Alessandro Adelio Rossi, grafiche dal Sottosuolo

Al ReefCafè la mostra delle locandine per la rassegna Bergamo Sottosuolo. L’intervista

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

Alessandro Adelio Rossi è di prima di tutto un mio amico. Poi è un grafico, illustratore e musicista straordinario. Fino al 15 marzo al ReefCafè trovate le illustrazioni fatte per Bergamo Sottosuolo, la rassegna che da ormai otto anni porta a Bergamo un gran numero di musicisti di tutti i tipi (punk, rock, elettronica, cantautorato) spesso di grande qualità. La mostra si intitola “Mai un poster

Il ruolo di Alessandro per questa rassegna è stato fondamentale. Però, diciamo la verità: all’interno dei meriti per la riuscita di un evento il grafico passa sempre un po’ in secondo piano (non è il caso di Sottosuolo, che ad Alessandro ha dedicato appunto una mostra). Ma le grafiche sono il biglietto da visita di ogni appuntamento culturale e non. Quindi mi è sembrato giusto intervistare un grafico, uno bravo, per capire un po’ meglio come funziona.

Ciao Ale, come hai cominciato?
Ciao Luca. Ho iniziato da bambino. Ho sempre disegnato, ma ho iniziato a farlo in modo più serio, cioè traendo guadagno dai disegni, nel 2003, partecipando ad un concorso e vincendolo insieme ad altri ben più famosi illustratori. Da lì in avanti ho iniziato ad avere una certa consapevolezza di poter provare a fare questo mestiere. Sono autodidatta, ma piano piano negli anni mi sono studiato dei manuali o di caso in caso ho imparato a disegnare quel che mi serviva, una mano, gli occhi, una montagna, un naso, le posizioni dei corpi, cose che nelle accademie studiano per davvero.

Aziende, studi d’architettura, case editrici, cooperative sociali, istituzioni e poi la musica. Una copertina per Paolo Fresu, Verdena e tante locandine per Bergamo Sottosuolo. Come lavori a queste immagini?
Bergamo Sottosuolo è un collettivo di amici che da otto anni con devozione e passione organizza concerti in città. Hanno invitato decine e decine di gruppi e musicisti da tutto il mondo, di tutti i generi, senza etichette o preferenze legate alla moda o a nomi importanti, anzi, lavorando di ricerca e gusto personale. Io allo stesso modo lavoro alle locandine con la massima libertà. BS per me è come un laboratorio dove poter sperimentare tenendo il fuoco sul concetto di arte e bellezza in tutte le sue forme che passa attraverso i condotti più nascosti, dentro gli angoli apparentemente ristagnanti, lungo i bordi del già noto e già sentito o visto.

Ma immagino avrai un metodo…
Il metodo è sempre lo stesso, seguo un’idea che può arrivare quando sono al tavolo di lavoro o mentre cammino in montagna; me la tengo stretta e provo a darle forma, prima con la matita e poi con i colori, con gli inchiostri e con il computer.

Conta molto anche il dialogo con il committente, o no?
È fondamentale per capire la direzione del progetto, è un momento delicato, perché a volte rischia di trasformarsi in una lunga trattativa che limita il mio lavoro. Questo fortunatamente è accaduto poche volte e certo mai con i ragazzi di BS, i quali hanno incredibilmente sempre accettato e apprezzato ogni mio scarabocchio. Per creare i disegni di BS mi sono lasciato andare a un immaginario psichico popolato di personaggi esistiti tanto tempo fa ma vestiti con i panni di oggi.

Cosa è un grafico illustratore? Un artista? Un artigiano?
Credo che un illustratore si possa facilmente definire un artigiano che mette su carta un’idea, un progetto, una storia, che sia sua o del committente. Si alza alla mattina e inizia a disegnare, come un panettiere o un calzolaio alzano la saracinesca ogni mattina.

Le tue immagini sono molto riconoscibili, ma sempre sensibilmente diverse. Giri per strada, ne trovi una e dici “Quella l’ha fatta Adelio”.
Ti ringrazio, questo per me conta molto anche se ho da sempre rifiutato il concetto di ‘stile’ concedendomi la massima libertà di sperimentare, provare e anche fare cose che ora vorrei non aver fatto…

Ma una mappa delle tue influenze?
Non saprei da che parte iniziare, sicuramente un autore che mi ha fatto venir voglia di provarci e che continuo ad ammirare è Lorenzo Mattotti. Però penso anche a Francis Bacon, Bosch, Bruegel, Depero.

Sei anche un musicista. Questi due ambiti nel tuo lavoro dialogano?
Nella risposta precedente avrei messo quasi più musicisti che pittori nelle mie influenze, quindi direi di sì, dialogano molto, anzi, per me c’è poca distinzione. Sono due aspetti della mia vita fondamentali, è quello che faccio ogni giorno: se non disegno suono e viceversa e sempre quando disegno ascolto musica. Quando metto insieme della musica (anche qui sono autodidatta quindi non posso dire che compongo) c’è sempre un immaginario visuale, c’è sempre una corrispondenza con un paesaggio, che sia reale o psichico, ma sempre legato alle emozioni, sempre all’introspezione, un modo per conoscermi meglio, indagare le zone oscure, scandagliare i fondali.

C’è sempre un tratto di leggerezza, ipersensibilità e “poesia” per immagini in ciò che fai. Insomma siamo oltre il “fare brochure”.
Ti ringrazio. Per campare faccio anche le brochure… Ma non saprei Luca, forse nei disegni che più mi piacciono e che resistono alla mia autocritica nel tempo mi piace pensare che ci sia qualcosa di me, di intimo, o qualcosa che riguarda la mia vita che scorreva in quel momento, qualcosa che vedo solo io, con la segreta speranza che anche qualcun altro ci possa ritrovare qualcosa di suo, che magari ha perduto.

C’è un artista, di qualsiasi ambito, per cui vorresti disegnare?
Ce ne sarebbero molto ma se devo sceglierne proprio uno dico Paolo Conte. Mi piacerebbe illustrare una delle sue storie.

Wolfy e Ulisse a Monte Adone nell'inverno 2017 (foto di Elisa Berti)

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