Tra carte, plance e miniature: i migliori giochi da tavolo per un inverno divertente

Le festività natalizie sono un’occasione per scoprire nuovi titoli e giocare insieme: da Dixit a Carcassonne ecco i must da non perdere.

Stufi delle solite tombolate di Natale e dei vari Monopoly, Scarabeo o Risiko? Basta poco per rivoluzionare le festività natalizie e le serate in famiglia o tra amici. La soluzione è nei giochi da tavolo, perfetti per coinvolgere, divertire e stare in compagnia. Anche in quest’evo digitale, infatti, i giochi fatti di carte, plance, miniature e dadi stanno vivendo un secondo revival. C’è chi dice sia proprio perché permettono di vedersi di persona, perché allontanano per una volta dagli schermi o perché con qualche decina di euro offrono decine di ore di divertimento. Quale sia la ragione, questo periodo è il momento giusto per regalare un nuovo titolo o per portare sul tavolo qualcosa con cui divertirsi in famiglia e che vada oltre la solita tombola.

Ma quanti ce ne sono? Una miriade, più di 100 mila secondo La Tana dei Goblin, l’associazione ludica più importante in Italia che conta più di 30 affiliate sparse in tutta la nazione e più di 2000 associati. Fornire una classificazione completa non è cosa facile. La domanda più interessante, invece, è: come orientarsi in questo mare? La prima distinzione può essere fatta per tipo e target: ci sono giochi tematici, strategici, gestionali o aleatori, i primi di scuola German gli altri American. In mezzo le categorie: astratti, party game, giochi di carte e senza carte, di miniatura, collaborativi. Ogni gioco è come un film: c’è un tema, un’ambientazione, delle regole. Anche l’autore è importante, così come la cover.

Da neofiti, per orientarci in questo universo di giochi da tavolo abbiamo chiesto all’associazione Ludiverso-La Tana dei Goblin Bergamo di consigliarci qualche gioco intelligente, capace cioè di stimolare fantasia, destrezza, memoria in collaborazione o competizione. Ovviamente senza scopo di lucro o d’azzardo. Nata nel 2016 attorno a un gruppo di giovani che organizzava serate ludiche a Bergamo e provincia e, una volta all’anno, il BerGame, evento ludico che unisce giocatori, inventori di giochi, prototipi, associazioni e negozianti di Bergamo e non solo, Ludiverso organizza tutti i mesi serate ludiche gratuite, all’Edonè e al Polaresco per esempio, facendo giocare, giocare e giocare.

Lo scopo è quello di far conoscere o approfondire il vasto mondo dei giochi da tavolo (sulla pagina Facebook il calendario con tutte le date degli appuntamenti): «E chi ha dei titoli ma non sa con chi giocarci puoi ovviamente portarli perché non siamo collezionisti: ci piace condividere la passione per i giochi da tavolo – spiega la vicepresidente Adelaide Tomasi – . Oltre al lato ludico, infatti, c’è anche un fine sociale e culturale che è quello di diffondere i giochi intelligenti. Le nostre serate sono gratuite e aperte a tutti: c’è chi non ha mai giocato a niente e chi gioca da una vita, senza contare poi gli esperti, quelli che hanno fino a centinaia di giochi a casa. Organizziamo eventi anche per bambini in collaborazione con altre associazioni».

Ma come funziona? «Che sia un easy game night per neofiti o una heavy game night per i più esperti, entri ti siedi e giochi. Ciascuno propone un gioco e poi lo si sceglie insieme . Ci sono anche prototipi di giochi che vengono preparati apposta per essere provati durante le nostre serate». I titoli più richiesti? Difficile fare una classifica ma ci abbiamo provato sulla base di un sondaggio che ha coinvolto i soci dell’associazione (una sessantina) e i tanti partecipanti alle serate Ludiverso. A questi aggiungiamo una voce fuori dal coro che è Munchkin (su consiglio del sottoscritto): un gioco di carte non collezionabili che riprende il tema dei giochi di ruolo fantasy in un’esilarante parodia che prende di mira i giocatori il cui scopo è vincere (in un gioco di base non competitivo) o interessati solo a sviluppare le capacità di combattimento dei propri personaggi a scapito dell’interpretazione o dello sviluppo della storia. Non resta che augurare…buon gioco a tutti!

