Le Capre a Sonagli sono diventate un videogioco sonoro

Videointervista quadrupla per il nuovo disco “Garagara Yagi”

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

Oggi esce il nuovo disco de Le Capre a SonagliGaragara Yagi” (Woodworm). Venerdì 15 marzo lo presenteranno live al Druso di Ranica. Le Capre sono una delle band più importanti del nostro territorio. Li abbiamo videointervistati tutti e quattro insieme.

“Garagara Yagi” – recita il comunicato di presentazione – è un disco “necronaif”, nutrito da “un’ossessione per l’estetica della morte che tutto ferma e trasforma”. Un videogioco sonoro impavido e sfrontato, ma soprattutto “ruvido”, nei testi e nei suoni, sui cui primeggiano elettronica e batteria, incalzanti e penetranti.

Loro lo collocano a metà “tra Gorillaz e CCCP in un live dei Queens of the Stone Age”, definizione che rende l’idea del doppio salto acrobatico intrapreso questa volta, grazie anche produzione di Tommaso Colliva (Muse, Afterhours, Calibro 35, Damon Albarn, Ghemon e molti altri).

Il primo singolo estratto è “Elettricista”. Qui sotto dopo la videointervista trovate track by track e il video (girato da Silvano Richini).

(foto Ivan Bignami)

Track by track

Dancehall
Ecco la poetica del disco, cafona e molto tamarra. Giochiamo con i generi e li sfottiamo pure, consapevoli di non essere simpatici alle categorizzazioni. Il perchè è molto semplice, intrattenimento e puro divertimento. Autoerotismo!

Elettricista
Il lavoro, le droghe e la morte. Storia di una tranquilla giornata di lavoro. Chi non affronta le fatiche del quotidiano con un piccolo aiutino? Praticamente nessuno; che sia la compagnia salda dell’amore famigliare o che sia più semplicemente la caffeina, tutti abbiamo bisogno di un aiuto. Il nostro elettricista trova il conforto nel profondo di una bottiglia di scotch.

Cocktail
Ridondante assolo alcolico che tracima in turbinii sonori alterati per una canzone che non vuole e non può che gridare a gran voce quanto l’animale umano brami e desideri l’oscurità dello sballo.

Nora
Domenica mattina, dopo una lunga lunga lunghissima nottata di bisboccia. La sveglia. L’ossessivo richiamo bitonale, freddo, ridondante e tassativo. Non basta, il sonno è più potente e la mente non si desta. L’ordigno esplosivo della domenica mattina si cela però sotto le coperte, l’essere iperattivo sdraiato al tuo fianco è pronto ad usare i suoi superpoteri per tirarti giù dal letto. Nora s’è desta!

Spacciatore
Lui vende porta a porta; non ritira la merce e non fa sconti. Adopera e consuma con frenesia il suo mirabolante tonico. Lui vende porta a porta, ma questa è la porta dell’inferno. Riuscirà il nostro eroe a vendere droga al diavolo con una buona provvigione?

Becchino
La frenesia della vita moderna si infrange come una gigantesca onda incapace di concepire l’immobilità della montagna. Il cane che aspetta il ritorno del padrone, il padre che attende il figliol prodigo. Il becchino che aspetta te!

Codice Bianco
In pronto soccorso l’emergenza è routine. Casi disperati si fiondano e si susseguono tra le corsie del reparto più animato dell’intero ospedale. Tu ti senti morire ma altri muiono davvero. Ore interminabili di sofferenze acute ma la tua cartella parla chiaro, codice bianco! La tua spina sotto il piede può attendere… forse.

Paracanudista
L’immagine di un paracadutista nudista può spiegare da sé quanto questa situazione sia grottesca. Se a questa immagine aggiungiamo le turbe mentali del suddetto, che spingono il soggetto ad un epico scontro tra lui ed i suoi demoni, emerge più nitidamente l’elemento chiave della canzone. Il nudismo è estremo ed il paracadutista senza paracadute è un ossimoro e un suicida.

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