60 minuti di adrenalina in una Escape Room

Tensione, paura, divertimento e ingegno. Le stanze da cui fuggire a Bergamo e dintorni

Le Escape Room, a Bergamo come altrove, sono l’ultima tendenza in fatto di giochi ad alto tasso di tensione. Il meccanismo è lo stesso che la mia generazione trovava in videogame punta e clicca come Monkey Island, dove era necessario trovare qualcosa per fare qualcos’altro.

Ma in queste stanze chiuse da cui bisogna letteralmente evadere, risolvendo enigmi e trovando oggetti tutto è dannatamente reale. Non è un videogame e non è nemmeno un film come “The Cube”.
Certo, chi non riesce nell’ora di tempo concessa per risolvere tutti i rompicapi – che spesso sono i tasselli di una storia noir abbastanza inquietante – viene comunque liberato. Tuttavia le Escape Room rimangono giochi non adatti ai claustrofobici.
Vediamo quali sono, e come sono fatte, le Escape Room di Bergamo e provincia. Ma prima un po’ di storia e una mini-guida per capirci qualcosa di più.

Takao Katoe

Chi è costui? Takao Katoe (foto sopra) è l’inventore di un primo modello di Escape Room. Fu lui, appassionato di manga, ad iniziare a proporre in Giappone nel 2008 i riaru dasshutsu, cioè dei giochi di fuga da bar e locali, riempiendoli di indizi. Il meccanismo (di successo) è stato immediatamente importato in America e poi anche in Europa.
Secondo Wikipedia, oggi le Escape Room nel mondo sono oltre tremila. In Italia si sono diffuse ovunque e non solo nella città. Il sito www.mapescape.com ne ha censite oltre duecento settanta. Milano, che ne ha più di 20, è l’indiscussa capitale del fenomeno nel nostro Paese.
Le Escape sono diventate così diffuse e popolari che anche TripAdvisor ha dovuto raggruppare queste attività in una categoria dedicata. Non solo per aiutare gli utenti a identificarle, ma anche perché le valutazioni estremamente positive le piazzavano spesso ai primi posti nelle cose da fare delle varie città.

Come si gioca

In pratica si viene immersi in un contesto artificiale con un tempo limitato per risolvere una catena di enigmi che darà come risultato finale la chiave con cui aprire una porta ed uscire fisicamente dalla stanza.

Ci sono scenari horror, thriller, altri più neutri ma altrettanto emozionanti. Ogni Escape è infatti a tema per far vivere ai giocatori esperienze sempre diverse ed entusiasmanti. Si può essere rapiti da un maniaco, oppure intrappolati in una piramide, aver avuto accesso al laboratorio segreto di Leonardo, o a un bunker militare. Ma qualche Room prevede la trasformazione virtuale in membri di una banda di ladri nel caveau di una banca. Senza dimenticare le stanze in cui si è gli unici sopravvissuti di una mortale epidemia.

Alle Escape Room si partecipa in gruppo, da due a sei persone, a seconda dello scenario. Essere campioni di Risiko o di Assassin Creed non vi aiuterào: occorrono intuito, abiliità logico-matematiche nella media, fantasia, capacità di fare squadra. I prezzi sono abbordabili, in media 20 euro a testa. Per giocare bisogna sempre prenotare.

Con o senza attore

Ma perché questo successo? Perché si tratta di un gioco di squadra cooperativo, adatto a qualsiasi tipo di giocatore. Immediato, originale, con poche regole. Ma al contempo estremamente adrenalinico e con un forte impatto emotivo. Un modo di giocare nuovo e particolare che ha interessato molto anche studiosi e manager, tanto che a Milano, all’interno dell’Unicredit Pavilion, è stata creata una Escape Room virtuale per testare il comportamento dei soggetti in gruppo.

Ci sono due tipologie di Escape Room: quelle con attori figuranti che balzano dentro la stanza per spaventare i giocatori o rallentarli nella loro azione, e quelle senza antagonisti e solo con degli enigmi da risolvere. Le prima sono più dinamiche ed esperienziali, le seconde più statiche e logiche.

E il giocatore tipo? Non esiste perché, salvo i più piccoli, tutti possono fare una Escape: la fetta più importante va dai sedici ai cinquant’anni. Gruppi di amici giovani, studenti, nerd, qualche famiglia ma anche colleghi perché le Escape vanno benissimo per il Team Building (a tal proposito scegliete con cura i vostri compagni di Escape ed evitate i mr. so tutto io o le miss mi spavento per niente).
Anche la videosorveglianza fa parte del gioco ed è meglio così perché la forza di suggestione di questi luoghi è alta e qualcuno potrebbe andare nel panico. E la privacy? Quella meglio non considerarla anche se ovviamente non viene registrato niente.

Veniamo adesso alla parte più difficile: raccontarvi alcune Escape Room senza fare spoiler. Che è anche il motivo per cui le immagini che vedete sono ben poco attinenti ai contenuti delle stanze: nessun gestore ci ha giustamente concesso fotografie della stanza, salvo alcuni dettagli, per non rovinare la sorpresa dell’ambientazione. In compenso abbiamo recuperato anche un paio di trailer. Godeteveli.

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