Guida al programma (bellissimo) di Bergamo Film Meeting

Dal 9 al 17 marzo un mare di proiezioni, incontri e molto altro

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

Sabato 9 marzo scatta l’edizione 2019 di Bergamo Film Meeting con un programma enorme e bellissimo. Nove giorni di proiezioni, quasi centottanta film tra lungometraggi, documentari e corti, due mostre, due workshop, tre masterclass, una midnight, una fantamaratona, nove strisce quotidiane a fumetti, una reading, tre live painting. Poi appuntamenti oltre i confini bergamaschi (incontri e proiezioni a Milano, Brescia, Verona e Bologna) ma anche eventi speciali, workshop, percorsi di visione etc.
Insomma, c’è un sacco di roba e qui vi proponiamo una guida per orientarvi nel mare magnum di eventi di BFM.

L’inizio e la fine

Un po’ come si fa con i libri, anche se sono in pochi quelli che leggono le ultime righe per paura di conoscere il finale. Io sono come Harry (quello del film “Harry di presento Sally”), quando in libreria c’è un volume che mi incuriosisce leggo l’incipit ed anche la pagina conclusiva, ma non per il suo stesso motivo (“Quando compro un libro, io leggo l’ultima pagina per prima, così se muoio prima di finire, so quello che succede”).

L’inaugurazione si terrà venerdì 8 marzo alle 20.30 nell’ex-chiesa di Sant’Agostino in Città Alta con la sonorizzazione live eseguita dal dj statunitense Jeff Mills del film “Metropolis”, capolavoro di Fritz Lang in versione restaurata (ne abbiamo parlato qui).
La chiusura del Festival è invece affidata a “La mort de Louis XIV” di Albert Serra, straordinario racconto dell’agonia del Re Sole, costretto come tutti gli esseri umani a soccombere alla morte. La proiezione sarà domenica 17 marzo alle 22.30 all’Auditorium p.zza Libertà.

Mostra concorso

I tipi di BFM sono specializzati nell’andare a scovare film tanto sconosciuti al grande pubblico quanto eccezionali alla visione. Nelle scorse edizioni sono state tante le sorprese e quindi vi consigliamo di andare a vedere i film in concorso. Saranno una manciata di lungometraggi di fiction, inediti in Italia, che si caratterizzano per l’originalità linguistica e narrativa con cui affrontano i temi della contemporaneità. Così fra qualche anno, quando uno di questi registi conquisterà la ribalta, potrete esaltarvi coi vostri amici dicendo “Ah, io l’avevo già visto nel 2019 a Bergamo Film Meeting”.

Quindi non perdetevi questi titoli (ma il consiglio è di vederveli tutti). “Granice, kiše” di Nikola Mijovic e Vlastimir Sudar, spaccato delle divisioni profonde e tutt’altro che suturate della guerra nella ex-Jugoslavia. “Holy Boom” di Maria Lafi, racconto di come le vite di quattro persone cambiano drammaticamente quando un ragazzo filippino fa esplodere per gioco la loro cassetta della posta. “Obey” di Jamie Jones, storia di un pugile e di una ragazza ambientata fra il degrado e le tensioni sociali di un sobborgo londinese. “Rojo” di Benjamín Naishtat, un incubo di morte segreti e silenzi nell’Argentina del 1976 alla vigilia del colpo di stato.

Visti da vicino

È l’altra importante sezione del Festival, dedicata ai documentari. Indagini filmiche che raccontano con intensità e partecipazione frammenti di realtà attraverso un tema, un luogo, un personaggio.
In concorso ci saranno quindici titoli indipendenti provenienti da vari Paesi, tutti inediti in Italia, ambientanti in vari angoli del mondo.

Ne segnaliamo alcuni.“Zentralflughafen THF” di Karim Aïnouz sull’ex aeroporto Tempelhof di Berlino divenuto oggi il più grande rifugio tedesco per richiedenti asilo, come Ibrahim, diciottenne siriano protagonista della pellicola. “<3” di María Antón Cabot che scruta l’approccio all’amore e al desiderio degli adolescenti spagnoli nell’era dello smartphone come in una specie di versione 2.0 dei “Comizi d’amore” pasoliniani.

