Aggiungi un whisky a tavola: il food pairing conquista Bergamo

Giovedì 24 gennaio ad Ambivere la prima tappa del Whiskey Gourmet Tour: abbinamenti insoliti con protagonisti i piatti della tradizione e una selezione di whisky unici.

Stufi dei soliti abbinamenti vino e birra a tavola? Basta osare di più con il Food Pairing, l’arte anglosassone di abbinare il cibo ad uno spirit come il whisky.

Alle nostre latitudini può sembrare un azzardo ma non solo vino può accompagnarsi ai piatti. E non è un discorso di cucina fusion o fornelli sofisticati. Anzi: anche un bollito, una cassoeula o un maccherone possono «sposarsi» con un distillato come il whisky, inedito armonizzatore di sapori. Provare per credere recita il detto e l’occasione, davvero ghiotta, si presenta giovedì 24 gennaio alla Trattoria Visconti di Ambivere che ospiterà la prima tappa del Whisky Gourmet Tour 2019, iniziativa ormai consolidata del Whisky Club Italia. Realtà impegnata a riportare in auge la cultura del distillato a base di orzo (e non solo) e a renderlo protagonista nei ristoranti, a tavola, interpretandolo nel modo più conviviale possibile. Della serie: massimo godimento dell’abbinamento per renderlo stimolante e conviviale, lasciando da parte noie tecniche.

La serata prevede, infatti, diversi interventi del presidente del Whisky Club Italia, uno per ogni bottiglia, ma non sarà la solita spiegazione didattica-formale ma un vero e proprio viaggio in compagnia di uno dei massimi esperti del settore. Via libera quindi agli spirit a tutto pasto, purché l’abbinamento sia creato su parametri come la stagionalità delle materie prime, la contrapposizione dei sapori o, al contrario, la loro similitudine. L’obiettivo non è solo quello di trovare i sapori che stanno bene insieme, ma quello di creare una partita in cui cibo e spirit (in questo caso il whisky) si esaltano a vicenda tirando fuori l’uno dall’altro sfumature inattese.

Slainte con i piatti della tradizione orobica

Il menù promette bene e i commensali potranno godere di cena gourmet all’insegna di una modalità di consumo conviviale che può sembrare una sfida in un Paese come il nostro in cui domina la cultura del vino a tavola.

L’obiettivo del Gourmet Tour (che tornerà in terra bergamasca il 3 luglio alla Trattoria Falconi) è infatti quello di avvicinare il pubblico, giovani e donne comprese, all’affascinante mondo del whisky. Il tema della cena è la tradizione, raccontata nei piatti della memoria (prenotazione obbligatoria entro il 21 gennaio: contributo a persona 50 euro. Tel. 035908153 – info@trattoriavisconti.it).

Stoccafisso ragno mantecato al latte con polenta di mais autoctono Rostrato Rosso dell’Isola

Auchentoshan 17 anni, 46%, Scozia Lowland – selezione Whisky Club Italia: Single Malt Whisky scozzese a tripla distillazione, crema, legno dolce, leggera sensazione agrumata, mandorla. Una selezione single cask del club.

Cotechino con purè e lingua con salsa verde al carrello

Kilkerran 12 anni, 46% – Scozia Campbeltown: dopo l’apertura nel 2004 e i tanti work in progress, ecco il primo imbottigliamento di linea della distilleria Glengyle, la nuova distilleria di Campbeltown. 70% botti ex bourbon, 30% ex sherry per una torbatura leggera a 10ppm.

Maccheroncini di pasta fresca con ragù d’anatra.
Compass Box Great King St Single, 49%, Scozia blended marrying cask – selezione Whisky Club Italia. Un blended scotch whisky affinato in una botte french oak, per oltre un anno e mezzo. L’eleganza del vatting e la forza dell’affinamento, 228 bottiglie davvero uniche.

Assaggio di cassoeula con verza dell’orto brinata

Yamazaki distiller’s reserve 43%, Giappone – Il single malt della prima storica distilleria giapponese, complessità ed eleganza grazie all’affinamento in botti di vino e sherry.

Semifreddo Islay con crema al caramello salato.