Dixit

Un gioco di carte tra fantasia e realtà per tutta la famiglia

È tra i titoli più in voga degli ultimi 10 anni, più immediato di una tombola e semplice di Monopoly: il gioco del momento si chiama Dixit e, non a caso, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo da ormai 10 anni (nel 2010 ha vinto lo «Spiel des Jahres», il premio per giochi da tavolo e giochi di carte assegnato annualmente e scelto tra i giochi pubblicati in Germania). Materiali ben fatti, tre regole in croce e spiegabili in pochi minuti mentre si gioca, Dixit è già nel mito di piccoli e grandi, perfetto per una serata tra amici o in famiglia, senza limiti di età, da giocare anche quando non si ha la comodità del tavolo di casa. Le carte non hanno numeri o simboli canonici: il cuore del gioco sono le sue illustrazioni bellissime, realizzate da Marie Cardouat. Per Dixit, infatti, bastano – si fa per dire – solo immaginazione, intuito, senso dell’umorismo, un po’ di follia e tanta voglia di divertirsi. A fare di Dixit un capolavoro sono soprattutto i disegni delle carte e grazie a una serie di espansioni è possibile ampliare il mazzo con carte dalle illustrazioni sempre fantastiche.

Ma come si gioca? All’inizio di ciascun turno, un narratore (che cambia ad ogni manche) sceglie una carta tra quelle che ha nel suo mazzo e la descrive utilizzando una parola, una frase, una citazione, un film, ma anche un suono o mimando. Gli altri giocatori selezionano tra le carte che hanno in mano quella che più delle altre potrebbe somigliare alla descrizione del narratore e gliela consegnano coperta.  L’obiettivo del narratore è evitare che la sua carta sia indovinata da tutti i giocatori o da nessuno di essi. Pertanto, nella descrizione, non dovrà essere né troppo preciso né troppo vago. Gli altri giocatori, invece, provano a indovinare la carta del narratore, ma contemporaneamente tentano di indurre gli altri a pensare che la propria carta dia quella da indovinare.

Giochi simili: Dreams, Muse

Carcassonne

Un grande classico di piazzamento in stile medievale

Carcassonne è un astuto gioco di piazzamento-posizionamento che prende il nome dall’omonima città del sud della Francia nota per le sue fortificazioni romane e medioevali. È stato – e continua a esserlo – uno dei giochi di maggior successo in assoluto e dei più venduti nel mondo (lo dimostrano anche le numerose espansioni). Come un «Domino» si tratta di un gioco a mappa componibile in cui la plancia viene creata dai giocatori durante la partita che, tradotto, vuol dire partite sempre diverse. Lo scopo del gioco (vincitore nel 2001 dello Spiel des Jahres) è quello di totalizzare più punti vittoria degli avversari prima che si esauriscano tutte le tessere che compongono il tabellone.

Ottimi materiali e una grafica semplice ma accattivante fanno di Carcassonne un grande classico anche per i neofiti dei giochi da tavolo. Il piano da gioco è costituito da una settantina di tessere paesaggio, quadrate, che rappresentano ognuna una parte di città medioevale quali aree cittadine racchiuse da mura, campi coltivati, monasteri, vie, incroci e curve. Sono presenti anche delle pedine «seguaci» che andranno posizionate sulle terre durante il gioco, segnalini per ogni giocatore e una tabella punteggio fino a 50.

Il gioco può essere affrontato essenzialmente in due modi: con piglio quasi scacchistico per cui ogni mossa viene soppesata all’infinito o in maniera «light» rendendolo un gioco molto scorrevole. Questo aspetto è legato ai giocatori che compongono il tavolo. Nell’ottica scacchistica, Carcassonne raggiunge le vette assolute in due giocatori, dove praticamente si trasforma in un gioco da tavolo strategico. A parte questo, è un ottimo «apri pista» per giocatori inesperti per la sue veste accattivante e simpatica: attenti, infatti, a sottovalutare la potenza dei contadini che a fine partita possono portare vere e proprie carrettate di punti.

