Se il Decameron rinasce nel Castello di Valverde

Dal 16 al 20 luglio deSidera mette in scena un classico di Boccaccio “per sfuggire alle pesti del presente

Sette donne, tre uomini e una villa di campagna in cui rifugiarsi per dieci giorni e sfuggire alla peste nera che tormenta Firenze nel 1348. Dieci giorni in cui il tempo si ferma nell’attesa che passi il flagello e cento novelle, una a testa per ogni giorno, per trascorrere le ore raccontandosi storie, alcune dall’umorismo dissacrante, quello che Boccaccio attribuisce ai suoi giovani personaggi nel Decameron, un classico della letteratura del Trecento.
Oltre sei secoli dopo il Castello di Valverde, lontano dalle colline toscane, ma vicinissimo a quelle di Bergamo, accoglie altrettanti attori, protagonisti di “uno spettacolo che si propone di sfuggire alle pesti che stanno tornando ad affiorare nella nostra società”.

Insieme a loro anche il pubblico, che per cinque serate, dal 16 al 20 luglio potrà aggirarsi tra giardini, saloni, vasche e colonnati del quasi sconosciuto Castello di Valverde in Città Alta (via Maironi da Ponte, 3), dove debutterà “Decameron Suite”. Appuntamento alle 20.45 di ogni sera nel chiostro centrale del castello, dove una cornice introduttiva accoglierà i visitatori, che muniti di mappa avranno la possibilità per un’ora di esplorare gli angoli del palazzo in cui andrà in scena lo spettacolo (ingresso 10 €, prenotazioni sul sito di deSidera).

La nostra Suite rilegge in chiave contemporanea le novelle boccaccesche – spiega Tiziano Ferrari di Spaz10 Teatro, alla regia insieme a Lucia Menegazzo e alla coreografa Martine BucciIn scena in un’affascinante villa a due passi da Città Alta, una dimora storica raramente aperta al pubblico”.
Dopo aver valutato alcuni altri luoghi in provincia, per un caso fortuito l’organizzazione ha scoperto il Castello di Valverde: “L’idea era quella di trovare uno spazio che richiamasse quello originale citato nell’opera di Boccaccio – continua Ferrari – Un luogo immerso nel verde e isolato, dove il tempo potesse restare sospeso anche per il pubblico. Come i giovani protagonisti del Decameron, ci piaceva che anche gli spettatori potessero lasciarsi alle spalle per qualche tempo telefoni, fatica, stress e caldo, immergendosi nelle novelle di questo classico”.

Originariamente appartenuto alla famiglia Medolago e oggi di proprietà della famiglia Cattaneo Carrara, il castello è uno spazio privato, che deSidera Teatro punta ad aprire e far conoscere: “il nostro obiettivo nello strutturare il cartellone è anche proporre spettacoli in luoghi inconsueti – spiega l’organizzatrice del festival Chiara BettinelliLa prima sfida anni fa è stata portare insieme al circolo Maite uno spettacolo nell’ex Carcere di Sant’Agata in Città Alta, che non era ancora stato recuperato, poi sono arrivati Palazzo Visconti di Brignano e il castello di Pagazzano. Ogni anno da gennaio cominciamo con i sopralluoghi in posti sconosciuti o quasi e il lavoro del festival procede di pari passo a questa attività di ricerca”.

La possibilità di creare uno spettacolo nato solo ed esclusivamente per un luogo è cosa rara – continua il regista di Spaz10 Teatro – e con Decameron Suite è stato possibile. Inoltre il pubblico non si troverà seduto come a teatro, ma la possibilità di spostarsi all’interno della villa lascerà tutti molto liberi, sia di seguire danzatori e attori, sia di ascoltare suoni e movimenti senza soffermarsi su una storia in particolare, godendosi l’atmosfera”.

“Decameron Suite” non è solo site specific – studiato appositamente per quel luogo – ma anche sound specific: “infatti Daniele Torri, già attivo collaboratore della compagnia – prosegue Ferrari – ha studiato delle composizioni ad hoc per lo spettacolo, associando delle note a ogni cifra del numero 1348, anno in cui è ambientata l’opera di Boccaccio, creando delle frasi cicliche all’interno di questa sequenza, come fatto in precedenza da altri musicisti, tra cui quelli che hanno firmato composizioni basate sulla sequenza di Fibonacci”.

La sperimentazione non sarà solo in musica in Decameron Suite: “ogni attore ha interpretato e riscritto una novella di Boccaccio scegliendo una propria cifra stilistica – conclude Ferrari – C’è chi canta una canzone di Daniele Silvestri che sembra scritta appositamente per la novella messa in scena e chi ha scelto di lavorare con il video. Tutte le storie però lavorano su diverse declinazioni di un unico tema, il femminile: abbiamo individuato il corpo come motore centrale insieme alla forza della donna, che riesce ad affermarsi ed emanciparsi in modi diversi nel Trecento come oggi”.

http://www.teatrodesidera.it

(foto Lucia Menegazzo)

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