La montagna accogliente di Enrico Camanni

Il 20 giugno ad Astino per la rassegna “Crocevia”. Dopo di lui Meroi, Borgna e Cognetti

Comincia giovedì 20 giugno a Bergamo, al monastero di Astino, il ciclo di serate promosso dalla rivista Orobie “Crocevia, sentieri e autori che si incontrano”. Il primo ospite sarà Enrico Camanni, alpinista e giornalista torinese presidente di Sweet Mountains. Fil rouge della rassegna sarà il tema della sostenibilità e della montagna che accoglie. A riguardo Camanni non ha dubbi: “La montagna è un luogo nel quale l’accoglienza è un obbligo”. “Andiamo – afferma – verso una società sempre meno accogliente. La montagna ci aiuta a trovare nuovi modelli sociali. Ci sono molte iniziative in questo senso e sempre più persone lasciano le città per trasferirsi nelle ‘terre alte’”.

Qualche esempio?
Gli Appennini sono forse il laboratorio più attivo in questa direzione. I segnali positivi ci sono, belle testimonianze, ma spesso non si sa cosa fa il vicino, non c’è condivisione. È importante, per cambiare le cose, mettere in rete tutte le esperienze.

Sono situazioni nelle quali si dà valore a un’accoglienza che va oltre il semplice ospitare.
Lo stiamo vedendo come Sweet Mountains sulle Alpi occidentali. Parliamo di rifugi, ostelli e altre forme. Abbiamo censito circa 300 realtà nelle quali si punta al turismo e al vivere la montagna con l’incontro delle persone, la conoscenza più approfondita. È passato il tempo dell’emozione fugace.

Quindi la parola chiave è incontro?
Esattamente. Ed è ridicola la presunta separazione tra città e montagna. Dobbiamo lavorare nella direzione di una nuova cultura basata su scambio e conoscenza. Soltanto così si possono cambiare le cose. La gente deve capirlo.

Qual è il suo augurio per la montagna?
Che finalmente venga considerata un pezzo di mondo e non una periferia. La montagna deve essere vista, proprio per le sue potenzialità, come uno dei laboratori di trasformazione della nostra società, per ottenerne il cambiamento.

Anche i giovanissimi, Greta Thunberg ne è la prova, si fanno sentire.
È un momento cruciale per il pianeta e servono scelte molto serie. La montagna, se gestita bene, può diventare il polmone verde e il motore di sviluppo sostenibile per l’Europa. Però basta speculazioni: negli ultimi 20 anni abbiamo vivacchiato, il tempo è scaduto.

Ricorda il suo primo incontro significativo in montagna?
Avevo 14 anni e compii una piccola ascensione con un grande alpinista valdostano, Luigi Carrel. Rimasi impressionato dalla sua armonia nel muoversi nella natura senza lasciare traccia. Nessun impatto. Ecco, posso dire di aver conosciuto un uomo che era veramente in pace con la montagna.

Saranno quattro gli appuntamenti di “Crocevia”, realizzata dalla rivista Orobie in collaborazione con inLombardia e Regione Lombardia. Main sponsor è Italcementi-HeidelbergCement Group. Per l’incontro di Astino c’è il contributo di Fondazione Mia – Congregazione misericordia maggiore e Valle d’Astino. Gli altri incontri saranno il 30 agosto a Lecco con Nives Meroi, il 16 settembre a Monza con Irene Borgna e il 20 settembre a Morbegno (Sondrio) con Paolo Cognetti.
Gli incontri sono a ingresso gratuito su prenotazione (i posti sono limitati) inviando una mail a redazione@orobie.it o telefonando allo 035.240.666 oppure su Eventbrite.

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