Giochi simili: Isle of Skye, Cacao

Decrypto

Un party game di spionaggio tra il «dico e non dico»

Tra i nuovi party game usciti nel 2018 Decrypto mette tutti d’accordo. L’obiettivo di questo gioco di spionaggio è quello di decriptare i codici della propria squadra e intercettare quelli della squadra avversaria. Certo, non è un gioco immediatissimo da spiegare ma, una volta ingranato il primo turno diventa molto scorrevole (per capire le regole, la stessa cover corre in aiuto con uno specchietto riassuntivo sul retro). Il risultato è un gioco semplice ma intrigante, adatto a qualsiasi tipo di giocatore e la filosofia di fondo è quella del «dico e non dico»: il giocatore di turno deve infatti stare attendo agli indizi che fornisce per favorire alcuni giocatori ma non tutti. L’intesa diventa quindi fondamentale: i componenti di una squadra condividono 4 parole e, a turno, interpretano un decrittatore che dovrà far indovinare in che ordine mette 3 di queste 4 parole (l’ordine viene scelto casualmente pescando una carta).            

A suon di codici segreti da decodificare senza che gli avversari possano scoprire le nostre informazioni, i giocatori devono quindi cercare di scambiarsi messaggi. Nella pratica di gioco, il proprio team vince se colleziona due segnalini «Intercettazione» che derivano dall’aver individuato correttamente il codice della squadra opposta. Viceversa si perde se si ottengono invece due segnalini «Problemi di Comunicazione» quando non si riesce a individuare il messaggio trasmesso dal proprio compagno di squadra. Con una scatola piccola ma robusta, i materiali sono essenziali: due schermi con «lenti» rosse che ricordano tanti giocattoli del passato e che danno, quel tocco in più al gioco. Ma, soprattutto, 110 carte parola chiave per un totale di ben 440 parole che rendono Decrypto un gioco molto longevo.

Giochi simili: First Contact, Nome in Codice

Azul 

il gioco astratto bello da toccare e da vedere

Giocabile da tutti, bello da vedere e da toccare, Azul appartiene alla famiglia dei giochi astratti dalla forte componente grafica: il gioco ci porta infatti tra gli «azulejo», le fabbriche di mattonelle di ceramica della penisola iberica, dove il nostro compito è quello di costruire dei coloratissimi mosaici. Come? Piazzando tessere, appunto piastrelle, componendo nel corso del gioco fantastici mosaici che a fine partita saranno uno spettacolo per gli occhi.  Anche se astratto, infatti, in Azul la grafica fa da padrona e permette di immedesimarsi nel proprio ruolo di piastrellista. Anche i materiali sono ben curati, solidi, le tessere sono spettacolari e i cartonati sono molto resistenti.

Il gioco ha un regolamento semplicissimo: una paginetta fronte e retro, ricca di immagini, esempi e spiegazioni dettagliate per rendere il tutto comprensibile. A fronte di questa semplicità, Azul si rivela profondo e ricco di scelte da ponderare. La capacità di adattamento è fondamentale: le tessere escono casualmente e questo obbliga i giocatori ad adeguare la propria strategia a cosa è realmente disponibile, leggendo con attenzione le mosse degli avversari, per capire a quali tessere stanno puntando e quali non possono (o non vogliono) prendere.

Anche se la componente aleatoria (data dalla pesca casuale) rende ogni partita diversa dalla precedente, Azul è un gioco decisamente strategico e tattico che offre spunti per dar prova della propria capacità pianificativa a lungo termine. Non a caso nel 2018 ha vinto diversi premi, fra cui l’As d’Or e il prestigioso Spiel des Jahres come migliore gioco da tavolodell’anno.

Giochi simili: Hive, Hex

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