E per gli appassionati di road movie obbligatoria la visione di “G. J. Ramstedtin Maailma” di Martti Kaartinen e Niklas Kullström, il racconto di un viaggio visivamente sorprendente fatto di avventura ed esplorazione, amore e morte, cospirazioni e caduta delle nazioni, fra Mongolia, Giappone, Cina e Corea del Sud. Senza dimenticare “Flotten” di Marcus Lindeen, impressionante esperimento sociale (sulla violenza, l’aggressività, il sesso e il comportamento di gruppo) in cui cinque uomini e sei donne attraversano l’Atlantico per tre mesi su una zattera senza privacy.

Omaggi & co.

Ma BFM non sarebbe tale senza gli omaggi. Sono diversi e interessanti, ma soprattutto sono un’occasione per scoprire o approfondire autori, attori e temi che allargheranno il vostro bagaglio di conoscenze cinefile:

L’omaggio a Jean-Pierre Léaud
É lui che corre nella locandina del festival, nei panni di Antoine Doinel. Léaud è protagonista della retrospettiva del festival. Attore simbolo della Nouvelle Vague francese per vent’anni, nonché icona e alter ego di François Truffaut (con il quale strinse un lungo sodalizio). Ma pure interprete privilegiato del cinema europeo d’autore a partire dalla fine degli anni Cinquanta (Godard, Pasolini, Assayas, Kaurismäki) fino ad oggi.

Léaud incarna un modo di essere attore che esprime anticonformismi e inquietudini generazionali: alcuni suoi gesti, come il ripetuto passarsi le mani nei capelli, l’indecisione nei trasporti affettivi, l’andatura nevrotica, l’immaturità mai superata e l’instabilità emotiva appartengono alla storia di un periodo che ha cambiato la cultura e i comportamenti della società ed eroso per sempre poderosi contrafforti ideologici.

Si potrà ammirare in diciotto titoli: da “Les quatre cents coups”(“I 400 colpi”) di François Truffaut del 1959, quando solo quattordicenne interpretò il giovane Antoine Doinel alla grande prova d’attore del già citato “La mort de Louis XIV” di Albert Serra del 2016.

La personale completa in anteprima nazionale dedicata a Karpo Godina
Quindici film per conoscere una delle figure tra le più rappresentative del cinema jugoslavo e sloveno. Godina è stato una delle personalità chiave della Nouvelle vague jugoslava, nota anche come Black Wave. Regista, direttore della fotografia, sceneggiatore, montatore, autore di numerosi lungometraggi e cortometraggi, conosce a fondo sia il linguaggio del documentario sia quello del cinema narrativo e di avanguardia. Negli anni è diventato assiduo e prezioso collaboratore di registi importanti quali Želimir Žilnik e Lordan Zafranović, oltre che maestro ispiratore, fotografo e attivista politico. Filo conduttore nella sua filmografia è un senso pervasivo di gioia e divertimento, una manifestazione continua di una libertà di espressione senza freni a dispetto di qualsiasi forma di repressione.

Di Godina si potranno vedere quattro lungometraggi come “Umetni raj” (“Paradiso Artificiale”, 1990), “Rdeči boogie ali Kaj ti je deklica” (“Boogie Rosso”, 1982), “Splav Meduze” (“La zattera della Medusa”, 1980) e “Zgodba gospoda P. F.” (“La storia del Sig. P.F.”, 2002) che saranno accompagnati dai cortometraggi, realizzati dal regista negli anni ’60 e ’70. Quello di Bergamo è un omaggio che arriva dopo quello del MoMA di New York nel 2018. Il regista incontrerà il pubblico del Festival al BFM Bookshop in piazza della Libertà mercoledì 13 alle 19.