«La trattoria Visconti è l’unico posto in cui abbiamo ripetuto l’evento, visto l’entusiasmo della famiglia e il numero sempre crescente di partecipanti. Un anno il tema sono stati i formaggi, un anno l’aia e questo i piatti della tradizione – spiega Claudio Riva (nella foto) , presidente del Whisky Club Italia, che ogni volta cerca sempre bottiglie rare e introvabili per dare un ulteriore valore aggiunto alla serata e al club che vuole fare cultura ed educare, condividendo il piacere -. Questa volta il presupposto audace era che non ci fossero imposizioni ma una totale collaborazione e contaminazione. Il problema è che non esistono regole da seguire per questo tipo di lavoro innovativo. È sempre chi ci ospita a proporci il menù, che noi andiamo ad assaggiare a sorpresa un po’ prima dell’evento per decidere gli abbinamenti. Portiamo un kit di basi diverse dei whisky (più o meno torba, fruttato, floreale, erbaceo), così da avere tutte le tipologie a disposizione».

Dal formaggio ai gamberi: ecco gli abbinamenti ideali da cui cominciare

L’abbinamento con il cibo rivela sempre delle sorprese inaspettate ed è questo anche il bello. Un conto è bere un bicchiere di whisky da solo, un altro è sposarlo al meglio ad un piatto. «Così come accade per il vino, un abbinamento può risultare perfetto solo con una profonda conoscenza delle varie tipologie di whisky, della loro provenienza, degli ingredienti e delle modalità di distillazione.

«L’abbinamento cibo e whisky può aiutare ad apprezzare in modo originale la complessità, l’eleganza del distillato e a rendere giocosa, conviviale una esperienza che normalmente mette alla prova i nostri sensi – conferma Riva -. Sorpassata l’accoppiata con il cioccolato, oggi si osa assai di più. Il principe è il formaggio. Quale whisky abbinare ad un formaggio d’alpeggio di media stagionatura? L’abbinata mare-monti con un isolano torbato scozzese con gradazione sotto il 45% è sorprendente. Lo stesso torbato ancora più salmastro e con la gradazione di botte che tranquillamente supera il 50% si sposa benissimo con un brasato di cervo al cacao. Le calde note di un whisky giapponese maturato in botte ex sherry possono arricchire un gambero saltato giusto pochi secondi in padella. Su una crostata di frutta aggiungiamo la delicata crema pasticcera di un irish whiskey. Infine il bourbon, con la sua acidità ben asseconda i nostri ricchi piatti invernali a base di maiale».

A scuola di Whisky: corsi per neofiti ed esperti

C’è il single malt non torbato, il whisky di mare e quello di terra. Ma c’è anche il whiskey irlandese, il primo nella storia (senza nemmeno un disciplinare), il bourbon americano, e il giapponese che, dicono, sia il migliore al mondo. Il mercato del whisky è ormai da diversi anni in fermento e in rapida crescita a livello globale. I consumatori sono sempre più giovani e non si limitano solamente a bere il prodotto, ma vogliono conoscerne la storia e le tecniche di produzione. E sono pronti a sperimentare l’accostamento whisky-cibo come un’opportunità.

Ecco spiegato il successo dei corsi del Whisky Club Italia che solo a gennaio ne ha organizzati 12 su e giù per lo Stivale. Si tratta di corsi brevi di primo livello e di sole tre lezioni. Ma non è facile scardinare i luoghi comuni che stanno dietro a «Uisge beatha», cioè il nome gaelico di quello che è poi diventato il whisky. «Abbiamo avuto oltre duemila corsisti in tre anni e mezzo – conferma Riva -. Ci interessa attirare più persone e non siamo un club elitario ma inclusivo. Il whisky è un distillato difficile per i palati standard e occorre un approccio diverso, una nuova cultura. Mi piace ricordare che il nostro obiettivo è portare le persone con la testa in Scozia: quando viene raccontato bene un distillato trasmette il territorio anche meglio di un vino».

Benvenuti nel Club: a marzo l’apertura della sede di Bergamo

Dar vita ad una rete dei professionisti italiani con conoscenze o competenze nel mondo dei distillati è uno degli obiettivi di Whisky Club Italia, nato nel 2014 e sempre alla ricerca di spazi e luoghi in cui i suoi 9.000 soci possano dare sfogo alle proprie passioni: luoghi che fungano da «sedi» distribuite sul territorio, col chiaro scopo di moltiplicare le iniziative del club che a marzo inaugurerà la sede bergamasca.

La passione per il whisky trova riscontro nei numeri del Whisky Club Italia: 138 eventi organizzati nel 2017 (quindi senza contare la partecipazione ad eventi o festival organizzati da terzi), 4000 partecipanti agli eventi (non contando i festival, solo degustazioni e corsi), 12 corsi di degustazione whisky di cui 2 online, 24 clan (gruppi locali), 4 gite in Scozia.

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