10 consigli per un mondo senza plastica (con l’aiuto di Filippo Solibello)

Lunedì 22 aprile alla Fiera dei Librai con “SPAM – Stop plastica a mare”. E intanto una piccola guida plastic-free

L’ultimo libro di Filippo Solibello si intitola “SPAM – Stop plastica a mare”. Lunedì 22 aprile lo presenterà alla Fiera dei Librai (ore 17), dove porterà la sua visione ecologista del presente, in cui la plastica è un grave problema da affrontare.
Solibello ha infatti immaginato un mese plastic free scrivendo trenta post-it per piccoli gesti quotidiani che possono cambiare il futuro del nostro pianeta e salvare il mondo (mari e oceani in primis) dalla plastica. Noi ne abbiamo scelti dieci, seguendo i consigli e i capitoli del libro. Un volume che con storie e interviste di personaggi molto diversi fra loro (scienziati, ma anche pescatori ad esempio) affronta di petto il tema dell’inquinamento cercando di tracciare la strada a una nuova coscienza ecologica.

A colpire subito è la copertina del volume, con la foto che ha smosso le coscienze più di mille convegni sull’ambiente: il “cavalluccio parlante” che si tira dietro un cotton fioc. “È più di un’immagine slogan che ha fatto il giro del mondo: è servita a dare il via ad una consapevolezza più concreta, come un grido d’aiuto degli oceani soffocati dalla plastica – racconta Solibello – Io l’ho ascoltato e seguito. Così è nato il mio viaggio di un mese in Italia e all’estero per capire davvero il problema dei polimeri in mare”.

Del resto il tema dell’ambiente è sempre stato il pallino di Solibello, conduttore radiofonico di Radio 2 ma soprattutto deus ex machina di “M’illumino di meno”: “Quella della plastica è un’emergenza mondiale e ho viaggiato dall’America all’Olanda fino alla Turchia per approfondire il tema. Il libro è stato pensato come un diario di un viaggio e la cosa più curiosa è che da quando ho accettato la sfida ho conosciuto ricercatori, politici e attivisti di tutto il mondo che si stanno mobilitando per combattere questa emergenza. Ma ognuno di noi, se vuole, può fare la differenza”.

E allora cominciamo a farla anche noi questa differenza con 10 piccoli gesti quotidiani che possono cambiare il futuro del nostro pianeta e ci possono far vivere meglio.

La borraccia è cool (e pure personale)
Colorate, semplici, marmorizzate, effetto legno, floreali, dorate e scintillanti. La borraccia è pratica, leggera, sostanzialmente infrangibile e facilmente lavabili. Insomma, niente più bottigliette di plastica.

La plastica usa e getta è illegale
Dite addio ai sacchetti di plastica usa e getta, sono illegali. L’Italia è stato il primo Paese a metterli al bando (dal 2018) ma ancora oggi quattro su dieci circolano illegalmente (dato Altroconsumo). Si trovano soprattutto al mercato, nei negozietti di souvenir, al mare. Solibello lo definisce “il racket dei sacchetti di plastica, uno dei modi in cui ancora oggi, in tutta Italia, la criminalità organizzata realizza profitti mettendo in commercio sacchetti di plastica illegali”. Che spesso finiscono in mare tra pesci e tartarughe.

Al supermercato con le borse riutilizzabili (all’infinito)
Per sostituire i sacchetti di plastica ci sono le borse riutilizzabili, riciclabili o compostabili, quelle che puoi usare all’infinito. Possono essere di tela, di carta o in plastica spessa. Per non dimenticarsele nel cassetto di casa basta metterle in auto.

Vestire plastica riciclata
Scegliere vestiti e soprattutto scarpe che derivano dalla plastica riciclabile. Adidas e Parley insegnano con Air (Avoid, Intercept, Redesign, foto sopra). Tradotto vuol dire: evita la plastica nella progettazione dei materiali quando puoi, oppure usa plastica riciclata come materia per ridurre la produzione di plastica vergine; intercetta, ovvero pulisci, recupera quanti più rifiuti plastici puoi dai mari, dalle spiagge, dai fiumi; e infine riprogetta con materiali nuovi, alternativi, sostenibili, innovativi. Come scrive Solibello i marchi sopra citati hanno deciso di eliminare l’utilizzo della plastica vergine nei loro prodotti e di sviluppare linee che vanno dal nuoto, al running, alle tute, alle scarpe, insomma a tutto quello che vi può servire quando fate sport.

