Dove regna Santa Lucia

Stanotte arriva Santa Lucia: amatissima e venerata, legata al solstizio d’inverno e al ritorno della luce. Scopriamo insieme tutti i paesi del mondo dove viene festeggiata.

Stanotte arriva Santa Lucia: amatissima e venerata, legata al solstizio d’inverno e al ritorno della luce, Patrona della vista. Il suo culto, nel Nord Italia, è legato alla dominazione veneta. Le spoglie della Santa furono portate dai Bizantini a Costantinopoli (la Santa è venerata anche dalla Chiesa Ortodossa). Nel 1204, durante la quarta crociata, il Doge Enrico Dandolo sottrasse le reliquie e le portò a Venezia, dove furono riposte nell’ex chiesa di San Geremia, oggi Santuario di Lucia. Non è un caso che la Santa porti doni ai bambini di Bergamo, Brescia e altre città che furono sotto la Serenissima, ma non ai piccoli milanesi. Ma quindi, dove regna Santa Lucia?

Siracusa

Santa Lucia è la patrona di Siracusa,  dove subì il martirio il 13 dicembre 304, durante le persecuzioni di Diocleziano. Gli abitanti della città sono orgogliosissimi della loro patrona: la mattina del 12 dicembre il simulacro argenteo viene traslato dalla sua nicchia all’altare maggiore al grido di “Sarausana jè” (Siracusana è). Le celebrazioni sono precedute dalla “tredicina”, 13 giorni di preghiera. La sera  del 12, al termine dei vespri solenni in Cattedrale, viene distribuita ai fedeli la “cuccìa”, dolce tipico legato alle celebrazioni luciane, a base di grano cotto, ricotta e arancia candita. Il 13, nel pomeriggio, inizia la partecipatissima processione che parte da piazza Duomo e che arriva nella Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro (luogo del martirio, un tempo fuori dalla città) intorno alle 22.30. Il ritorno del simulacro è previsto il 20 dicembre, con tappa al Santuario della Madonna delle Lacrime, per l’incontro fra Maria e Santa Lucia. La tappa successiva è all’Ospedale Umberto per dare conforto agli infermi, con ritorno in Cattedrale intorno alle 23. I 192 portatori di Santa Lucia (48 per ogni turno) vengono estratti a sorte e sono chiamati “Berretti verdi” per il copricapo che li contraddistingue.

Verona

Impossibile dare conto di tutte le città e i centri italiani dove Santa Lucia è venerata. Raccontiamo in particolare la storia di Verona, perché dà una spiegazione originale sul perché la Santa porti doni ai bambini. Secondo la leggenda, verso il XIII secolo in città si era diffusa una grave malattia degli occhi che aveva colpito in particolare i bambini. La popolazione aveva allora deciso di chiedere la grazia a Santa Lucia, compiendo un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di Santa Agnese, dedicata anche alla martire siracusana (ora Palazzo Barbieri, sede del Comune scaligero). I bambini, provati dal freddo, non avevano intenzione di partecipare al pellegrinaggio, fin quando i genitori promisero che se li avessero accompagnati la Santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno, numerosissimi doni. I bambini accettarono, l’epidemia terminò e da quel momento è rimasta la tradizione dei doni. Ogni anno si allestiscono i “Banchetti de Santa Lussia” (le banacarelle di Santa Lucia) e il 13 dicembre si portano in chiesa i bambini per ricevere una benedizione degli occhi.

Svezia

In Svezia Santa Lucia è molto sentita. Le processioni di Santa Lucia si tengono all’alba del 13 dicembre e simboleggiano il ritorno della luce nel buio dell’inverno. Sono guidate da una bambina o ragazza che impersona Lucia, con una veste bianca e una coroncina di candele in testa, seguita da damigelle e paggetti che indossano vesti bianche e portano candele. Lucia e le sue damigelle donano dolci allo zafferano (lusserkatter) e biscotti allo zenzero (pepperkakor) agli spettatori. Questa tradizione venne introdotta dall’aristocrazia svedese nel Settecento, e prevedeva che la figlia maggiore vestisse i panni di Lucia e servisse la colazione a letto ai genitori la mattina del 13 dicembre. La tradizione come la conosciamo ora prende piede nel Novecento, quando un quotidiano di Stoccolma nel 1927 lanciò il primo concorso tra i lettori per votare la Lucia più bella. Anche ora ogni anno viene incoronata una Lucia in ogni città.

Buenos Aires

A Buenos Aires vive una folta comunità cattolica di siracusani, in particolare nel barrio (quartiere) di Barracas, dove si trova la Parrocchia di Santa Lucia. Qui, nel 1948, i fedeli fecero realizzare al professor Vincenzo Assenza e suoi collaboratori una copia del simulacro argenteo di Santa Lucia custodito nel Duomo di Siracusa, un’opera realizzata tra il 1590 e il 1600 dall’argentiere palermitano a Pietro Rizzo e raffigurante la Santa in posizione eretta, con il braccio destro proteso in avanti e reggente un  piatto con gli occhi, mentre la sinistra impugna la palma del martirio.

Santa Lucia è un simbolo di Barracas e il 13 dicembre tutto il quartiere si riunisce di fronte alla Parrocchia per la processione con la statua della Santa, posta su un carro decorato da moltissimi fiori e trainato dai fedeli. Anche a Mar del Plata, città nella provincia di Buenos Aires, si venera una  immagine miracolosa di Santa Lucia.

La locandina dell'evento

Slovacchia

In Slovacchia Lucia, in contraddizione con la tradizione cristiana, è rappresentata nei racconti popolari come una potente strega. La gente credeva che in questo giorno si potessero vedere le streghe. La più tipica tradizione associata al tredici dicembre è la marcia delle “Lucie”, donne (in qualche regione anche uomini) travestite con vesti bianche o una coperta bianca.

Il giorno di Santa Lucia è associato con profezie sull’amore. Le ragazze scrivevano i nomi di diversi ragazzi in dodici foglietti e lasciavano il tredicesimo foglietto piegato in due bianco. Ogni giorno veniva bruciato un foglietto, la mattina di Natale il penultimo e la notte l’ultimo. Il nome nell’ultimo foglietto era il nome del ragazzo con cui la ragazza si sarebbe sposata. Se l’ultimo era il foglietto bianco significava che l’anno seguente la ragazza non si sarebbe sposata.

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Croazia

In Croazia il giorno di Santa Lucia l’usanza è di piantare dei chicchi di grano in un piattino con della terra. Le piantine vengono custodite con cura e fatte crescere fino alla Vigilia di Natale, come simbolo di fertilità e nuova vita. A seconda di come cresce il grano, si prevede come andrà il raccolto o – allontanandoci dalla tradizione agricola – se l’anno sarà prospero e felice. Talvolta, per avere “previsioni” personalizzate ogni membro della famiglia pianta il suo vasetto di grano. A Natale, quando il grano sarà cresciuto fino a formare una verde erbetta di qualche centimetro, l’usanza vuole che lo si decori con un fiocco o una candela per usarlo come decoro della tavola.

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