Botticelli superstar

Da Andy Warhol a Lady Gaga, la sua Venere è una vera icona pop, e su di lui pensiamo di sapere proprio tutto. Ma l’”altro” Botticelli in mostra alla Carrara ci suggerisce che non tutto è come sembra.

Dicesi che Sandro era persona molto piacevole e faceta e sempre baie e piacevolezze si facevano in bottega sua, dove continovamente tenne a imparare infiniti giovani, i quali molte giostre e uccellamenti usavano farsi l’un l’altro.

Giorgio Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori (1568)

Tutta colpa della sua Venere e della sua Primavera se oggi nell’immaginario collettivo Sandro Botticelli è l’artista della grazia assoluta, della bellezza rinascimentale, eterea e perfetta, un maestro ideale, dedito soltanto all’arte e allo spirito. Eppure già i suoi contemporanei lo descrivono come un uomo cui piacevano le burla e gli scherzi, e come un grande e abilissimo imprenditore, capace di organizzare una bottega che riuniva schiere di collaboratori, pronte a soddisfare ogni esigenza di una ricca e varia committenza. Non a caso, già al suo tempo, le formule grafiche inventate da Botticelli  venivano copiate, replicate e adattate, proprio per la loro versatilità, anche a contesti molto diversi fra loro.

Botticellimania, fra arti visive e moda, film e performance.

Nasce da una console PSP e si ritrova in un mondo contemporaneo popolato dai brand come Barilla, EasyJet, Esselunga, Baci Perugina: “The Birth of Venus” dell’artista giapponese (ma che vive e opera da anni a Milano) Tomoko Nagao è solo l’ultimo approdo di un’immagine iconica che ha attraversato i secoli senza mai smettere di essere fonte di ispirazione. Per gli artisti, per la moda, per il cinema, per la pubblicità, e naturalmente anche per il kitsch.

Le citazioni della “Nascita di Venere” non si contano e spesso diventano celebri tanto quanto l’originale: Andy Warhol isola un dettaglio del volto della Venere e ne fa un simbolo; il fotografo David LaChapelle la trasforma in una bellezza da copertina; Yin Xin dipinge una Venere orientale; Valie Export appoggia un aspirapolvere in grembo alla Madonna della Melagrana per denunciare la persistenza del modello della donna tutta casa e figli. Alla Venere si ispira la storica scena del film 007-Licenza di uccidere (1962), in cui la divina Ursula Andress  esce dall’acqua nel suo famoso bikini bianco, e alla bellezza botticelliana si ispira anche la collezione Primavera/Estate 1993 di Dolce & Gabbana, da cui la stessa Lady Gaga non ha rinunciato a prelevare un abito.

E come accade a tutte le icone, come alla stessa Gioconda, anche la Venere di Botticelli è sezionata di continuo, alla ricerca di rebus e segreti: le ultime, dalla ricerca medica, ritengono di aver individuato la perfetta anatomia di un cuore umano nel melograno che Gesù stringe nelle mani nel tondo della Madonna della Melagrana, e le sagome di due polmoni nascoste tra la vegetazione nella Primavera e nel mantello della dea della Primavera, Flora, che si affretta a coprire la Venere. Tutte allegorie della vita e del respiro divino, naturalmente.

L’estasi dei visitatori rapiti davanti alla Venere, poi, non sono da meno. Basti pensare al turista spagnolo che qualche anno fa alla Galleria degli Uffizi si è spogliato nudo davanti al capolavoro, cominciando a spargere petali di rosa. Inevitabile la denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

Per saperne di più: Dal 5 marzo al 3 luglio 2016, il Victoria and Albert Museum di Londra ha ospitato una mostra unica nel suo genere: “Botticelli Reimagined”, un viaggio ideale dal mito di Botticelli fino all’arte, alla moda e al design contemporanei. Il catalogo della mostra è imperdibile e si può acquistare anche online. Qui un’anteprima.

Il Botticelli segreto, all’ombra del mito

Ci aiuta a scoprirlo la mostra “Le Storie di Botticelli. Tra Boston a Bergamo”, allestita all’Accademia Carrara fino al 28 gennaio. Poche opere scelte, ma che ci conducono lontano dalla magnificenza della corte dei Medici e dall’elaborazione di un’ideale di bellezza, per accompagnarci alla fine della carriera del maestro fiorentino. Morto Lorenzo il Magnifico, cacciati i Medici da Firenze, tra la fine del Quattrocento e i primi anni del secolo successivo si respira un’aria più austera, il monaco Savonarola instilla un nuovo desiderio di meditazione e di penitenza e giostre e carnevali lasciano il posto ai roghi della vanità.

Ma Botticelli è pronto ad adattarsi al nuovo gusto e alla nuova committenza, senza perdere nulla della sua raffinatezza tecnica, esecutiva, inventiva e narrativa. Si spiegano così alcune delle opere in mostra, che dal Botticelli della Venere e della Primavera davvero non ci saremmo mai aspettati.

Le opere per la devozione, dolenti e commoventi icone cristiane, come il Crocifisso processionale che proviene dal Museo di Prato o il “Vir dolorum” della Carrara, dal volto rigato di lacrime e sangue. E poi c’è il Botticelli “pittore domestico”, nelle due tavole finora mai ricongiunte, rispettivamente della Carrara e dell’Isabella Stewart Gardner di Boston. Qui, le storie “illustrate” da Botticelli delle eroine romane Virginia e Lucrezia (1505 circa) ci aprono le porte della “camera” di un grande palazzo fiorentino del Cinquecento, un ambiente ricco e sontuoso destinato ad accogliere e ad offrire modelli di comportamento virtuosi non soltanto agli sposi ma a tutto il loro clan familiare.

La sera al museo

Ascoltare le “Storie di Botticelli” la sera è ancora più magico: per questo l’Accademia Carrara propone al pubblico un calendario di aperture serali straordinarie, con una tariffa speciale. Il 28 dicembre e l’11 gennaio sarà possibile accedere al museo dalle 17.30 alle 22, con biglietto ridotto a 5 euro.

  • #lestoriedibotticelli   www.lestoriedibotticelli.it
  • Orari della mostra : 9.30-17.30 (chiuso martedì).
  • Ingresso: intero euro 12, ridotto 10, gratuito under 6.

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