrebbe diventare jazzista. Per il suo talento ha ricevuto la borsa di studio, dal valore di 1.500 euro da utilizzare in un triennio, dall’associazione La passione di Yara, che sostiene artisti e sportivi promettenti. L’interesse per la musica nasce in famiglia. Il papà Maurizio suona la chitarra da trent’anni nella M Street Band, votata al rhythm and blues e al soul; durante i suoi live il figlio, fin da piccolo, era affascinato dalla tromba. “A sei anni avevo chiesto di suonarla nella banda del paese, ma avevano rifiutato perché, essendo troppo piccolo, la mia capacità polmonare era ridotta e così mi sono dedicato al piano finché in terza elementare ho imbracciato il mio strumento preferito”, racconta il ragazzo che oggi frequenta il liceo musicale «Secco Suardo» a Bergamo, sotto la guida del professor Giovanni Abbiati, affiancando alla tromba l’organo. Da due anni segue anche le lezioni a Suonintorno di Gorle, dove è allievo di Sergio Orlandi. Il suo quartetto, SJ, riprende, infatti, le iniziali della scuola e della parola jazz. L’obiettivo è trasformare e arricchire brani storici. Ne fanno parte anche il suo compagno di liceo Nicola Carrara, al contrabbasso, 16 anni, di Vall’Alta, il fratello Samuele, 18 anni, che studia allo scientifico, Daniele Bonacina, 18 anni, di Ranica, che si dedica al clarinetto in conservatorio.

Appena trova tempo libero dagli impegni scolastici, Vertua insegue i suoi miti: tra i contemporanei, Paolo Fresu e Fabrizio Bosso. Ma per ricercare gli altri suoi modelli bisogna andare indietro mezzo secolo. “Mi piace Dave Brubeck, anche se pianista, per lo stile, mentre i miei pezzi preferiti sono «Doxy» di Sonny Rollins, brano apparso per la prima volta nel 1957 nell’album «Bag’s groove» di Miles Davis e «Watermelon Man», pubblicato nel 1962 da Herbie Hancock”. Oggi molti giovani musicisti si dedicano alla fusion, introducendo suoni elettronici. “Credo che il passato sia la base per poi arrivare a comporre materiale inedito”, sostiene il ragazzo, che recentemente ha vinto il concorso per giovani talenti al Grassobbio Music Festival con una versione elettronica di «Bella ciao» e che, durante l’ultima festa della Dea, ha incantato il pubblico neroazzurro di 12 mila persone con una toccante reinterpretazione di «The Sound Of Silence». 

Dettagli

Data:
8 Dic 2018
Ora:
21:00 - 23:59

Tags Evento

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