EUROPE, NOW!, il percorso nel nuovo cinema europeo contemporaneo
Per il nuovo cinema europeo contemporaneo saranno due le personali. Quella di Bent Hamer (Norvegia), regista, sceneggiatore, produttore, dallo sguardo attento ai personaggi con una predilezione per i disadattati, i disastrati e le persone sole (sarà a Bergamo giovedì 14 alle 19 per incontrare il pubblico al BFM Bookshop). E quella di Alberto Rodríguez (Spagna), regista e sceneggiatore, rappresentante di un cinema austero, discreto con uno stile e una qualità straordinari che, negli ultimi anni, lo ha portato a gettare le basi di un sottogenere composto di storie sporche, violenza e bassifondi, senza abbandonare i codici culturali della propria terra. Rodriguez è il regista de “La isla minima”, scritto come tanti altri film insieme allo scrittore e sceneggiatore sivigliano Rafael Cobos, che sarà in città venerdì 15 e incontrerà il pubblico al BFM Bookshop.

Omaggio a Peter Mullan
Il noto attore ingles, ricordato soprattutto per le sue interpretazioni in “Trainspotting” di Danny Boyle (1996), “Riff Raff” (1995) e “My Name Is Joe” (1999) di Ken Loach (film per il quale ha vinto la Palma d’Oro a Cannes), si è dedicato anche alla regia e alla sceneggiatura televisiva con risultati straordinari. I suoi film sono rappresentazioni di un mondo in cui violenza e frustrazione sembrano prendere il sopravvento sugli individui più vulnerabili, tutti in cerca di una via di fuga da una realtà che sembra averli intrappolati e condannati. Situazioni all’apparenza irrisolvibili che quasi sempre trovano un barlume di speranza nel senso di comunità e nella forza d’animo individuale. Con “The Magdalene Sisters/Magdalene”, di cui ha firmato sceneggiatura e regia, ha ricevuto il Leone d’oro a Venezia nel 2002.

Omaggio a Jonas Mekas
Nato in Lituania nel 1922, scomparso il 23 gennaio scorso, è stato un poeta, artista e regista, fondatore del New American Cinema Group e creatore dell’Anthology Film Archive.
Saranno proposti “Underground New York” e “Jonas” di Gideon Bachmann. Quest’ultimo permetterà di compiere un viaggio breve ma intenso all’interno dell’universo creativo di Jonas Mekas e del suo cinema underground che è – usando le sue stesse parole, pronunciate nel film – “per nulla importante, totalmente spensierato e realizzabile con pochi dollari”.

Intrecci

Ossia quando il cinema incontra fotografia e arte. Tre gli eventi:

– la mostra fotografica “Pasolini e le Mille e una notte” con gli scatti di Roberto Villa sul set del film “Il fiore delle Mille e una notte” (1974), che vi abbiamo raccontato qui;

– l’approfondimento sulle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea che vedrà protagonisti gli svedesi Nathalie Djurberg e Hans Berg, in collaborazione con The Blank Contemporary Art. Il duo svedese, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2009, presenterà la mostra “Nathalie Djurberg e Hans Berg”, “Rites of Passage” (sala alla Porta Sant’Agostino in Città Alta, 9 – 31 marzo) e incontrerà il pubblico del Festival al cinema San Marco di Bergamo dopo la proiezione di tre video (sabato 9 marzo alle 15.30);

– GAMeCinema con l’omaggio a Jan Švankmajer: due le proiezioni (il corto “The Last Trick” debutto nel cinema e il lungometraggio “Insects”, ultimo lavoro, del 2018) per conoscere il regista, sceneggiatore e artista surrealista ceco, noto soprattutto per le sue opere di animazione, per cui è considerato uno dei più grandi animatori al mondo (domenica 10 marzo alle 15 al cinema San Marco di Bergamo).

Il passaggio di testimone con Bergamo Jazz Festival

Ormai una tradizione la staffetta tra i due festival. Domenica 17 ci saranno due momenti consecutivi che segneranno il passaggio di testimone. Alle 15.30 si terrà la proiezione di “Alfie” (Regno Unito, 1966) di Lewis Gilbert, film tra i più famosi e rappresentativi del Free Cinema inglese degli anni Sessanta. Tratto da una commedia teatrale di Bill Naughton, vanta la colonna sonora composta ed eseguita dal grande Sonny Rollins. Alle 18 seguirà la consueta sonorizzazione live di un film muto: “Le Voyage Imaginaire”, geniale commedia fantastica del 1925 di René Clair che incontrerà le musiche del trio fiatistico del sassofonista Roger Rota.