La bellezza del pianeta è nelle nostre mani
Ok tra meno di un anno (il 1° gennaio 2020) saranno banditi per legge e anche in questo caso l’Italia è il Paese apripista. Stiamo parlando delle microplastiche nei prodotti cosmetici. Microscopiche sfere di plastica che servono, per esempio, per far “scivolare” meglio il prodotto sulla pelle, o per rendere i prodotti più performanti: finiscono negli scarichi del bagno, quindi nelle fogne e nei mari, a fare compagnia alle altre microplastiche che derivano dalla decomposizione delle macroplastiche.
Si chiede Solibello: le nostre dive del cinema saranno ugualmente bellissime? A rispondere ci hanno pensati quelli della Novamont che hanno già realizzato Celus-Bi Microbeads, i microgranuli biodegradabili utilizzabili come agenti esfolianti in prodotti cosmetici e per la cura della persona.

I cotton fioc (anche se biodegradabili) non vanno nel wc
Dal primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore la legge che vieta la vendita e la produzione di cotton fioc in plastica, una piccola grande rivoluzione che vede l’Italia fra i primi Paesi a sperimentare nuove regole ambientali, anticipando i divieti previsti dall’Ue. Quelli nuovi dovranno essere tutti compostabili e biodegradabili, dovranno avere indicazioni sul corretto smaltimento e citazioni con il divieto di gettarli nel wc, dove finora finiva il 91 per cento dei bastoncini.
Oggi i cotton fioc rappresentano il 9% dei rifiuti ritrovati sulle nostre coste e in ogni spiaggia italiana se ne contano in media sessanta. Quelli di nuova produzione saranno green e le aziende più virtuose li venderanno in confezioni di cartone.

Adotta un fosso
Perché buttare i rifiuti plasticosi dal finestrino dell’auto? Perché rimangono per strada e se non vengono raccolti per tempo si infilano lungo il bordo carreggiata. Poco male? Molto peggio: con la pioggia vanno nei canali e nelle rogge per poi finire dove sappiamo. Un dato che fa riflettere: l’80% della plastica che c’è nel mare arriva dalla terraferma e sta diventando un’emergenza ambientale che uccide l’ecosistema marino, le tartarughe soprattutto. Come scrive Solibello, “quelli di Fondazione Cetacea (onlus di Riccione impegnata a tutelare l’ecosistema marino) hanno promosso un progetto che si chiama ‘Adotta un fosso’ in cui chiedono a volontari, scuole, cittadini, di ‘curare’ i piccoli corsi d’acqua vicino alle loro case, alle loro città, fiumi, fiumiciattoli, canali, perché è proprio da lì che inizia la battaglia per tenere puliti i nostri mari”.

 

Bere senza cannucce
Tra i rifiuti killer ci sono anche le cannucce, tra i primi cinque rifiuti raccolti sulle coste e sulle spiagge. Si quelle belle e colorate che conosciamo tutti. Sapete quante cannucce si vendono ogni giorno sul pianeta? Un miliardo. “Per smaltire una cannuccia che usi per venti minuti, quando ci metti tanto, ci vogliano tra i duecento e i cinquecento anni. Venti minuti contro cinquecento anni”. Se non si può vivere senza cannucce, ci sono già diverse aziende che si sono lanciate nel business: cannucce edibili e aromatizzate, così te le mangi insieme al drink, oppure se siete veramente chic potete provare quelle riutilizzabili al bamboo o in acciaio.

Pescatori di plastica
Si avvicinano le vacanze e cosa c’è di più alternativo di andare ad Amsterdam per un tour nei canali della città raccogliendo plastica? Se la cosa vi alletta contattate l’associazione Plastic Whale il cui fondatore Marius Smit si è inventato escursioni in barca con pesca di rifiuti di plastica, tra i canali di Amsterdam. A oggi, sottolinea Solibello, più di ventuno mila persone hanno pescato la plastica nei canali di Amsterdam, hanno raccolto quasi 200.000 bottiglie di plastica e riempito più di 3500 sacchi di rifiuti. Le barche costruite sono ormai undici e l’attività della compagnia di insoliti pescatori ora si è estesa anche a Rotterdam.

Greta Thunberg insegna
Studiare e farsi una cultura. Può sembrare banale, scontato, un po’ presuntuoso. Ma così è. Gli scienziati cambieranno il mondo e avanti a studiare, ragazzi. Insomma con tutta questa plastica in giro per il mondo è ora di appassionarsi al tema, costruirsi un pensiero critico e farsi una coscienza. Greta Thunberg insegna.

Questo sito utilizza cookies tecnici e di analisi statistica, propri e di terze parti. Per maggiori informazioni sui cookie, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, consulta la nostra pagina . maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi