Tre brutti anatroccoli per i diritti dei bambini

Tornano per il secondo anno i “Brutto anatroccolo Days”: tre diverse versioni teatrali della fiaba di Hans Christian Andersen proposte contemporaneamente su tre palchi bergamaschi in occasione della celebrazione della giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Una fiaba danese pubblicata 175 anni fa, ricreata in tanti modi diversi per celebrare la  Giornata dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nascono così i “Brutto anatroccolo Days”, che vedono impegnati i teatri per l’infanzia di Bergamo. Tre spettacoli, tre interpretazioni differenti della stesa fiaba, tre teatri di Bergamo e provincia. Un’unica data: domenica 18 novembre alle 16.30.

Questa seconda edizione prevede tre spettacoli omonimi, in contemporanea al Teatro San Giorgio, all’Auditorium di Piazza Libertà di Bergamo e all’Auditorium Cuminetti di Albino. “Per parlare dei diritti dei bambini abbiamo scelto la fiaba del brutto anatroccolo perché parla di diversità, ricerca di affetto, casa, cure”, racconta Viviana Messina di Teatro Prova.

La Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza celebra la data in cui la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia venne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il 20 novembre 1989. Tra i diritti dei bambini, quello all’istruzione: “Contro la povertà culturale vogliamo abituare le famiglie ad andare a teatro. Noi siamo una delle provincie con la più alta partecipazione teatrale e questo fa parte del bagaglio culturale dei bambini”, spiega Viviana Messina.

Il brutto anatroccolo è un simbolo, tanto da essere diventato un logo stampato sulle spillette che vengono dai ai partecipanti  agli spettacoli. Il biglietto di ingresso costa 6 euro, ridotto a 4 per i bambini con tessera Passe-partout. La tessera costa dieci euro, è valida per tutti gli spettacoli dei tre cartelloni (una settantina di proposte) ed è nominale per ogni singolo bambino, che può personalizzarla con un disegno.

La fiaba di Hans Christian Andersen verrà proposta in tre differenti versioni teatrali, tutte indicate a partire dai 3 anni di età. Scopriamole insieme.

L’anatroccolo tra libri-scenografie

Teatro d’attore con oggetti: questa la definizione tecnica dello spettacolo proposto da Teatro Prova (presso il Teatro San Giorgio di Bergamo, Via Fratelli Calvi, 12). La regia è di Silvia Barbieeri, in scena un’attrice sola: Chiara Masseroli (durata: 50 minuti, dai 3 agli 8 anni). A inquadrare gli ambienti della storia ci sono sei grandi libri tridimensionali. Sono libri scenografie, ciascuno dei quali identifica un posto in cui l’anatroccolo cerca appartenenza e casa: la casa-pollaio, di piumette e foglie; la palude con canne ed erba dove si affaccia il muso di un grosso cane; la catapecchia dove vivono la gallina che fa le uova e il gatto che muove la coda; uno stagno con le onde e gli spruzzi d’acqua, dove l’anatroccolo vive attimi di giocosa felicità; la stanza dei bambini, colorata, magica, profumata e il piccolo lago, nel quale specchiarsi, in mezzo al prato fiorito. Un grande ventaglio di piume e di cigni abbraccia l’intera scena. Attraverso un percorso avventuroso, il pubblico scopre con stupore e curiosità le scene che accolgono un frammento della storia, fatta di soliloqui, dialoghi, giochi e pantomime, valorizzate dall’utilizzo della musica e degli effetti sonori.

Una storia di origami

Sezione Aurea propone una versione del brutto anatroccolo dove gli animali dello spettacolo sono costruiti a grandezza naturale con la tecnica dell’origami (presso Auditorium di Bergamo, Piazza della Libertà, fascia di età consigliata da 2 a 8 anni; durata 45 minuti).

La messa in scena risale  ai tempi della collaborazione di Sezione Aurea con Paola Serafini, regista dello  spettacolo e interprete del teatro d’oggetti. La scenografia è di ispirazione orientale e i bambini e i loro accompagnatori possono essere coinvolti nella realizzazione degli origami e di portarsi a casa un origami del brutto anatroccolo. Gli autori sono Maura Mandelli, Elisa Rossini, le scene e costumi Diego Bonifaccio, gli origami di Sergio Rocchi, le musiche di  Carlo Biglioli.

La fiaba viene raccontata da un uomo che getta la lenza nell’acqua e mentre aspetta che i pesci abbocchino, ricorda la storia di un piccolo cigno inconsapevole della sua natura che, emarginato per la sua bruttezza, deve, da solo, scoprire il mondo del fiume. Per la sua semplicità di narrazione, questa versione è molto consigliata ai più piccoli.

Andersen a pupazzi

Viene da Arezzo la compagnia Nata, che porta la sua produzione del brutto anatroccolo all’ Auditorium Cuminetti di Albino (Via Aldo Moro 2). Lo spettacolo di Livio Valenti (in scena con Mirco Sassoli), ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen, è una rivisitazione con le tecniche del teatro di  figura che vuole insegnare ai ragazzi l’accettazione di sé, la meravigliosa avventura della crescita e la necessità di sognare e sperare; un modo per raccontare le diversità e le varie  tappe della vita, attraverso la crescita, l’accettazione di sé stessi e la scoperta dei propri talenti (durata: 55 minuti, età consigliata dai 4 agli 11 anni). L’uso dei pupazzi (creati da Roberta Socci), la narrazione e la freschezza dell’interpretazione, condurranno i piccoli spettatori all’interno di una storia dolce e divertente, che parla tanto al pubblico delle famiglie, quanto a quello delle scuole, dato lo spessore pedagogico della trama. Il testo è stato scritto in seguito agli incontri e ai laboratori tra gli artisti e gli alunni delle scuole di Arezzo.

La locandina dell'evento

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