Cinema d’animazione e fumetti

Il cinema d’animazione di Mariusz Wilczyński
Il festival propone la personale completa del regista, ma anche pittore, animatore, cartonista e performer polacco Mariusz Wilczyński. Attivo nell’animazione dal 1998, è considerato uno degli animatori più influenti nel panorama cinematografico d’animazione. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e nel 2007 il MoMA gli ha dedicato una retrospettiva all’interno della quale ha presentato la prima mondiale del suo cortometraggio “Kizi Mizi”. Sarà possibile vedere tutti gli undici lavori dell’artista tra i quali “Allegro ma non troppo” (1998), “From the Green Hill” (1999) e “Smierć na 5” (Death to Five, 2002). Il regista, incontrerà il pubblico del festival lunedì 11 alle 19 al BFM Bookshop.

Daily Strip
L’ppuntamento con il fumetto di BFM quest’anno spegne cinque candeline. Gli ospiti saranno Alessandro Baronciani, Loputyn, Squaz e SerT, ossia quattro tra i migliori illustratori del panorama italiano che racconteranno il festival con le loro strisce giornaliere, poi stampate dal vivo da Corpoc con la serigrafia. Tutte le pubblicazioni degli ospiti fumettisti e le stampe serigrafiche delle strisce saranno disponibili all’interno del BFM Bookshop.

Oltre agli incontri con gli illustratori all’Elav Meeting Point in piazza della Libertà, Alessandro Baronciani sarà protagonista dell’appuntamento domenica 10 alle 18 nella sala Galmozzi a Bergamo con il reading-spettacolo durante il quale leggerà e (ri)-disegnerà la sua graphic novel “Le ragazze nello studio di Munari”.

Per chi non riesce a dormire e per chi non vorrebbe mai alzarsi dalla poltroncina

Midnight Movie
Saranno tre le proiezioni notturne dedicate a Sherlock Holmes. Sempre all’Auditorium p.zza Libertà sabato 9 alle 00.10 “The Adventure of Sherlock Holmes’ Smarter Brother/Il fratello più furbo di Sherlock Holmes” di Gene Wilder, USA, 1975; giovedì 14 alle 23.50 “Without a Clue/Senza indizio” di Thom Eberhardt, Regno Unito 1988 e sabato 16 alle 00.15 “The Seven-Per-Cent Solution/Sherlock Holmes: soluzione settepercento” di Herbert Ross, USA, Regno Unito 1976.

Fantamaratona
Una lunga notte ancora in compagnia del detective inventato da Arthur Conan Doyle. Venerdì 15 alle 00.30 all’Auditorium p.zza Libertà: “The Hound of the Baskervilles/La furia dei Baskerville” di Terence Fisher, Regno Unito 1959 e a seguire “The Hound of the Baskervilles/Il cagnaccio dei Baskerville” di Paul Morrissey, Regno Unito 1978.

Cinema anche in pausa pranzo

Tre grandi nomi della cinematografia italiana per raccontare storie di cinema. In sala Galmozzi in città, con inizio sempre alle 12.30 arriveranno Enrico Magrelli, autore e conduttore di Hollywood Party su Rai Radio 3 (giovedì 14); il critico del Corriere della Sera Paolo Mereghetti (venerdì 15); Emanuela Martini, direttore del Torino Film Festival, colonna portante di Cineforum ed ex condirettore di Bergamo Film Meeting (sabato 16).

Se proprio non riuscite ad uscire di casa…

Una novità firmata Lab 80 film, che propone: BFM 5 pezzi facili, ossia cinque film passati in rassegna nelle precedenti edizioni del Festival, disponibili in video on demand sul canale Vimeo di Lab 80 film per l’intera durata del Festival al prezzo di 0,99 euro.

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