Ciclismo (in tv) e birrette con PARTERREdeZAN

Bikefellas trasmette le grandi corse ciclistiche come un tempo accadeva per il calcio. Ce lo siamo fatti raccontare

Io non ho capito se quelli di Bikefellas il ciclismo lo praticano davvero. O se invece le biciclette le aggiustano solo e poi si sollazzano di birrette. Sta di fatto che PARTERREdeZAN, cioè guardare tutti insieme le grandi corse ciclistiche come una volta si guardava il calcio nei bar, è una grande idea. Perché unisce uno sport che nonostante gli scandali non ha perso del tutto la sua epica a un po’ di sana socialità live. Il tutto annaffiato da qualche birretta scolata in santa pace.
Le birrette, come avrete capito, contano molto nelle dinamiche di PARTERREdeZAN, fin dalla sua nascita. Che coincide con una Parigi-Roubaix del 2016, la stessa Parigi-Roubaix che verrà trasmessa domenica 14 aprile, prossimo appuntamento di questa rassegna di ciclismo in tv tutti insieme (poi il 28 aprile la Liegi-Bastogne-Liegi).

A rispondere alle domande Roberto Dal Lago e Daniele Pedruzzi di Bikefellas, che per chi non lo sapesse è il locale metà bar, metà officina di riparazione e negozio di biciclette che si trova in via Gaudenzi 6 a Bergamo.

Come nasce l’idea di trasmettere le corse ciclistiche?
Nasce durante una lunga trasferta in furgone verso la Parigi-Roubaix. Una notte nel 2016, attraversando la Francia, forse in Piccardia o sul confine Franco/tedesco, alcune delle persone coinvolte in questo progetto, per stare svegli, parlavano del più e del meno e di cosa avremmo fatto dopo aver fatto la Parigi Roubaix. Uno disse qualcosa del tipo “dobbiamo trovare un bel bar dove vedere la gara e prenderci una bella sbronza…”.

Lo spunto è un filo alcolico, direi.
Ecco, lì ci siamo resi conto di come a Bergamo una domenica pomeriggio di campionato fosse forse impossibile entrare in un bar e chiedere di togliere il calcio in favore delle classiche del ciclismo. Poi in realtà a Lille, in pieno centro, avemmo lo stesso problema e fummo costretti a fare il giro dei bar, e conseguentemente giro di birrette in ogni bar, perché giocava il LOSC Lille e nessuno cambiava canale. Quindi doppia frustrazione: non vedere la Parigi-Roubaix e anche, nel nord della Francia, sentitisi come a casa. Comunque poi ce la facemmo, o almeno alcuni di noi, altri arrivarono stesi dalle birre e si ricordano ben poco.

Il nome PARTERREdeZAN immagino sia un omaggio al grande Adriano De Zan…
Ovviamente è un omaggio a Adriano De Zan, la voce del ciclismo con la quale tutti siamo cresciuti. Ma non è farina del nostro sacco, dobbiamo il nome agli amici di Bidon – ciclismo liquido – che oltre a essere dei grandi narratori di ciclismo, con noi sono sempre molto generosi. In occasione del mondiale di Ciclocross erano nostri ospiti e chiacchierando sul fatto che avremmo trasmesso le gare e ci serviva un nome per fare cassa di risonanza a questa serie di eventi se ne uscirono con PARTERREdeZAN, che è perfetto, perché evoca lo stare insieme ad assistere a qualcosa e soprattutto rimanda subito alla telecronaca della gara in tv.

Come nel calcio prima della pay-tv, vedere le partite in tv tutti insieme?
Beh sì l’idea è la stessa… è un imprinting che viene dai ragazzacci della Ciclistica Popolare che spesso e volentieri organizzano feste, ritrovi, grigliate in cui invitano amici e parenti, magari anche poco interessati alla gara, ma che comunque ci vanno perché sanno che possono trascorrere un po’ di tempo con amici e bere qualche birra. Ecco soprattutto bere qualche birra in compagnia, penso sia l’aspetto più divertente della cosa. Oltre al giro di scommesse assurde che ogni volta mettono in piedi…

Le birre sono una componente fondamentale. Ma perché un amante del ciclismo dovrebbe uscire di casa per vedere una corsa insieme ad altri?
Perché crediamo che fare le cose in compagnia sia più divertente che starsene a casa da soli. Uscire, vedere gente, fare una pedalata e poi fermarsi al bar con i tuoi soci, amici, bere qualche birra (ma quante ne beviamo di ste birre!!???) e guardare l’arrivo. Una cosa di derivazione anglosassone. L’idea del bar come di uno spazio pubblico dove fare aggregazione, ed è poi quello che stiamo cercando di fare con Bikefellas che nasce con l’idea che debba essere un luogo, uno spazio in cui riconoscersi e trovarsi, al di là del concetto di uscire per fare qualcosa, ma uscire per stare con qualcuno.

Come sta il ciclismo oggi fra iperprofessionismo e scandali doping?
Come un po’ tutto nella società anche il ciclismo è travolto dalla ricerca esasperata della performance, ma a differenza di altri sport lo svolgersi liberamente nelle strade a diretto contatto con le persone, le intemperie, gli imprevisti, rende ancora tangibile l’umanità della fatica e dei sacrifici che fanno i corridori. Diciamo che la passione che porta migliaia di persone in bici sui tornanti dello Stelvio per veder passare il giro ha un sapore decisamente diverso da quello che porta migliaia di persone in una curva da stadio. Noi, per quanto ci riguarda e per non sbagliare, agli intrugli, integratori, barrette,, gel, sali, pastiglioni etc. preferiamo sempre la birra, se non si fosse ancora capito.

Ci potreste elencare i vostri 5 ciclisti-idoli?
Taylor Phinney, lento e pesante, senz’altro fermo in salita e in volata, dovrebbe essere forte sul passo e a crono ma nemmeno lì eccelle, però sui socials e sull‘abbigliamento è imbattibile. Adora le patatine fritte, ascolta gli stessi gruppi che piacciono a noi e fa anche il pittore.

Heinz Stucke (nella foto, ndr), cicloviaggiatore tedesco, uscito di casa in bici nel 1962, ha consumato una dozzina di passaporti ed è rientrato nel 2010, ma poi è uscito ancora. Ci piacerebbe ospitarlo da Bikefellas per una birra, siamo sulle sue tracce, prima o poi ce la faremo.

Alfonsina Strada, prima e unica donna a partecipare e completare due giri di Lombardia un Giro d’Italia, nel 1924, quando le gare erano solo per uomini ma nessun regolamento lo esplicitava.

Gabriele Lodovici aka Chief, amico, cliente e compagno di pedalate e di birrette che due anni fa ha percorso in solitaria e in autosufficienza il percorso del Giro d’Italia e del Tour de France facendo le stesse tappe dei professionisti con qualche giorno di anticipo.

Imerio Massignan, il più forte scalatore incompreso di tutti i tempi, primo in solitaria alla prima scalata del Passo Gavia al giro d’Italia, a causa di tre forature arrivò secondo a Bormio e con una sola parola fece tagliare la diretta televisiva alla RAI.

Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e poi?
Giro, Tour, Vuelta, Campionato del Mondo e Giro di Lombardia a ottobre. Vi aspettiamo!

http://bikefellas.it/

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